10 giugno 2026

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Analisi del piano pilota di vaccinazione aviaria H5 in Italia: aree coinvolte, aziende, filiera avicola e implicazioni per il settore.

Piano pilota analisi aree coinvolte, aziende, filiera avicola e implicazioni per il settore


Si fa un gran parlare in questi giorni del nuovo piano pilota di vaccinazione contro l'influenza aviaria H5 in Italia. Per fare chiarezza ed evitare speculazioni, è utile analizzare i dati tecnici disponibili e comprendere come questo provvedimento si muove concretamente sul territorio e quali realtà interessa direttamente.

Il Ministero della Salute e gli istituti zooprofilattici operano ufficialmente attraverso l'identificazione dei Codici Aziendali ASL. Nella pratica, tuttavia, poiché gran parte degli allevamenti del Nord Italia lavora in regime di soccida all'interno di filiere integrate, il piano coinvolge inevitabilmente numerosi siti produttivi collegati ai marchi più conosciuti del comparto agroalimentare italiano.

Di seguito una panoramica delle aree interessate, delle specie coinvolte e delle principali filiere produttive.

I marchi della filiera agroalimentare interessati

Le strutture inserite nel piano pilota fanno capo prevalentemente ai maggiori gruppi della produzione avicola italiana, presenti soprattutto tra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

AIA (Gruppo Veronesi)

Principale operatore del settore avicolo nazionale, dispone di una vasta rete di allevamenti, in particolare di tacchini e polli, concentrati proprio nelle aree comprese tra il Veronese e il Mantovano.

Amadori

Storico gruppo italiano che gestisce numerose strutture dedicate all'allevamento e all'ingrasso di pollame tra Lombardia, Emilia-Romagna e altre aree del Centro-Nord.

Fileni

Altro importante marchio nazionale, con allevamenti partner localizzati nelle zone geografiche caratterizzate da elevata densità avicola individuate dai protocolli sanitari.

Eurovo e marchi collegati (Le Naturelle)

Gruppo leader nella produzione di uova e nella gestione della filiera delle galline ovaiole, presente nelle aree interessate dai monitoraggi.


La mappa delle Zone ad Alto Rischio (ZAR)

Il piano pilota interessa principalmente le province della Pianura Padana dove la concentrazione degli allevamenti avicoli è tradizionalmente più elevata.

Veneto

  • Verona
  • Padova
  • Vicenza
  • Rovigo

Lombardia

  • Brescia
  • Mantova
  • Cremona

Emilia-Romagna

  • Aree specifiche delle province di Forlì-Cesena
  • Ravenna

Le specie interessate dalla sperimentazione

La profilassi prevista dal progetto non riguarda indistintamente tutto il pollame, ma è focalizzata sulle categorie considerate maggiormente esposte.

Tacchini da ingrasso

Rappresentano una delle specie storicamente più colpite dai focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità.

Galline ovaiole

Gli allevamenti destinati alla produzione di uova sono coinvolti in quanto gli animali rimangono nei capannoni per periodi più lunghi.

Allevamenti di riproduttori

Sono inclusi anche i siti dedicati alla riproduzione, fondamentali per garantire la continuità della filiera genetica avicola.


Il criterio di inclusione nel piano

Che si tratti di piccoli allevamenti indipendenti oppure di grandi strutture integrate nelle catene produttive di gruppi come AIA, Amadori, Fileni o Eurovo, l'eventuale inclusione nel piano dipende dai criteri geografici e dalle tipologie di allevamento individuati dai protocolli veterinari nazionali.


Una riflessione finale

Personalmente ritengo che ci troviamo di fronte a una sperimentazione su larga scala senza precedenti, dai contorni che considero estremamente delicati per l'intera filiera agroalimentare e per la salute pubblica. Quando si decide di intervenire in modo così massiccio sulla biologia di milioni di animali allevati nei capannoni dei marchi più diffusi in Italia, credo sia doveroso porsi delle domande e pretendere la massima trasparenza.

Per questo motivo continuerò a seguire con attenzione ogni sviluppo, analizzando documenti, decreti e dati disponibili, con l'obiettivo di offrire un'informazione libera e indipendente. Se anche voi ritenete importante approfondire questi temi, vi invito a condividere questo articolo per permettere a più persone possibile di leggerlo.

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Salvatore Calleri
Ufficio Stampa

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