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14 febbraio 2017

Ancora tagli alla Sanità: una bella sforbiciata da 422 milioni sulla pelle della Gente. Ma per Tg e stampa la notizia è la temperatura della patata della Raggi, mica il governo di criminale che sta ammazzando noi e i nostri figli…!

Tagli Fondo Sanità. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Cronaca della morta annunciata dei nuovi Lea”

Per il componente della commissione Sanità del Senato è “inaccettabile” il taglio di 422 mln di cui dovranno farsi carico le regioni ordinarie nel 2017, non avendo le speciali accettato i tagli corrispondenti della legge di stabilità 2016.  “Servono risorse certe per garantire in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale nuovi Lea, farmaci innovativi, aggiornamenti contrattuali, assunzioni e alleggerire i cittadini di ticket insopportabili”.

11 FEB – “I tagli lineari, perpetrati senza soluzione di continuità da Monti a Renzi, stanno affossando la sanità pubblica. Ulteriori tagli al fsn metterebbero a rischio i nuovi Lea, e non solo. Inaccettabile. Questo governo se ne faccia carico. D’altronde, sono anche la superficialità e l’assenza di lungimiranza e programmazione nell’affrontare i nodi che investono la governance dell’intero sistema – compresi i criteri di riparto del fondo sanitario nazionale, nonché i meccanismi che consentono alle regioni a statuto speciale di sfilarsi dal contributo alla finanza pubblica – a fare la loro parte. Da qui deriva, infatti, il taglio di 422 milioni di euro al fsn di cui dovranno farsi carico le regioni ordinarie nel 2017, non avendo le speciali accettato i tagli corrispondenti della legge di stabilità 2016″. Lo dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR/Direzione Italia), componente Commissione Sanità Senato.
“Purtroppo, questi ulteriori tagli al fsn potrebbero rappresentare la cronaca della morte annunciata dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Avevamo già detto del rischio di fare le nozze coi fichi secchi con un finanziamento risicato come gli 800 milioni previsti per la loro attuazione, quando in realtà ce ne vorrebbero il doppio. Ma adesso, con i 113 mld di euro a valere sul fondo sanitario del 2017 che di fatto scendono a 111 mld – considerando il miliardo destinato ai farmaci innovativi, i 400 mln per i contratti e il taglio di 422 mln di cui sopra – la situazione si complica ulteriormente – prosegue il senatore -. Se a questo si aggiunge il fatto che alcune regioni in forte difficoltà anche a causa di cattiva gestione politico-amministrativa, non riescono da tempo a governare la riorganizzazione dei sistemi sanitari locali e sommergono di tasse i cittadini a fronte di servizi totalmente inadeguati e costringono gli operatori sanitari a lavorare in condizioni di estremo disagio, è evidente come sia assolutamente urgente un intervento credibile che tenga conto di tutti i fattori in campo”.
“Mi auguro che il ministro Lorenzin voglia rappresentare con forza questo problema al ministro Padoan. Servono risorse certe per garantire in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale – laddove oggi abbiamo una sanità a macchia di leopardo – nuovi Lea, farmaci innovativi, aggiornamenti contrattuali, assunzioni e alleggerire i cittadini, in particolare le fasce più deboli, di ticket insopportabili. Non è retorica se dico che la sostenibilità non può sottrarre diritto alla tutela della salute”, conclude.
fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=47796

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04 novembre 2016

Nuovi ticket, la sanità diventa (quasi) privata

Di Redazione ContropianoTSCP2_1

Mentre in televisione sorrideva fissa, come le hanno insegnato ai corsi di Publitalia-Forza Italia, la ministra della salute Beatrice Lorenzin – giustamente ridicolizzata per le campagne abortite sul Fertility Day – assicurava giuliva che "nella legge di stabilità ci saranno due miliardi in più per la sanità". A far intendere che, aumentando la spesa, avrebbe funzionato meglio o si sarebbe creato lo spazio per ridurre qualche ticket.
E' vero naturalmente il contrario: i ticket aumentano. Anzi, vengono introdotti anche per prestazioni che finora erano esenti dal pagamento di un balzello supplementare (per finaziare la sanità pubblica, infatti, paghiamo già le tasse).
Per saperlo, però, bisogna letteralmente scoprirlo spulciando pazientemente i documenti governativi (la relazione tecnica del ministero della Salute al decreto sui Lea). Solo così, infatti, qualcuno – in questo caso qualche funzionario non dormiente o non ancora "complicizzato" della Cgil – ha notato che sono stati decisi nuovi "Livelli essenziali di assistenza" (Lea). Si tratta della lista di cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o con compartecipazione alla spesa. Basat spostare alcune voci dalla gratuità alla "compartecipazione" e il gioco è fatto. Interventi di piccola chirurgia finora gratuite, come l’intervento per la cataratta o per il tunnel carpale, oppure dall’ernia al dito a martello, dall’impianto e ricostruzione del cristallino fino a interventi di artroscopia ed artroplastica. Si tratta, in tutto, di 24 prestazioni che diventeranno a pagamento.
Le maggiori entrate previste non sono poi decisive: appena 60 milioni. Ci si dovrebbe quindi chiedere perché tanto zelo nello stilare una lista di "risparmi" dal risultato così impercettibile. Guardando meglio, però, si vede che si tratta quasi sempre di interventi per patologie tipiche di persone anziane. Dunque, più che al risparmio, si punta al rapido degrado delle condizioni di vita di questa fascia di età, favorendone la "riduzione delle aspettative di vita".
In effetti, così le cose acquistano un certo senso. Macabro. Fonte: contropiano.org

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04 gennaio 2016

DOVETE MORIRE PRIMA. ADESSO NON E’ PIU’ UNA BATTUTA




DI SERGIO CARARO

contropiano.org

Il progetto di riduzione del capitale umano in eccedenza (ossia le persone in carne ed ossa) ha fatto un altro passo in avanti. Prima l’innalzamento dell’età pensionabile e adesso la riduzione drastica degli standard sanitari, non possono che produrre quell’abbassamento dell’aspettativa di vita che tante preoccupazioni suscita tra i tecnocrati del Fmi, dell’Ocse e dell’Unione Europea. Qualcosa lo avevamo intuito negli anni scorsi leggendo tra le righe documenti e ragionamenti che provenivano da quegli ambienti. Ma adesso quella che sembrava “fiction” sta diventando realtà.




Il governo, attraverso il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha calato le sue carte (o meglio i suoi tagli) sulle prestazione sanitarie. Le prestazioni che saranno soggette a restrizioni salgono da 180 a 208 e riguardano tra l’altro odontoiatria, radiologia, prestazioni di laboratorio e non solo. Clicca QUI per vedere l’elenco completo.

Il Ministero ha presentato ieri ai sindacati dei medici una lunga lista di prestazioni sotto la lente con annesso il parere del Consiglio Superiore di Sanità. Queste prestazioni, se ritenute non necessarie, saranno a pagamento da parte degli utenti, e se ritenute “inappropriate” prevederanno sanzioni contro i medici che le hanno prescritte.
I medici non ci stanno e criticano sia le sanzioni ( previste dal Dl Enti locali) sia la limitazione della libertà di agire in scienza e coscienza. Entro venerdì verranno avanzate le contro proposte medici, mentre per l’approvazione definitiva si dovrà attendere la conferenza Stato-Regioni.
“Entro venerdì faremo le nostre osservazioni – ha detto Massimo Cozza, segretario della Fp Cgil Medici –. Nel provvedimento ci sono alcuni piccoli cambiamenti e sono state sollevate criticità sul fatto che le prestazioni sono un po’ vecchie perché sono state riferite al 1996. In ogni caso il Ministro ha annunciato che entro l’anno si rifaranno i Lea e che si tenteranno di omogeneizzare le misure per l’applicazione del decreto nelle regioni”.C’è poi il nodo sanzioni sui cui i medici sono contrari. “Questa era una riunione tecnica – ha detto Cozza – ma abbiamo ribadito la nostra contrarietà al meccanismo delle sanzioni ai medici perché si rischia di rompere il rapporto con il cittadino, il Ministro Lorenzin ci ha detto che le sanzioni sono previste dalla legge. Ma in ogni caso, il fatto che il medico debba giustificare la prestazione rischia di non portare ad un risultato di qualità sulla salute. No al medico computer”.

Sfogliano l’elenco delle prestazioni soggette a restrizione, si ricava subito l’idea che per le cure dentarie l’intero settore viene consegnato esclusivamente ai dentisti privati. Sono infatti tutelati i minori di 14 anni e le persone ritenute vulnerabili a livello sociale o sanitario. Per esempio l’estrazione di un dente deciduo sarà a carico del Ssn per i minori di 14 anni o se ci sono condizioni di vulnerabilità sociale. L’inserzione di una protesi mobile rimovibile sarà a carico del Ssn per le persone in condizioni di vulnerabilità sociale e sanitaria.

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