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08 aprile 2025

Labdaco di Siracusa: il creatore della prima scuola di cucina al mondo

 

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🏛️ Labdaco di Siracusa

Il Maestro che accese il primo fuoco del sapere culinario.
La prima scuola di cucina del mondo nacque qui, in Sicilia.


In una Sicilia antica, culla di saperi, filosofie e arti, dove la terra profumava di origano selvatico e l’aria portava l’aroma del mare, un uomo visionario cambiò per sempre la storia dell’arte culinaria. Il suo nome era Labdaco di Siracusa, e oggi gli storici più attenti lo ricordano come il fondatore della prima scuola di cucina al mondo.


Di Salvatore Calleri 

Un maestro nella Magna Grecia

Siamo nella Siracusa del V secolo a.C., quando la città era tra le più floride e potenti del Mediterraneo. In questo contesto vibrante di arte e filosofia, Labdaco non fu solo un cuoco ma un maestro: il primo, secondo fonti orali e ricostruzioni archeo-gastronomiche, a strutturare un metodo di insegnamento della cucina.

Mentre i filosofi insegnavano logica e retorica nelle agorà, Labdaco istruiva giovani apprendisti sull’arte del fuoco, del taglio, dell’abbinamento tra sapori e proprietà degli alimenti. Si dice che la sua scuola sorgesse nei pressi dell’attuale Ortigia, in un luogo dove ancora oggi, quando il sole cala, l’aria profuma di pane cotto a legna e di erbe antiche.

La prima scuola di cucina documentata

A differenza di Miteco, che rese scritta la cucina, Labdaco la rese collettiva. Il suo metodo era esperienziale e filosofico, basato sull’osservazione, sulla pratica quotidiana e su un rigido codice etico. Non si cucinava solo per nutrirsi o per piacere: si cucinava per armonizzare il corpo e l’anima.

Gli allievi imparavano a conoscere gli alimenti con le mani, con il naso, con il cuore. Non esistevano ricettari, ma trasmissioni orali, prove pratiche e rituali di iniziazione al fuoco e all’acqua. Alcuni storici ritengono che il concetto di brigata di cucina possa affondare le sue radici proprio in questa scuola arcaica di Siracusa.

L’influenza sulla gastronomia classica

Sebbene non ci siano testi diretti scritti da Labdaco, il suo nome appare in alcuni frammenti attribuiti a poeti e filosofi sicelioti, che parlano di un “sapiente del gusto” che “insegnava a cucinare come si insegna la musica o la danza”.

Questa eredità si trasmise, secondo alcune teorie, fino ai banchetti romani e alla cucina bizantina, passando attraverso le scuole di pensiero mediche e alimentari greche, come quella di Ippocrate, che vedevano il cibo come parte integrante della salute.

Labdaco: leggenda o verità?

Come spesso accade con le grandi figure dell'antichità, Labdaco è immerso nel mistero. È difficile separare il mito dalla realtà. Ma ciò che conta davvero è l’impronta culturale e simbolica che ha lasciato: quella di un uomo che trasformò la cucina da pratica quotidiana a disciplina educativa.

In un mondo dove il sapere era riservato ai pochi, Labdaco aprì le porte del sapere culinario a chiunque volesse apprendere con umiltà e dedizione.

Un'eredità viva ancora oggi

Oggi, quando parliamo di accademie culinarie, di istituti alberghieri, o di chef formati secondo percorsi didattici, dovremmo ricordare con orgoglio che la prima vera scuola di cucina nacque in Sicilia, a Siracusa, grazie a un uomo chiamato Labdaco.

La sua visione vive ogni volta che un maestro insegna, ogni volta che si accende un fornello non per caso, ma per trasmettere qualcosa di più grande: la cultura del cibo.

Labdaco di Siracusa è più di una figura storica. È un simbolo. Il simbolo di una terra che ha fatto della cucina un'arte, della trasmissione un dovere, e del sapere un’eredità eterna.

Ricordare il suo nome significa onorare le radici profonde della cultura gastronomica mondiale, che affondano non solo nel gusto, ma nella condivisione e nella conoscenza.

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Miteco il Siculo: il cuoco siracusano che scrisse il primo manuale di cucina della storia

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Nella foto una rappresentazione artistica di Miteco Siculo

 

Di Salvatore Calleri

Nel cuore della Magna Grecia, in una città che ancora oggi profuma di storia e sale marino, nacque un uomo destinato a lasciare un’impronta eterna nella cultura gastronomica del mondo. Il suo nome era Miteco di Siracusa, oggi ricordato come Miteco il Siculo, ed è considerato da molti studiosi come l’autore del primo manuale di cucina mai scritto nella storia dell’umanità.

Chi era Miteco il Siculo?

Miteco, conosciuto in greco come Mithaikos, visse nel IV secolo a.C. e fu tra i primi a trasformare l'arte culinaria in un sapere codificato. Originario di Siracusa, una delle più influenti città della Magna Grecia, Miteco portò la sua sapienza gastronomica a Roma, città in rapida espansione, dove il gusto per il cibo raffinato era in piena evoluzione.

Secondo Ateneo di Naucrati, autore dell’opera “Deipnosophistai”, Miteco scrisse un libro di cucina in lingua greca, in cui descriveva metodi di preparazione, ingredienti e abbinamenti, con uno spirito pratico e didattico, molto prima che la cucina fosse considerata una disciplina scritta.

Il primo manuale di cucina

L’opera di Miteco, oggi purtroppo perduta, viene considerata dagli studiosi come il primo tentativo storico di codificare l’arte culinaria. A differenza dei riti religiosi o dei banchetti narrati in modo simbolico nei testi antichi, Miteco forniva istruzioni pratiche e dettagliate: come cucinare, come abbinare gli alimenti, come preparare un pasto equilibrato.

Si trattava di una cucina mediterranea antica, ricca di pesce, olio d’oliva, erbe aromatiche, pane e fermentazioni, con un approccio che oggi potremmo definire olistico: il cibo come nutrimento del corpo ma anche dello spirito.

L’eredità dimenticata… ma viva

Sebbene il suo nome sia oggi poco conosciuto al grande pubblico, Miteco ha influenzato profondamente la storia della gastronomia, al punto che alcuni studiosi ritengono che Marco Gavio Apicio, autore del celebre “De Re Coquinaria”, abbia raccolto e ampliato elementi provenienti proprio dalla tradizione iniziata da Miteco.

Miteco non fu solo un cuoco: fu un pioniere del sapere scritto, un innovatore culturale, un ambasciatore della cucina siciliana e greca nell’antica Roma. Fu il primo a vedere nella cucina un sapere da tramandare, e non solo un'abilità pratica.

Perché ricordarlo oggi

Ricordare oggi Miteco il Siculo significa riscoprire le radici profonde della nostra cultura gastronomica. Significa rendere omaggio a un uomo che ha saputo cucinare la storia, lasciando dietro di sé un’eredità invisibile ma potentissima: quella del sapere che si trasmette attraverso le parole, i gesti, e il gusto.

Se ami la cucina, la storia e la Sicilia, allora devi ricordare il nome di Miteco di Siracusa: il primo a scrivere, pensare e vivere il cibo come arte, cultura e patrimonio da custodire.

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13 dicembre 2024

La Festa di Santa Lucia a Siracusa 2024: Un Evento Straordinario

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La Festa di Santa Lucia di quest'anno a Siracusa è un evento unico e profondamente sentito, segnato dal ritorno straordinario del corpo della santa nella città. Questa celebrazione sarà un momento di fede e tradizione, con appuntamenti che coinvolgeranno migliaia di devoti e visitatori.

Il Programma

La festa, che si svolgerà dal 9 al 26 dicembre, include diversi momenti chiave:

  • 13 dicembre: La processione del simulacro di Santa Lucia partirà dalla Cattedrale e raggiungerà il luogo del martirio. Questo rituale, praticato da oltre 400 anni, è il fulcro della festa.
  • 14 dicembre: L'arrivo del corpo di Santa Lucia è previsto al Santuario della Madonna delle Lacrime, con una celebrazione eucaristica presieduta dal patriarca Mons. Francesco Moraglia. Successivamente, il corpo verrà portato in processione alla Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro.
  • 21 dicembre: Durante il giorno dell’Ottava, il corpo e il simulacro saranno riuniti, con celebrazioni culminanti in uno spettacolo di fuochi d’artificio.
  • 22 dicembre: Il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto delle Cause dei Santi, presiederà una messa solenne.
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Il Significato del Ritorno

Il ritorno del corpo di Santa Lucia è un evento raro e storico, che si è verificato solo due volte negli ultimi decenni (nel 2004 e nel 2014). La presenza delle reliquie rende questa edizione della festa particolarmente significativa, rafforzando il legame spirituale tra la città e la sua patrona. L'Anno Santo Luciano, che si concluderà con questa festa, sarà anche l’inizio del Giubileo della Chiesa Siracusana.

Dettagli Pratici

Per agevolare i visitatori, il Comune di Siracusa ha organizzato un servizio navetta gratuito, attivo per tutta la durata della festa, con partenze dai principali parcheggi verso i luoghi delle celebrazioni. Inoltre, eventi culturali arricchiranno il programma, tra cui concerti e la partecipazione di delegazioni svedesi, a sottolineare l’influenza internazionale della devozione a Santa Lucia.

La festa di quest'anno non è solo un evento religioso ma anche un’occasione per scoprire il ricco patrimonio culturale e spirituale di Siracusa, celebrando una delle sante più amate e iconiche del cristianesimo.


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24 maggio 2022

Il giorno in cui abbiamo perso secoli di progresso scientifico fu quando alcuni monaci decisero di cancellare un libro di Archimede

Il Palinsesto di Archimede

Molte volte la religione (di qualsiasi segno) ha scelto di annientare la conoscenza. Per aver volontariamente fermato il progresso dell'umanità per paura di perdere potere di influenza. A volte, questa distruzione della conoscenza è stata in grado di provocarla involontariamente, senza sapere cosa stesse facendo. A causa di una svista.


Traduzione a cura di S.C.I.C

Questa è almeno la morale che otteniamo dal sapere cosa è successo al palinsesto di ArchimedeQuesto essenziale documento unico aveva tra le sue pagine il metodo dei teoremi meccanici di Archimede, famoso matematico dell'epoca, nonché fisico e ingegnere, che visse sviluppando le sue ricerche a Siracusa nel II secolo a.C.

Il documento si trova a Costantinopoli nel X secolo In esso c'era, per quanto ne sappiamo, un discorso di un famoso politico e oratore ateniese del IV secolo aC di nome Iperide; un commento a un'opera di Aristotele, del III secolo; e, soprattutto, approssimazioni e calcoli che erano venti secoli avanti rispetto alla nostra matematica moderna, compresa la matematica combinatoria.

Una pagina distesa del Palinsesto di Archimede. Il manoscritto di Archimede è visibile come un testo più tenue scritto dall'alto in basso; il testo del libro di preghiere è visibile sovrascritto perpendicolarmente su due pagine separate dalla cucitura alla piega centrale.


Ciò che l'umanità non avrebbe scoperto con lo sviluppo della matematica fino all'arrivo del Teorema Fondamentale del Calcolo di Isaac Newton e Gottfried Leibniz all'inizio del XVII secolo, questo antico pensatore lo aveva già formulato.

In particolare, ha trovato il modo di calcolare il baricentro di un parallelogramma, un triangolo e un trapezio; e calcolare il baricentro di un segmento di una parabola. Questi tipi di calcoli, seppur molto primitivi, sono quelli che, avanzati nello sviluppo teorico, permettono in seguito di dedurre problemi come "quanto tempo impiegava un'auto a viaggiare dal punto a al punto b". Per calcolare con precisione le spese di un'azienda. Per la sicurezza stradale. Per costruire con fermezza macro ponti o grattacieli.


Perché fare scienza quando puoi cantare

E poi cosa è successo? Che nessuno sembrava capire in quel momento l'importanza delle sue rivelazioni. La pergamena, come si dice, visse un lungo viaggio per 12 secoli, fino a quando tre secoli dopo la presero i monaci di un convento cristiano. Hanno strappato le pagine del documento, graffiato imperfettamente ciò che dicevano le sue pagine e combinato le pagine, divise a metà, con quelle di altri sei libri in giro.

Hanno riciclato e represso le pagine e su di esse, hanno scritto un libro di salmi cristiani e preghiere. Era una pratica comune all'epoca, poiché la carta era un lusso. È solo che loro stessi hanno deciso di sdrammatizzare ciò che Archimede aveva scritto e di dare la priorità ad alcune delle sue canzoni.


Viaggiamo fino al 1906, quando si incontrò di nuovo a Costantinopoli. La ricerca sul documento è stata paralizzata per anni dalla prima guerra mondiale, ma nel 1998 un team di oltre 80 scienziati ed esperti di cultura classica, per lo più della Stanford University, ha cercato di svolgere lavori archeologici su questo e altri documenti. La scoperta che hanno fatto con i raggi X è stata, ovviamente, del tutto inaspettata e scioccante. 
Da: xakata

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