Traduzione a cura di Salvatore Calleri

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Alcuni rari fenomeni naturali in un giorno mistico...

Nel riportare la devastante notizia del doppio terremoto in Venezuela, siamo stati tra i primi a pubblicare il video di KATU News, una stazione televisiva di notizie con sede a Portland, Oregon, affiliata alla ABC Television e gestita dal Sinclair Broadcast Group, che ha riferito di tre potenti eventi sismici avvenuti quasi simultaneamente nel paese caraibico, in Giappone e in California.

Altri giornali hanno evidenziato che, secondo gli esperti, ci sono stati cinque terremoti il 25 giugno 2026, tutti situati nel cosiddetto "Anello di Fuoco del Pacifico" (Pacific Ring of Fire), una vasta area di linee di faglia sotterranee soggetta a una costante attività sismica e vulcanica.

La mappa dettagliata dell'Anello di Fuoco evidenzia chiaramente la complessa rete di faglie globali, mostrando l'esatta correlazione spaziale rispetto all'epicentro del violento terremoto che ha scosso il Venezuela.
L'Anello di Fuoco (sotto la mappa esatta) e l'epicentro del terremoto in Venezuela


Il fatto che questi terremoti si siano verificati proprio ieri, in occasione del 45° anniversario delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje – la quale ha affidato ai veggenti 10 segreti catastrofici per l'umanità – è un interrogativo che affronteremo in una prossima inchiesta incentrata sulle rivelazioni mistiche.

Questa inchiesta analizzerà gli eventi contemporanei da una prospettiva soprannaturale e alla luce delle profezie cristiane della Gli atti della Bibbia e delle profezie mariane delle apparizioni della Beata Vergine a La Salette, Lourdes, Fatima, Kibeho e, naturalmente, nel piccolo villaggio della Bosnia ed Erzegovina dove le "GospaFanies" (o epifanie della Gospa, ovvero la Madonna in croato) continuano a manifestarsi in modo sorprendente, persino per la Chiesa Cattolica...

Lo faremo grazie alla mia approfondita formazione teologica e ai miei reportage come giornalista pellegrino: a Lourdes con Papa Giovanni Paolo II e 10 volte a Medjugorje per intervistare i veggenti.

Per ora concentriamoci sui fatti legati al "Meteo Selvaggio" (Wild Weather), che prende il nome dall'account YouTube che ha pubblicato il viaggio di un geologo canadese all'interno dell'Anello di Fuoco. Ma prenderemo certamente in considerazione l'ipotesi che gli incubi antropici della geoingegneria possano aver influenzato questo fenomeno geologico.

Avanzare un'ipotesi è la cosa più scientifica che esista, e se Galileo Galilei non avesse ipotizzato il sistema eliocentrico, crederemmo ancora tutti che Tolomeo avesse ragione nel far ruotare il sole intorno alla terra, e non viceversa, come è ormai assodato.

5 terremoti in 24 ore: i più forti in Venezuela, Giappone e California

La Terra ha mostrato un'intensa attività sismica nelle ultime ore, evidenziando una forte instabilità dinamica della crosta terrestre e confermando quanto da noi precedentemente segnalato.

Mentre l'Anello di Fuoco del Pacifico registrava almeno cinque terremoti di magnitudo da moderata a forte in vari punti della sua vasta cintura tettonica, un insolito doppio terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 ha colpito la costa settentrionale del Venezuela a soli 39 secondi di distanza l'uno dall'altro, causando ingenti danni strutturali, crolli nella capitale Caracas e un drammatico bilancio di vittime. Entrambi gli eventi si sono verificati quasi simultaneamente.


anello di fuoco vicino al venezuela
La mappa dell'Anello di Fuoco del Pacifico mostra che è molto vicino al Venezuela.


Un terremoto di magnitudo 7.0 si è verificato anche in Giappone quasi nello stesso momento, senza danni apparenti. Poche ore prima, un altro sisma aveva colpito la California, negli Stati Uniti.

L'Anello di Fuoco del Pacifico ospita circa il 90% dell'attività sismica mondiale, mentre il terremoto in Venezuela si è verificato al confine tra la placca caraibica e quella sudamericana, una zona tettonica differente.

Come analizzato dettagliatamente nei precedenti aggiornamenti sulla crisi sismica globale, la dinamica di questi eventi concatenati mostra una spiccata e simultanea reattività delle faglie.

Meno di mezz'ora dopo le devastanti scosse in Venezuela, in un altro emisfero, un forte sisma di magnitudo 6.9 ha colpito al largo della costa del Giappone, localizzando l'epicentro a est-nord-est della città di Kuji.

Il fenomeno ha interessato il settore marittimo della Prefettura di Iwate, nel nord del Giappone, durante la mattina di giovedì, estendendosi rapidamente alle aree limitrofe, inclusa la regione di Aomori.

I dati ufficiali della Japan Meteorological Agency indicano che il terremoto è avvenuto alle 7:30 del mattino (ora locale JST) del 25 giugno al largo della costa della Prefettura di Iwate, a una profondità stimata di circa 50 chilometri (31 miglia). Anche i sistemi di monitoraggio dell'U.S. Geological Survey hanno confermato l'intensità misurando la magnitudo a 6.9.

Le oscillazioni del terreno sono state avvertite distintamente in diverse aree del nord del Paese, spingendosi fino ad Aomori, mentre i residenti di grandi centri urbani come Sendai e Morioka hanno riferito di uno scuotimento prolungato durato un paio di minuti. Il sisma è stato percepito in modalità lieve anche nella vasta area metropolitana di Tokyo, secondo i resoconti delle autorità locali.

Sempre mercoledì mattina, un terremoto di magnitudo 5.6 ha scosso la California settentrionale, secondo quanto riferito dal servizio di monitoraggio geologico statunitense.

Il sisma è stato localizzato a 7 miglia a nord di Redwood Valley, nella contea di Mendocino, a nord di Ukiah e a est della Highway 101, con un'ipocentro individuato a una profondità di 5.0 miglia.

Un fenomeno raro in Venezuela: il "doppio" terremoto in rapida successione

«Le scosse in Venezuela, spiega il CNR in un comunicato, sono legate alla tettonica delle placche, nello specifico a un sistema di faglie trascorrenti, tra cui la Faglia di Boconò, che regola il movimento relativo delle placche sudamericana e caraibica. Si tratta di un'area che ha spesso subito terremoti e gravi danni, in particolare il distruttivo terremoto di magnitudo 7.7 del 26 marzo 1812 a Caracas», hanno riportato gli aggiornamenti della radiotelevisione pubblica italiana.

Gli studi sono tuttora in corso, ma la notte scorsa il Venezuela sembra essere stato colpito da un "doppio" terremoto in rapida successione e spazialmente separato.

 

Un raro fenomeno sismico, in cui un terremoto iniziale ne innesca uno successivo a distanza di minuti o ore, a diversi chilometri di distanza. Sfortunatamente, gli effetti possono essere devastanti.

Un fenomeno simile si è verificato in Turchia e Siria nel 2023, dove due terremoti di magnitudo circa 7.7 lungo la faglia anatolica orientale, a distanza di 9 ore e a 90 chilometri l'uno dall'altro, hanno causato quasi 40.000 morti.

Anello di Fuoco: una cintura di diverse placche tettoniche ai confini convergenti attorno all'Oceano Pacifico

L'Anello di Fuoco (noto anche come Pacific Ring of Fire, Rim of Fire, Girdle of Fire o cintura circum-pacifica) è una cintura tettonica di terremoti e vulcani.

È lungo circa 40.000 km (25.000 miglia) e largo fino a circa 500 km (310 miglia), e circonda la maggior parte dell'Oceano Pacifico.

«L'Anello di Fuoco contiene tra i 750 e i 915 vulcani attivi o dormienti, circa due terzi del totale mondiale. Il numero esatto di vulcani all'interno dell'Anello di Fuoco dipende da quali regioni vengono incluse. Circa il 90% dei terremoti del pianeta, compresa la maggior parte di quelli più forti, si verifica all'interno di questa cintura», spiegano le analisi enciclopediche globali dedicate alla geologia terrestre.

L'Anello di Fuoco non è una singola struttura geologica. È stato creato dalla subduzione di diverse placche tettoniche ai confini convergenti attorno all'Oceano Pacifico.

Queste includono: le placche Antartica, Nazca e Cocos che subducono sotto la placca sudamericana; le placche Pacifica e Juan de Fuca sotto la placca nordamericana; la placca delle Filippine sotto la placca eurasiatica; e un confine complesso tra la placca Pacifica e quella australiana.

Le interazioni a questi confini di placca hanno formato fosse oceaniche, archi vulcanici, bacini di retroarco e cinture vulcaniche. L'inclusione di alcune aree nell'Anello di Fuoco, come la Penisola Antartica e l'Indonesia occidentale, è oggetto di dibattito.

L'Anello di Fuoco esiste da più di 35 milioni di anni, ma la subduzione è attiva da molto più tempo in alcune sue parti; molti vulcani estinti più antichi si trovano all'interno dell'Anello.

Più di 350 vulcani dell'Anello di Fuoco sono stati attivi in tempi storici, mentre le quattro più grandi eruzioni vulcaniche sulla Terra nell'epoca dell'Olocene si sono verificate tutte in vulcani situati nell'Anello di Fuoco.


Il Pentagono e l'ombra di HAARP: la geopolitica del controllo globale tra sismi e modifiche climatiche


pentagono ombra di haarp arma climatica per generare terremoti


A cura di Salvatore Calleri (Ufficio Stampa)

Mentre la comunità scientifica analizza la sequenza di forti terremoti che ha colpito l'Anello di Fuoco e il Venezuela, si riaccende il dibattito su HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) e su altre tecnologie sponsorizzate dal governo che, secondo diverse inchieste, mirano a controllare la nostra esperienza di vita. Il pianeta sembra sotto attacco e le prove documentali sollevano interrogativi inquietanti: le agenzie governative hanno davvero la capacità di manipolare il clima, provocare terremoti o distruggere l'atmosfera?

Come spiegato dal Dr. Nick Begich, esperto che ha testimoniato anche davanti al Parlamento Europeo, HAARP opera come un modello avanzato di "riscaldatore ionosferico". Invertendo il principio di un radiotelescopio, questa tecnologia non riceve ma invia segnali, focalizzando un raggio elettromagnetico orientabile per riscaldare aree della ionosfera. Le onde generate rimbalzano poi sulla Terra, penetrando ogni cosa. I legami con il settore militare sono espliciti: documenti dell'Aeronautica statunitense rivelano lo sviluppo di sistemi a radiofrequenza pulsata ideati per disturbare i processi mentali su vaste aree geografiche. Persino Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale USA, citò studi geofisici secondo cui impulsi elettronici eccitati artificialmente avrebbero potuto generare oscillazioni in grado di compromettere le prestazioni cerebrali di intere popolazioni.

Il sospetto che tali tecnologie vengano impiegate come armi geopolitiche non è nuovo. Durante la devastante siccità del 2010 in Russia, che distrusse un terzo dei terreni agricoli e costrinse Vladimir Putin a bloccare le esportazioni di grano, la stampa internazionale ipotizzò un intervento coordinato tramite "raggi nocivi" diretti dall'Alaska per destabilizzare i mercati agricoli. Anche se nel 2014 l'esercito americano annunciò al Congresso l'intenzione di chiudere il sito di 180 antenne, la struttura è stata successivamente trasferita sotto il controllo civile dell'Università dell'Alaska.

I piani strategici del Pentagono per raggiungere il "dominio a spettro completo" (Full-Spectrum Dominance) e un documento ufficiale della stessa Air Force intitolato "Owning the Weather in 2025" confermano l'interesse militare nel trasformare il clima in un moltiplicatore di forze per modellare lo spazio di battaglia. Resta inoltre aperto il timore sull'uso di HAARP come arma a impulsi elettromagnetici (EMP) capace di azzerare le reti elettriche. Anche se la stazione originale in Alaska ha cambiato gestione, la vera domanda rimane aperta: qual è lo stato operativo di tutte le altre installazioni analoghe sparse per il mondo