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15 febbraio 2017

Scienziati: “Dieta a basso contenuto di carboidrati “fa morire di fame” il cancro”

una dieta con pochi carboidrati da morire di fame il cancro



Diversi studi scientifici, insieme alla comprensione del meccanismo di funzionamento dello sviluppo delle cellule tumorali, mostrano come cibi ad alto indice glicemico siano il nutrimento migliore per il cancro 
I medici ormai non hanno più scuse: devo informarsi ed aggiornarsi agli studi scientifici degli ultimi anni che mostrano una connessione chiara e netta tra alimentazione e cancro. Come afferma lo stesso Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori, “ai nostri pazienti negli ospedali diamo il peggio del peggio”. Su Dionidream ormai sono centinaia gli articoli che mostrano l’impatto enorme del cibo sulla salute, e ancora di più sono i commenti e le testimonianze degli utenti che cambiando piccole e grandi abitudini di vita hanno risolto problemi che si portavano dietro da anni che le cure farmacologiche non erano riuscite a curare.

Abbassare la glicemia nei pasti “fa morire di fame” il cancro

Le cellule tumorali metabolizzano il glucosio a ritmi elevati ed hanno una maggiore sensibilità alla riduzione del glucosio. Tuttavia, i meccanismi molecolari precisi che portano a diverse risposte a glucosio restrizione tra cellule normali e tumorali cominciano ad essere pienamente compresi solo da poco tempo.
In realtà già nel 1931, il premio Nobel per la medicina, il tedesco   Otto Warburg, Ph.D ,ha scoperto che le cellule tumorali hanno un metabolismo energetico fondamentalmente diverso rispetto alle cellule sane. Il punto cruciale della sua scoperta era che i tumori maligni spesso mostrano un aumento della glicolisi anaerobica – un processo in cui viene utilizzato il glucosio come combustibile dalle cellule tumorali con l’acido lattico come sottoprodotto anaerobico – rispetto ai tessuti normali. Le cellule sane hanno un assoluto bisogno di ossigeno mentre le cellule tumorali possono vivere perfettamente senza grazie al solo glucosio. La grande quantità di acido lattico prodotto da questa fermentazione del glucosio da cellule tumorali viene quindi trasportato al fegato. Questa conversione del glucosio a lattato genera un, pH più basso, più acido nei tessuti cancerosi così da causare affaticamento fisico generale da acido lattico. Proprio per questo in campo medico si parla sempre di più di alcalinizzazione dei tessuti e dieta alcalina.
Nel 2010 i ricercatori del Center for Aging e del Comprehensive Cancer Center dell’Università dell’Alabama hanno pubblicato uno studio scientifico su FASEB Journal in cui hanno analizzato la risposta al glucosio di cellule polmonari umane normali e precancerose (ovvero in uno stadio che precede di poco la trasformazione tumorale vera e propria). Entrambi i tipi cellulari sono stati fatti crescere in vari terreni di coltura, ricevendo quantità di glucosio normali o ridotte nel corso di alcune settimane per vedere come e quanto si moltiplicavano e per registrarne la sopravvivenza. I risultati parlano chiaro: se lo zucchero a disposizione scarseggiava, le cellule normali vivevano più a lungo, quelle pre-tumorali morivano. Inoltre valutando l’espressione e l’attività di alcuni geni i ricercatori hanno visto che la dieta a basso contenuto di glucosio stimolava un aumento dei livelli di telomerasi, l’enzima che «mantiene giovani» e ostacolava un gene che ne riduce l’attività. Infatti i telomeri sono le strutture terminali dei cromosomi che si accorciano man mano che si invecchia).
Nel 2012 gli scienziati dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid hanno scoperto un altro meccanismo chiave che collega il cancro agli alti livelli di zucchero. Lo studio pubblicato sulla rivista Cell dimostra che elevate quantità di glucosio nel sangue, come quando consumiamo un pasto ricco di zuccheri e farine, stimolano una proteina chiamata β-catenina che era già nota essere un fattore importante nello sviluppo di molti tumori specialmente nei primi stadi della progressione del cancro. Lo studio ha quindi dimostrato che un alto livello di zucchero induce un accumulo nucleare di β-catenina che porta alla proliferazione del cancro.

Lo zucchero crea le cellule tumorali

Ma non finisce qui. Nel 2014 i ricercatori della University of California hanno pubblicato uno studio straordinario sul Journal of Clinical Investigation. Gli autori affermano: “Vi è una notevole rinascita di interesse per il ruolo della glicolisi nel cancro. Tuttavia, l’aumento della glicolisi è visto spesso come conseguenza di eventi oncogenici che guidano la crescita delle cellule maligne e la loro sopravvivenza. Qui forniamo la prova che l’aumento di attivazione della sola glicolisi può essere un evento oncogenico in un modello di coltura 3D fisiologicamente rilevanti.” Essi dimostrano infatti che l’aumento del glucosio nel corpo porta alle prime fasi di creazione delle cellule tumorali, mentre la cessazione di assunzione del glucosio inverte le cellule cancerogene in cellule normali.
In sintesi: I cibi ad alto indice glicemico sono cancerogeni e alimentano le cellule tumorali già esistenti. 

Come impedire eccessive quantità di glucosio nel sangue

Il glucosio è un nutrimento per tutte le cellule sane, tuttavia come ogni cosa, quando è in eccesso crea danni. Questa problematica è molto grave negli ultimi anni a causa del cambiamento repentino di alimentazione che in sole due generazione è avvenuto negli esseri umani. La raffinazione di farine e cereali insieme alla commercializzazione su larga scala di zucchero, miele e dolcificanti vari, ha portato al consumo di cibi ad alto indice glicemico.
L’indice glicemico è una misura di quanto un determinato alimento influisce sulla glicemia. Cibi ad alto indice glicemico innalzano molto e velocemente la glicemia e questi cibi sono: tutti gli zuccheri (raffinato, grezzo, canna), miele, dolcificanti, farine bianche, riso bianco, pasta, pane, pizza. 
cibi ad alto indice glicemico entrano nel flusso sanguigno molto rapidamente ed è il modo più efficace per alimentare le cellule tumorali esattamente ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere. Così, ogni volta che una persona con il cancro o con cellule pre-cancerose mangia questi cibi in qualsiasi forma (zucchero da tavola bianco, dolci, biscotti, caramelle, o di alimenti trasformati con aggiunta di zucchero), è come se sta gettando benzina sul fuoco!.
Quindi le terapie per il cancro dovrebbero comprendere la regolazione dei livelli di glucosio nel sangue attraverso la dieta. E’ importante accompagnare ogni pasto con una abbondante porzione di verdure crude e/o cotte che permettono di abbassare l’indice glicemico del pasto. Le verdure amidacee invece, come le patate, devono essere consumate in piccole quantità, così come la frutta dolce (banane, cachi, ecc..) che ha un elevato contenuto di fruttosio. Consumare pesce, carne bianca, uova biologiche e grassi sani che non hanno alcun impatto negativo sulla glicemia e anzi svolgono la funzione di stimolare una dieta chetogenica ad alto valore terapeutico (se consumati senza carboidrati).
Consiglio. Proprio qualche giorno fa abbiamo spiegato come l’aceto di mele permetta di abbassare la glicemia, oltre a migliorare la digestione, il metabolismo e il sonno. Come fare: bevi un bicchiere d’acqua a cui aggiungi un cucchiaio di aceto di mele 10 minuti prima dei pasti principali.
Riferimenti
– Yuanyuan Li et al. Glucose restriction can extend normal cell lifespan and impair precancerous cell growth through epigenetic control of hTERT and p16 expression. FASEB J. 2010 May; 24(5): 1442–1453.
– Ana Chocarro-Calvo et al. Glucose-Induced β-Catenin Acetylation Enhances Wnt Signaling in Cancer. Molecular Cell 10.1016/j.molcel.2012.11.022
– Yasuhito Onodera et al. Increased sugar uptake promotes oncogenesis via EPAC/RAP1 and O-GlcNAc pathways. J Clin Invest. 2014 Jan 2; 124(1): 367–384. Fonte; https://www.dionidream.com/glicemia-cancro/

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03 agosto 2016

Glutammato monosodico: un “fertilizzante del cancro!”

Il glutammato monosodico è un esaltatore di sapidità sintetico, cioè un additivo utilizzato nel settore alimentare per migliorare le caratteristiche dei prodotti finiti.
Viene utilizzato in una miriade di prodotti alimentari come le minestre in busta, i dadi, i piatti pronti e via dicendo.
Possiede la subdola proprietà di eccitare le papille gustative e di far aumentare sempre più la voglia di mangiare quel determinato prodotto (vi è mai capitato di avere un desiderio irrefrenabile di finire all’istante un pacchetto di patatine?).
Questo additivo è molto pericoloso: può distruggere il sistema nervoso, è cancerogeno, ha favorito lo svilupparsi dell’obesità e del diabete di tipo2 (moltiplica il tasso di insulina presente nel sangue), può indurre dipendenza.
Eppure l’industria alimentare a partire dagli anni ’50 lo ha utilizzato sempre più, tendendo all’oscuro il consumatore.
Il dottor Blaylock (neuro-chirurgo e nutrizionista americano) ha dichiarato che il glutammato è un “potente stimolante dei tumori”. Egli ha studiato in dettaglio la questione ed è giunto così ad elencare gli effetti collaterali legati alla tossicità di questo additivo. La lista è davvero lunga e la potete leggere in inglese cliccando qui.

Noi ve ne elenchiamo alcuni: aumento di peso, nausee, vomito, disturbi della concentrazione, sonno agitato, emicrania, malattie neurologiche, eruzioni cutanee…
Cosa fare allora per non consumare cibi che contengono glutammato? La soluzione migliore sarebbe autoprodursi tutto in casa ma ciò non è sempre possibile per una miriade di ragioni. Cerchiamo allora di scegliere quei prodotti alimentari privi di questo pericoloso additivo.
Il problema è che il glutammato si nasconde un pò ovunque (brodo, caramelle, prodotti dietetici, proteine di frumento, sciroppo di mais, aromi artificiali, salsa di doia…) e la sua presenza non sempre è espressa con il nome di glutammato. Eccovi le denominazioni che  garantiscono la presenza di questo additivo: acido glutammico, oli o grassi vegetali idrogenati, proteine idrogenate, gelatina, caseinati di sodio o di calcio, lievito aggiunto, estratto di lievito, glutammato monopotassico, certi oli di mais, E621).
Ma anche conoscendo queste denominazioni il glutammato può nascondersi in altri composti: ecco perchè è di cruciale importanza conoscere gli ingredienti che formano il nostro cibo. Cerchiamo di consumare prodotti più naturali possibili e che contengano composti che sappiamo essere sani e non nocivi.
Il dottor Blaylock considera il glutammato monosodico “un fertilizzante del cancro”.
Leggete  cosa ha scritto Report nel lontano 2001 riguardo la tossicità o meno del glutammato cliccando qui.

Fonte: “Guida Tascabile agli Additivi Alimentari”, MacroEdizoni

http://www.eticamente.net/7694/glutammato-monosodico-un-fertilizzante-del-cancro.html?refresh_ce

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09 luglio 2016

MONSANTO ha un reparto per screditare le ricerche anti-OGM

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MONSANTO HA UN REPARTO CHE SI OCCUPA DI SCREDITARE LE RICERCHE E GLI STUDI ANTI-OGM.
Di recente l’Agenzia internazionale dell’OMS per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato come ‘probabilmente cancerogeni per l’uomo’.
“Mettiamo in discussione la qualità della valutazione”, ha detto il vice presidente degli affari regolatori globali, Philip Miller, di Monsanto.
Reuters riporta che Miller ha sostenuto che la società aveva offerto allo IARC alcuni dati scientifici che mostrano che il glifosato è sicuro, ma che è stato ‘in gran parte ignorato’.
Un’indagine separata sulla tossicità del glifosato, è attualmente in corso da parte del Environmental Protection Agency (EPA), che potrebbe vietare il tossico prodotto chimico una volta per tutte. Miller ha espresso la sua preoccupazione in quanto la relazione dello IARC potrebbe influenzare il risultato delle risultanze dell’EPA, e ha invitato l’OMS a ritirare la loro dichiarazione.
Tutto questo suona come un passo nella giusta direzione, ma la Monsanto ha la reputazione di screditare scienziati, esperti e anche i giornalisti che osano parlare contro di loro.
E ‘stato a lungo pensato che la peggiore corporation del mondo, avesse un intero dipartimento dedicato a far tacere i suoi critici, ma fino ad ora nessuno aveva alcuna prova di questo.
Tuttavia, in un recente articolo si è affermato che il dottor William Moar, un dipendente della Monsanto il cui lavoro comporta la sua presenza in seminari che hanno come scopo quello di convincere la gente che i prodotti della Monsanto sono sicuri, ha ammesso per la prima volta, che la società trascorre una incredibile quantità di tempo e denaro, per screditare gli esperti che parlano male della società.
In un recente convegno frequentato per lo più da studenti che speravano di ottenere qualche stage a pagamento, uno studente ha chiesto cosa stesse facendo l’azienda per negare la “cattiva scienza” riguardo il suo lavoro.
A quel punto il dottor William Moar, ha detto che Monsanto ha: “un intero reparto (agitando il braccio per enfasi) dedicato a ‘sfatare’ la scienza che non è d’accordo con loro”.
Il glifosato è un erbicida ad ampio spettro, attualmente con i più alti volumi di produzione di tutti gli erbicidi. E ‘utilizzato in oltre 750 diversi prodotti per applicazioni in agricoltura, silvicoltura, e per la casa. Il suo uso è aumentato notevolmente con lo sviluppo di varietà di colture resistenti al glifosato geneticamente modificati. Glyphosate è stato rilevato in aria durante la spruzzatura, nell’ acqua e negli alimenti.
Il glifosato è stato rilevato nel sangue e nelle urine dei lavoratori agricoli, ciò indica il suo assorbimento.
di Giosuè Moi
RIFERIMENTI:

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03 luglio 2016

Tutte le colpe di Renzi sul glifosato


Questa volta il Governo italiano l'ha fatta grossa. Aveva la possibilità di fermare il glifosato settimana scorsa quando era seduto al tavolo del comitato d'appello. Una mancata opposizione avrebbe dato mandato alla Commissione Europea di procedere con l'autorizzazione del glifosato per altri 18 mesi. Ebbene, il Governo italiano ha deciso di non prendere alcuna decisone, astenendosi. Ha mantenuto il piede in due scarpe, per fare i soliti favori agli amici degli amici, evidentemente sostenuti nelle loro campagne elettorali da multinazionali e interessi lobbystici di ogni tipo.
Ieri è successo quello che era ampiamente annunciato. La Commissione Europea aveva avvisato gli Stati membri di prendere una posizione definitiva sulla vicenda, cosicché le colpe di un'eventuale autorizzazione (che era stata votata al Parlamento Europeo anche dal PD, nonostante l'opposizione del Movimento 5 Stelle) non fosse presa in carico dalla Commissione stessa. Ricordiamo che il glifosato è un pesticida giudicato probabilmente cancerogeno dallo IARCe su cui l'ECHA, l'agenzia europea preposta alla valutazione finale, non si è ancora espressa.
La Commissione Europea, dal canto suo, non ha applicato il principio di precauzione sancito dai trattati. Ha utilizzato lo strumento dell'EFSA - una delle agenzie europee al centro di numerose controversie - per forzare l'autorizzazione, scontrandosi perfino con la comunità scientifica. E il Governo italiano? Niente da fare. Come sempre accade in Europa, Matteo Renzi ha utilizzato la tattica attendista che qui a Bruxelles non paga. L'Italia ha bisogno di un esecutivolegittimato dal popolo, che sbatta i pugni sul tavolo in sede di Consiglio a tutela della nostra agricoltura, delle nostre eccellenze e anche della nostra economia.
Per la cronaca, anche la Germania della cancelliera Angela Merkel ha furbescamente scelto di astenersi. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker (che il M5S ha provato a sfiduciare ben due volte) ha potuto quindi fare quello per cui è stato "nominato". Sono questi signori che, assieme al Primo Ministro italiano, stanno spolpando l'Europa dall'interno. Fonte: http://www.ilblogdellestelle.it/

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01 luglio 2016

Stilata la lista nera degli agenti cancerogeni


36 prodotti, 11 miscele, 13 fattori di esposizione professionale. E' la lista nera di agenti cancerogeni, stilata dall'IARC (International Agency for Research on Cancer), l'agenzia internazionale facente capo all'OMS per ciò che riguarda la ricerca sul cancro. Leggendo i dati dell'IARC, non mancano però le assoluzioni di prodotti o sostanze ingiustamente accusati di essere cancerogeni: ad esempio il caprolattame, sostanza usata per produrre i filati sintetici, e la saccarina, classificati come “cancerogeno poco probabile” mentre i dolcificanti ciclammati, le fibre acriliche, ilpoliuretano e polietilene, il pesticida Malathion, l'atrazina fanno tutti parte della lista degli agenti solo “possibilmente cancerogeni”.
Per l'aspartame invece, accusato di provocare tumori cerebrali, il giudizio rimane sospeso fino alla fine.  Non più in commercio, il carburo di cobalto-tungsteno, sostanza che si utilizza nell'industria manifatturiera, fibre di lana di vetro molto fini per i pannelli isolanti, la ridelline, usata nell'alimentazione del bestiame e l'ortho-nitrotoluene, sostanza utilizzata per produrre coloranti.
Le sostanze si aggiungono a quelle già denunciate dalla IARC (International Agency for Research on Cancer), l'agenzia internazionale facente capo all'OMS per ciò che riguarda la ricerca sul cancro. Si tratta di 36 prodotti, 11 miscele, 13 fattori di esposizione professionale. Leggendo i dati della IARC, non mancano però le assoluzioni di prodotti o sostanze ingiustamente accusati di essere cancerogeni: ad esempio il caprolattame, sostanza usata per produrre i filati sintetici, e la saccarina, classificati come “cancerogeno poco probabile” mentre i dolcificanti ciclammati, le fibre acriliche, il poliuretano e polietilene, il pesticida Malathion, l'atrazina fanno tutti parte della lista degli agenti solo “possibilmente cancerogeni”.
Per quanto riguarda l'esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza, e quindi sono compresi anche i telefoni cellulari, è stata scelta la classificazione “probabile cancerogeno debole”, insieme a gas di scarico di benzina, composti di piombo e Ddt.
Nella categoria dei “probabili cancerogeni forti” sono stati inseriti: steroidi anabolizzanti, gas di scarico diesel, raggi di lampade solari e acrilamide. Per quanto riguarda l'acrilamide, prodotto dalla reazione dei carboidrati all'alta temperatura è presente nelle patate fritte, nel pane in cassetta, nei biscotti, nei corn flakes e altri prodotti cotti industriali a base di carboidrati. Due ricerche però hanno tratto la conclusione che l'acrilamide non è un pericolo “certo” di tumore, anche se le aziende stanno cercando dei metodi di cottura alternativi che ne evitino l'eccessiva presenza. Per quanto riguarda l'alimentazione occorre più che altro sottolineare come siano l'eccesso di alimenti grassi e l'eccesso di calorie, e la conseguente obesità, a costituire fattori di rischio che non si riducono, come sta accadendo per il fumo.
Nella categoria dei “cancerogeni conclamati” fanno parte: alcool (anche se solo 50 grammi al giorno) che provoca tumori a bocca ed esofago; fumo; benzene; amianto, Helicobacter Pilori, Papilloma Virus, estrogeni; Raggi X, Raggi Gamma, e radiazioni solari, anche se solo nel caso di dosi eccessive.
Una curiosità è costituita dai cancerogeni cosiddetti “defilati”: ad esempio le foglie di basilico che sono pericolose quando sono piccole ma innocue nella pianta adulta.  Fonte: http://www.italiasalute.it/

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