GEOINGEGNERIA E SALUTE PUBBLICA:
I dati scientifici dagli studi del Dott. Mark Whiteside
Quando si parla di alterazione climatica, geoingegneria atmosferica ed emissioni aeree, i media tradizionali liquidano spesso tutto come una semplice “teoria del web”. Tuttavia, esistono medici e ricercatori che da anni portano avanti analisi e pubblicazioni scientifiche sul tema della geoingegneria atmosferica e dei possibili effetti sulla salute pubblica.
Tra le figure internazionali più note emerge il nome del Dott. Mark Whiteside, medico specializzato in Salute Pubblica ed ex direttore medico del Dipartimento di Salute della Florida (Monroe County).
Insieme al geofisico e chimico nucleare J. Marvin Herndon, Whiteside ha pubblicato diversi studi scientifici peer-reviewed che analizzano il possibile impatto degli aerosol atmosferici, delle nanoparticelle metalliche e delle emissioni troposferiche sulla salute umana e sugli ecosistemi.
Di seguito una panoramica dettagliata dei principali studi pubblicati.
1. Distruzione dell’Ozono e Riscaldamento Globale
Lo Studio
Aerosolized Coal Fly Ash: Primary Cause of Stratospheric Ozone Depletion and Global Warming
Studio: New Paradigm: Coal Fly Ash as the Main Cause of Stratospheric Ozone Depletion
Autori: J. Marvin Herndon, Mark Whiteside
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/364033673_New_Paradigm_Coal_Fly_Ash_as_the_Main_Cause_of_Stratospheric_Ozone_Depletion
Altro studio correlato:
Aerosolized Coal Fly Ash Particles, the Main Cause of Stratospheric Ozone Depletion, not Chlorofluorocarbon Gases
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/361641218_Aerosolized_Coal_Fly_Ash_Particles_the_Main_Cause_of_Stratospheric_Ozone_Depletion_not_Chlorofluorocarbon_Gases
I dettagli
In questa pubblicazione, Herndon e Whiteside sostengono che la dispersione atmosferica di particolato derivato da ceneri volanti di carbone (coal fly ash) possa contribuire alla distruzione dello strato di ozono stratosferico.
Secondo gli autori, le particelle aerosolizzate rilascerebbero composti chimici capaci di interagire con l’ozono atmosferico, alterandone la capacità di schermare la superficie terrestre dalle radiazioni ultraviolette.
Gli studiosi ipotizzano che il fenomeno possa contribuire alla destabilizzazione climatica globale e all’aumento dell’esposizione ai raggi UV-B e UV-C.
L’effetto descritto dagli autori
Secondo il lavoro pubblicato:
aumenterebbe l’esposizione alle radiazioni ultraviolette;
verrebbero alterati gli equilibri atmosferici;
si verificherebbero impatti sui sistemi biologici e ambientali.
Gli autori collegano inoltre questi fenomeni al dibattito sul cambiamento climatico e sulle manipolazioni atmosferiche.
2. Il Collasso della Biomassa e il Deperimento delle Foreste
Lo Studio
Disruption of Earth’s Atmospheric Flywheel: Hothouse-Earth Collapse of the Biosphere and Causation of the Sixth Great Extinction
Autori: Mark Whiteside, J. Marvin Herndon
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/378335375_Disruption_of_Earth's_Atmospheric_Flywheel_Hothouse-Earth_Collapse_of_the_Biosphere_and_Causation_of_the_Sixth_Great_Extinction
Altro studio correlato:
Geoengineering Disinformation: Two Opposing Testimonies and the Stakes for Humanity
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/381047050_Geoengineering_Disinformation_Two_Opposing_Testimonies_and_the_Stakes_for_Humanity
I dettagli
Questo studio affronta il tema del progressivo deterioramento della biosfera terrestre e delle foreste.
Whiteside e Herndon descrivono un possibile meccanismo di contaminazione ambientale attraverso la ricaduta di metalli pesanti nelle precipitazioni atmosferiche.
Secondo gli autori:
l’alluminio biodisponibile potrebbe alterare i terreni;
il pH dei suoli potrebbe subire modifiche rilevanti;
le radici degli alberi e i microrganismi simbionti potrebbero essere danneggiati.
L’effetto descritto nello studio
Gli autori collegano questi processi a:
indebolimento delle foreste;
vulnerabilità a parassiti e malattie;
maggiore suscettibilità agli incendi boschivi;
alterazioni degli ecosistemi terrestri.
Lo studio propone una lettura alternativa delle trasformazioni ambientali osservate negli ultimi decenni.
3. Alzheimer e Malattie Neurodegenerative
Lo Studio
Aerosolized Coal Fly Ash: Risk Factor for Neurodegenerative Disease
Autori: J. Marvin Herndon, Mark Whiteside
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/323989533_Aerosolized_Coal_Fly_Ash_Risk_Factor_for_Neurodegenerative_Disease
Altro studio correlato:
Magnetite pollution nanoparticles in the human brain (PNAS, 2016)
Link diretto:
https://www.wired.it/scienza/medicina/2016/09/06/particelle-magnetiche-cervello-inquinamento/
I dettagli
Dal punto di vista medico, questo è uno degli studi più discussi.
Whiteside analizza il possibile ruolo delle nanoparticelle metalliche aerosolizzate — come alluminio, ferro, bario e stronzio — nei processi neurodegenerativi.
Secondo l’ipotesi presentata:
le nanoparticelle ultrafini potrebbero bypassare le difese respiratorie;
alcune particelle potrebbero attraversare il nervo olfattivo;
potrebbero raggiungere il sistema nervoso centrale superando la barriera emato-encefalica.
L’effetto descritto dagli autori
Lo studio ipotizza una correlazione tra esposizione cronica a nanoparticelle metalliche e:
neuroinfiammazione;
stress ossidativo;
danno neuronale;
aumento delle patologie neurodegenerative.
Gli autori citano malattie come:
Alzheimer;
Parkinson;
SLA;
disturbi neurologici cronici.
4. Tossicologia Ambientale delle Ceneri Volanti di Carbone e Patologie Respiratorie
Lo Studio
Aerosolized Coal Fly Ash: Risk Factor for COPD and Respiratory Disease
Link allo studio:
https://www.researchgate.net/publication/325317772_Aerosolized_Coal_Fly_Ash_Risk_Factor_for_COPD_and_Respiratory_Disease
Altri studi correlati
Evidence of Coal-Fly-Ash Toxic Chemical Geoengineering in the Troposphere: Consequences for Public Health
Autori: J. Marvin Herndon, Mark Whiteside
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/281814346_Evidence_of_Coal-Fly-Ash_Toxic_Chemical_Geoengineering_in_the_Troposphere_Consequences_for_Public_Health
Effects of environmental exposure to iron powder on healthy and elastase-exposed mice (Scientific Reports, Nature, 2024)
Link diretto (Nature):
https://www.nature.com/articles/s41598-024-59573-8
Endogenous doesn’t always mean innocuous: a scoping review of iron toxicity by inhalation
Link diretto (ResearchGate):
https://www.researchgate.net/publication/339580830_Endogenous_doesn't_always_mean_innocuous_a_scoping_review_of_iron_toxicity_by_inhalation
I dettagli
In questo lavoro, Herndon e Whiteside analizzano il ruolo delle ceneri volanti di carbone (coal fly ash) come fattore di rischio per le malattie respiratorie, incluse BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) e altre patologie polmonari.
Secondo gli autori:
le particelle ultrafini delle ceneri volanti di carbone possono essere inalate profondamente nei polmoni;
i metalli pesanti presenti (incluso ferro, alluminio, bario e stronzio) possono causare:
stress ossidativo a livello polmonare;
infiammazione respiratoria cronica;
danni alle cellule polmonari;
compromissione delle difese immunitarie.
L’effetto descritto nello studio
Lo studio collega questi fenomeni a:
maggiore vulnerabilità respiratoria;
sindromi infiammatorie polmonari;
aggravamento di condizioni respiratorie preesistenti;
aumento del rischio di polmoniti e altre malattie polmonari croniche.
Il dibattito scientifico resta aperto
Gli studi di Mark Whiteside e J. Marvin Herndon continuano a generare dibattito nel panorama scientifico internazionale.
I sostenitori di queste ricerche ritengono che esistano elementi sufficienti per approfondire il tema della geoingegneria atmosferica, delle emissioni aerosolizzate e delle nanoparticelle atmosferiche.
Altri ricercatori contestano invece le conclusioni degli autori, chiedendo ulteriori verifiche indipendenti e studi replicabili.
Ciò che appare evidente è che il tema della qualità dell’aria, delle nanoparticelle atmosferiche e dell’impatto ambientale dei metalli pesanti rappresenta una questione sempre più centrale nel dibattito pubblico e scientifico contemporaneo.
Salvatore Calleri
Ufficio Stampa
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