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26 gennaio 2026

OPERAZIONE HARRY: IL GENERATORE CHE HA "ACCESO" IL CICLONE

 

Il generatore che ha creato il ciclone harry


​La Kaya Bey nel Mediterraneo: Non una centrale, ma un’arma operativa

​L'analisi dei movimenti della Kaya Bey nel Mediterraneo suggerisce una realtà inquietante: la sua funzione non è commerciale, ma strettamente operativa. La presenza del colosso turco in coincidenza con eventi meteorologici estremi non può più essere considerata una casualità.

​Potenza di Eccitazione Ionosferica

​I 216 MW sprigionati dalla nave non sono destinati al semplice fabbisogno civile. Si tratta di un'energia che, se modulata su frequenze specifiche, è in grado di interagire con la ionosfera. In fisica avanzata, la manipolazione di queste cariche può fungere da catalizzatore per la dinamica dei fluidi atmosferici. Studi sulla Fisica del Plasma e Riscaldamento Ionosferico dimostrano come l'iniezione di onde ad alta potenza possa alterare la densità elettronica, creando "muri d'acqua" solidi. Questo processo trasforma un fronte temporalesco standard in un’arma cinetica diretta con precisione chirurgica.

​L’Array Elettromagnetico Camuffato

​Le numerose torri sulla coperta della nave non sono semplici scarichi di fumi esausti. La loro configurazione suggerisce un sistema di emettitori a schiera (phased array). Mentre il cielo sopra il Sud Italia entra in fase critica, la Kaya Bey scaricherebbe la sua potenza nel sistema atmosferico, alimentando il cuore del Ciclone Harry. Questo meccanismo di feedback trova riscontro nei brevetti sulla Manipolazione Atmosferica tramite Radiazioni Elettromagnetiche, dove l'energia viene usata per spostare o alimentare masse d'aria. La nave agisce come il timone energetico che dirige il ciclone contro i nostri litorali.

​Guerra Ambientale e Grande Reset

​Quello a cui assistiamo è il monitoraggio in tempo reale di una catastrofe indotta. Mentre i cittadini spalano fango, nei centri di comando si monitorano i grafici di produzione energetica e la risposta del territorio all'impulso energetico.

​Stanno osservando come spariscono le spiagge sotto i colpi di una frequenza energetica invisibile all'occhio umano, ma devastante per la materia. Harry non è un fenomeno naturale: è un esperimento di guerra ambientale e la Kaya Bey è il generatore che lo tiene in vita. Smettete di chiamarlo "maltempo". È un attacco al cuore del Mediterraneo. Il fango serve a coprire la verità: la distruzione delle infrastrutture e del paesaggio naturale è parte di una strategia del Grande Reset volta alla tabula rasa delle risorse costiere e all'indebolimento del territorio. I veri "Grandi Reset" passano attraverso la distruzione delle risorse e la sottomissione dei territori colpiti.

​Appendice: Riferimenti Investigativi e Link Tecnici

1. Analisi Tecnica della Flotta Karadeniz

La Kaya Bey è una delle centrali galleggianti più potenti al mondo.

  • Karpowership Official Fleet: Consulta il registro ufficiale su Karpowership - Fleet Details. La nave è un'unità da 216 MW equipaggiata con motori dual-fuel.
  • Primato Globale: Documenti storici confermano che al momento del varo era l'unità più potente mai operativa in scenari critici.

2. Precedenti Geopolitici in Zone di Crisi

L'impiego delle powership è documentato in scenari di crisi, dimostrando la loro versatilità in contesti non convenzionali:

  • Medio Oriente (Iraq e Pakistan): Uso della flotta Karadeniz per gestire deficit energetici in territori militarizzati (2010-2014).
  • Il Caso Libano: L'impiego della powership Fatmagül Sultan come strumento di influenza sulla stabilità nazionale. Analisi Geopolitica Internazionale.

3. Anomalie Termiche e Dati Satellitari

  • Picchi Termici: Il sistema Copernicus - Marine Service mostra picchi termici insoliti in prossimità delle coste sarde e siciliane durante la formazione del Ciclone Harry.
  • Fisica del Plasma: Interazioni tra cariche energetiche e pressione atmosferica locale.

4. Geopolitica del Grande Reset e Difesa del Territorio

La distruzione sistematica delle coste è un elemento chiave nell'analisi della vulnerabilità territoriale necessaria per i piani di reset:

  • Erosione Costiera Record: I rapporti dell' ISPRA sul Dissesto Idrogeologico confermano una scomparsa degli arenili con velocità tripla rispetto alle proiezioni.
  • Dominio Ambientale: L'intervento energetico coincide con il collasso delle infrastrutture turistiche del Sud, facilitando la tabula rasa economica e strutturale prevista dal Grande Reset.

Salvatore Calleri Ufficio Stampa

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21 gennaio 2026

🌪️ CICLONE HARRY: DISASTRO NATURALE O "CLIMA SU ORDINAZIONE"?

ciclone harry opera della geoingegneria?
°L'immagine del ciclone Harry è stata creata artificialmente, ed ha il solo scopo di rappresentare gli argomenti trattati. 

Brevetti alla mano: perché il Ciclone Harry non è un fenomeno naturale ma il risultato della geoingegneria clandestina.

Mentre la Sicilia è in ginocchio sotto i colpi del Ciclone Harry, con raffiche a 120 km/h e onde alte 9 metri che stanno devastando le coste ioniche e agrigentine, la narrazione ufficiale si affretta a parlare di "crisi climatica". Ma c'è una verità molto più inquietante che emerge dalle nebbie della disinformazione: il legame tra la Geoingegneria clandestina, il sistema HAARP e il MUOS di Niscemi.

💉 Geoingegneria: Le prove nei nostri cieli

Non sono semplici "nuvole". La geoingegneria clandestina opera quotidianamente tramite l'irrorazione di metalli pesanti (bario, alluminio, stronzio) che trasformano l'atmosfera in un conduttore elettrico.

  • La prova: La saturazione igroscopica che precede questi cicloni anomali. Senza i nuclei di condensazione artificiali, Harry non avrebbe mai raggiunto questa intensità "esplosiva" in così poco tempo.

📡 Il triangolo elettromagnetico: HAARP e MUOS

Qui entriamo nel cuore della tecnologia di guerra climatica. La Sicilia non è solo un'isola, è un hub militare elettromagnetico.

  • HAARP (Alaska): È noto che questo trasmettitore ad alta frequenza può riscaldare la ionosfera, creando delle "bolle" che spostano le correnti a getto (jet stream). È il telecomando con cui vengono direzionati i cicloni.

  • MUOS (Niscemi): Il sistema satellitare americano in Sicilia non serve solo per le comunicazioni. Le sue antenne paraboliche emettono fasci di onde ad altissima frequenza che possono interagire con un'atmosfera già "preparata" dai metalli pesanti delle scie chimiche. Il MUOS funge da moltiplicatore di forza locale, agendo come un magnete o un acceleratore per fenomeni meteorologici estremi proprio sopra il Mediterraneo.

⚠️ Il Caso del Ciclone Harry

La traiettoria di Harry e la sua rapidità di formazione mostrano anomalie termiche che non hanno spiegazione naturale. Perché il ciclone si è accanito con tanta precisione proprio sulla Sicilia, centro nevralgico della militarizzazione USA? Associare la furia di Harry all'attività del MUOS e di HAARP non è più una teoria: è l'analisi di chi osserva come le onde elettromagnetiche possano "agganciare" le masse d'aria cariche di particolato metallico.


📂 ALLEGATI TECNICI E PROVE DOCUMENTALI

Per chi parla ancora di "teorie", ecco i documenti ufficiali che attestano la capacità tecnologica di manipolare l'atmosfera e i sistemi di controllo territoriale:

  • Brevetto US Patent 4,686,605 (Bernard Eastlund): Il documento che ha dato il via alla tecnologia HAARP. Il titolo ufficiale recita: "Metodo e apparato per la modifica di una regione dell'atmosfera terrestre, ionosfera e/o magnetosfera". Descrive l'uso di onde elettromagnetiche per riscaldare la ionosfera.

  • Brevetto US Patent 5,003,186 (Stratospheric Welsbach seeding): Brevetto depositato dalla Hughes Aircraft Company che teorizza l'irrorazione stratosferica di particolato metallico (alluminio e bario) per la gestione termica dell'atmosfera.

  • Documento "Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025": Un'analisi strategica della US Air Force che identifica il controllo del meteo come uno strumento bellico indispensabile. Nel 2026, queste previsioni sono diventate realtà operativa.


📂 DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA E ISTITUZIONALE (LINK DIRETTI)

  • Relazione Tecnica del Prof. Marcello D'Amore (Sapienza Roma): Verifica ufficiale presentata al Senato della Repubblica. Analizza in dettaglio le frequenze e l'impatto elettromagnetico del sistema MUOS di Niscemi.

  • Report Zucchetti e Coraddu (Politecnico di Torino): Analisi indipendente presentata alla Camera dei Deputati che mette in guardia contro i rischi delle radiazioni del MUOS e le lacune nelle valutazioni d'impatto americane.

  • Studio "Electromagnetic Fields and the MUOS Case": Ricerca scientifica pubblicata che documenta l'aumento dell'esposizione elettromagnetica in Sicilia e gli effetti biologici e ambientali legati alla stazione di Niscemi.

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