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06 aprile 2020

La denuncia del Prof. Giulio Tarro alle accuse di “Next Quotidiano” e “BUTAC”

La denuncia del Prof. Giulio Tarro alle accuse di “Next Quotidiano” e “BUTAC”
Nella foto lo stimatissimo Virologo Giulio Tarro
In risposta alle accuse diffamanti operate da “Next Quotidiano” e “BUTAC”, Tarro ci ha presentato la denuncia in 9 pagine in cui il virologo si difende dalle calunnie a suo danno atte a screditarlo, qui gli stralci più importanti

L’articolo di “Next quotidiano” (https://www.nextquotidiano.it/dieci-cose-da-sapere-su-giulio-tarro/) ha cercato di screditare in maniera “eterodiretta” – come lo stesso Tarro afferma nella sua denuncia – la figura del virologo. Il “noto sito di bufale” BUTAC ha servito l’assist per questa diffamazione a cui è poi seguita la querela del Professore per tutelarsi. La denuncia di Tarro è articolata e ben risponde ad alcuni quesiti resi in maniera poco rispettosa dai due siti online che si sono occupati di infangare la persona e la professionalità del virologo.
Ecco la sua denuncia presentata già nel febbraio 2019 alle autorità competenti:
Lo scorso anno, dopo diverse sollecitazioni, ho scelto di collaborare attraverso la redazione di articoli per il Giornale dei Biologi e la partecipazione a vari convegni, alle attività dell’ONB, Ordine Nazionale dei Biologi. Questa mia scelta non è evidentemente piaciuta a quanti non condividono le scelte dell’ONB in materia di sicurezza dei vaccini e da allora, attraverso i social network, questi signori non hanno perso occasione per infangarmi ed in più di un’occasione di diffamarmi, costringendomi così a rivolgermi all’autorità giudiziaria per veder tutelare il mio buon nome.
Si tratta di gruppi e singoli che non esito a considerare in molti casi eterodiretti che attraverso blog, giornali on line e social network, Facebook su tutti, alimentano un clima di odio nei miei confronti, arrivando ad accusarmi di nefandezze varie, violazione di legge, posizioni antiscientifiche.
In merito alle affermazioni contenute nell’articolo di “Next Quotidiano”, a firma di Giulia Corsini dove si scrive: “Giulio Tarro viene spesso presentato come “il miglior virologo del mondo” o come “il migliore virologo dell’anno”. Il virologo premiato negli USA ma snobbato in Italia. Nel 2018 ha effettivamente ricevuto un premio da un’associazione americana chiamata IAOTP (Associazione internazionale dei migliori professionisti)  come”miglior virologo dell’anno”. Peccato che, come ha scoperto il noto sito di bufale BUTAC, la IAOTP sia una sorta di agenzia che vende onorificenze. In ambito scientifico questo tipo di premi sono noti come predatory prize, si tratta di premi che vengono assegnati a persone che in genere ricevono e-mail e telefonate scam di congratulazioni per spingerli a pagare grosse somme per targhe commemorative, copie di souvenir o premi” .
Tarro presenta ulteriori rimostranze e spiega nella denuncia: tale affermazione allusiva e denigratoria per ritenere integrata la fattispecie di cui all’art.595 cp, atteso che una simile presentazione, che va ben oltre il dileggio, lascia intendere al lettore che io mi presti ad operazioni poco trasparenti, addirittura pagando per ricevere onorificenze, come se alla mia età e con il mio curriculum avessi ancora bisogno di riconoscimenti o di celebrità.
Chi parla di Giulio Tarro, spesso dichiara che sia stato candidato al Nobel una, due o addirittura tre volte. Il “Pluricandidato al Nobel”. Anche i Lions hanno festeggiato la sua candidatura nel 2015. Peccato che le candidature al Nobel in realtà vengano rese pubbliche solo dopo cinquant’anni dall’anno di una premiazione. Il fatto curioso è che le candidature non vengono divulgate a nessuno eccezion fatta per la commissione che deve valutare chi tra i candidati vincerà il prestigioso premio”.
L’articolo continua con le diffamazioni a scena aperta, e nella sua denuncia il professore si trova ancora una volta a doversi difendere così:
… così si è fatto comprendere che la mia fama è non solo immeritata ma per certi versi inventata di sana pianta, dipingendomi dunque come una sorta di mistificatore capace di ingannare opinione pubblica, Lions e quant’altri hanno espresso parole di stima ed ammirazione nei miei confronti. Non paga di tanto fango la signora continua a descrivermi così: “ … Giulio Tarro ha pubblicato in alcuni giornali seri ma anche in numerosissimi predatory open access journal, riviste farsa che non hanno un serio controllo editoriale (…) dichiara di essere editor della rivista Journal of Vaccine Research & Development edita a Singapore, senza impact factor, talmente scalcagnata da non avere nemmeno un comitato editoriale…”, affermazione quest’ultima palesemente falsa e tendenziosa, sempre con il preciso obiettivo di gettare discredito sulla mia persona (cfr. All.). Non ultroneo sul punto sottolineare come la giurisprudenza di legittimità punisca anche le espressioni “insinuanti” ovvero la divulgazione di comportamento (vero o falso che sia; in questo caso palesemente falso) che incontri la riprovazione della “comune opinione” (cfr. Cass. 40359/2008).
Il lungo e diffamatorio articolo continua così: “Tarro afferma di essere stato docente ufficiale dell’Università di Napoli Federico II. Tralasciando il fatto che il titolo di “docente ufficiale” non esista e che si è professori universitari in base a vari inquadramenti (“di ruolo”, “associato”, “a contratto”); Tarro non compare nei registri online dell’Università di Napoli Federico II e in quelli accessibili da Cineca, il portale ufficiale per la ricerca dei docenti. Egli si dichiara Membro del Senato Accademico dal 1990 dell’Università Costantiniana di Providence, Rhode Island e dal 1994 dell’Università Pro Deo di New York, Accademico onorario dell’Università Sancti Cyrilli di Malta dal 2001 e Rettore onorario dal 2003 dell’Università Ruggero II dello Stato della Florida negli USA. La giornalista scientifica Sylvie Coyaud ha scoperto che si tratta di quattro false università che vendono diplomi e onorificenze al miglior offerente. Non compaiono infatti nel database pubblico degli istituti autorizzati a operare negli Usa. Non si trova evidenza della Laurea Honoris Causa in medicina conferitagli dall’Università Cattolica Albany (New York) nel 1989. È presidente della Norman Academy (o Accademia dei Normanni) e dell’Università Popolare Tommaso Moro, sono università non accreditate e non riconosciute dal MIUR che distribuiscono dunque titoli che non hanno valore accademico”.
A prescindere dalle modalità con cui la signora ha effettuato la ricerca giova in questa sede ricordare che all’inizio degli anni 70 diverso era l’inquadramento della docenza universitaria ed il 29 gennaio del 1971 ho conseguito la libera docenza in Virologia, docenza confermata con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione il 15.12.1976. Nel 1972, mi veniva conferito l’incarico di insegnamento di Microbiologia presso la scuola di specializzazione in Nefrologia Medica della prima facoltà dell’Università di Napoli dopo aver, il 24 gennaio dello stesso anno, ricevuto l’incarico dell’insegnamento di Virologia oncologica sempre presso la prima facoltà dell’Università di Napoli. Trovo paradossale dover spiegare tutto ciò, ma visto che la redattrice non ha avvertito il bisogno di chiedermi conto sono costretto a chiarire in questa sede.”
Tra le accuse più infamanti c’è infine quella che così mi descrive: “Giulio Tarro dichiara di aver isolato il Virus Respiratorio Sinciziale nei bambini ammalati durante l’Epidemia del “male oscuro” che ha colpito Napoli verso la fine degli anni Settanta. La sua prima pubblicazione sul tema risulta però essere del 1980 , invece il primo articolo pubblicato dai docenti dell’Università di Napoli del 1979 parla già di isolamento ed identificazione del virus sinciziale. Tarro non è tra gli autori e non compare citato neppure nelle fonti bibliografiche.”
Una affermazione tanto odiosa quanto ridicola: sul punto basti leggere le conclusioni della Commissione Giovanardi pubblicate sul Medical World News del 5 marzo 1979 ed il lungo reportage de L’Europeo del 15.2.1979 (cfr All.) Sorvolando sulle altre meschinerie contenute nell’articolo, che un Direttore prima di pubblicare avrebbe avuto il dovere di verificare, orbene non v’è dubbio che ci troviamo innanzi una violazione del mio diritto alla reputazione, intesa alla stregua di quella considerazione che un individuo gode nell’ambiente sociale in cui vive, atteso che le notizie diffuse sono non vere oltre che non pertinenti.
Nella reputazione la dottrina fa rientrare anche il decoro professionale, ossia l’immagine che un soggetto ha costruito di sé nel proprio ambiente di lavoro (…)  Al lettore distratto che ritenesse una mera critica quella testé descritta sovviene la interpretazione che, costante nel tempo, ci offre la suprema Corte di Cassazione che ricorda come in materia di diffamazione a mezzo stampa, non può riconoscersi l’esimente del diritto di critica storica se la ricostruzione dei fatti, contrastante con quella ufficialmente riconosciuta, si fondi su fonti anonime o non riscontrabili, ovvero su voci correnti. (Sez. 3, Sentenza n. 6784 del 07/04/2016 Presidente: Salmè G. Est./Rel.: De Stefano F. P.M. De Renzis L.)
Ed invero, come precisato dalla Cassazione (nella ricordata sentenza 4897/2016 ma anche Cass 04/07/1997 n° 41 e Cass. 25/05/2000 n° 6877), per il legittimo esercizio del diritto di cronaca occorrono tre condizioni: a) la verità della notizia pubblicata; b) l’interesse pubblico alla conoscenza del fatto (c.d. pertinenza); c) la correttezza formale nella esposizione (c.d. continenza). In questo caso mancano tanto la verità della notizia quanto la correttezza della esposizione.

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04 marzo 2020

Perle Complottare, il gruppo degli Idioti del Cicap.

Perle Complottare:
Il gruppo degli Idioti del Cicap.

Federica Balboni (Collaboratrice di Burioni)

Come mai tra gli amministratori del gruppo "Perle Complottare" vi è anche la collaboratrice di Burioni "Federica Balboni?" (quella che risponde quasi sempre alle domande nella pagina di Bubu)
Sapevate che prima c'era come amministratore anche l'avvocaticchio di Burioni? E che questo dopo che io vi feci menzione in uno scritto, andò subito via per la vergogna?

E' normale quindi che questi personaggi vadano a deridere tutte le inchieste e tutti gli studi sui vaccini dei ricercatori indipendenti?
Queste quindi sono prove evidenti che lasciano supporre che questo sia un gruppo nato apposta per andare a disturbare, stalkerare, deridere e offendere tutte le persone e tutti i siti che condividono argomenti scomodi che vadano contro i loro interessi.
Luca Menichelli (Cicap Abruzzo)
Quel gruppo è gestito anche da esponenti del Cicap, come uno dei suoi fondatori.. un certo Luca Menichelli, vice presidente del CICAP Abruzzo, autore della rivista negazionista Query Online nonché gestore del sito scetticamente. it etc etc.
Il Cicap è conosciuto ormai da tempo per essere un covo di negazionisti di ogni tipo.. quindi questo gruppo secondo voi non è in pieno conflitto di interessi?
A voi le dovute considerazioni.. i puntini li lascio unire a voi.


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06 agosto 2019

Pesce palla Burioni: Anisakis: una sgradita, ma evitabilissima sorpresa del pesce crudo?


Ed ecco che il pesce palla Burioni insieme ad altri complici, come gli smigol di IoVaccino, si ritrovano tutti belli e coordinati a parlare di pesce crudo, ed ovviamente sempre per spingere dei vaccini sporchi e pericolosi "contro" l'epatite.

Burioni da buon somaro qual è, se avesse guardato le ormai vecchie note dell'Haccp si sarebbe reso conto delle cavolate che farnetica un suo "collaboratore" nel suo biasimevole sito MedicalFact.

Questi tenta come al solito di terrorizzare come sempre i lettori ingenui con il falso scritto terroristico, cercando sempre e solo come unica soluzione possibile e immaginabile la vaccinazione.

Infatti dimentica o finge di dimenticare che i ristoratori hanno da parecchi tempo le basi Haccp, e che almeno ogni 3 anni i cuochi devono fare un corso Haccp per poter lavorare nelle cucine in condizioni igienico-sanitarie ottimali. 
Dove note come quella che vi incollerò di seguito, sono conosciute ormai da anni,molto bene. 

Nota sul regolamento dell’art. 5 CE n. 852/2004.
"ll consumo di pesce crudo sta conoscendo un crescente successo anche in Italia e viene sempre più spesso somministrato da ristoranti o venduto da negozi di gastronomia e pescherie, sotto forma di preparazioni alimentari: da sashimi e sushi, per fare un esempio molto in voga, fino ad arrivare ad alcune preparazioni nostrane come le alici o acciughe marinate oppure il carpaccio (generalmente di branzino, o spigola).

Di pari passo, con l’aumento dei consumi, incrementano i possibili rischi per la salute del consumatore i quali, è bene ricordare, possono essere di due ordini:

Rischio Microbiologico: derivante dalla potenziale contaminazione primaria e secondaria del pesce;
Rischio Parassitologico: derivante dalla possibile presenza di parassiti nella carne del pesce e dunque che possono essere ingeriti dall’uomo.
Di fronte a tali rischi è essenziale dunque riporre l’attenzione sulle procedure di sicurezza alimentare.

In questo articolo ci occuperemo del parassita più frequentemente presente nel pesce fresco: l’Anisakis.

Col termine Anisakis si intende comunemente definire alcune specie di nematodi (dal greco: νῆμα, nema = filo ed eiδἠς, eides = forma) della famiglia Anisakidae, il cui ciclo vitale naturale si svolge tra mammiferi marini, piccoli crostacei e pesci. Nel pesce l’Anisakis è presente in stadio larvale (III stadio) e se non viene eliminato con l’eviscerazione la larva migra nel tessuto muscolare e, dunque, ingerita dall’uomo al momento del consumo, andandosi ad insediare sulle mucose di stomaco e intestino. I sintomi di una possibile presenza di Anisakis nell’organismo umano sono di tipo gastrointestinale e comprendono dolori addominali, diarrea, vomito, nausea, ecc; nei casi più gravi si possono verificare perforazione delle pareti di stomaco e intestino, ulcerazioni, granulomi eosinofili, flegmoni ed ascessi, da rimuovere chirurgicamente, e anche esiti mortali.

Tra le specie di pesce più soggette ad infestazione ricordiamo l’alice, la sardina, lo sgombro, l’aringa, il tracuro, il pesce spatola, il merluzzo, le triglie, il branzino o spigola, i tonni.

Nel 2009 in Italia, a seguito di numero rimostranze da parte di numerose associazioni di consumatori, la Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione attraverso il Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha emesso la nota 6709-P-11/03/2009 DGSAN nella quale, facendo riferimento ai risultati di un’indagine condotta sul campo (pesce crudo prelevato da 19 diversi ristoranti tra Roma e Milano), veniva riscontrata la violazione frequente dell’obbligo di congelamento preventivo e invitando le Regioni e le Province autonome a “rappresentare alle ASL la necessità di effettuare con particolare attenzione la valutazione del rischio per le attività di ristorazione ponendo attenzione nel corso delle ispezioni al rispetto di quanto prescritto dal Regolamento (CE) 853/2004”.

Cosa prevede il Regolamento (CE) n. 853/2004?

All’allegato III, sezione VIII, capitolo III, lettera D, il REG CE 853/2004 stabilisce, quale trattamento preventivo, che “i prodotti ittici di seguito precisati devono essere congelati a una temperatura non superiore a –20°C in ogni parte della massa per almeno 24 ore” .

In pratica il ristoratore (o il gastronomo) deve congelare il pesce (materia prima) utilizzato per le preparazioni destinate al consumo a crudo, ovvero congelare il prodotto finito pronto per la somministrazione.

Il rischio di presenza di parassiti deve essere individuato, da parte dei ristoratori che intendono somministrare pesce crudo, nelle procedure basate sul metodo HACCP previste all’art. 5 del Regolamento CE n. 852/2004.

I ristoratori in possesso di attestato HACCP valido sono ovviamente a conoscenza di queste procedure, molti però ancora ignorano le corrette prassi di igiene e sicurezza alimentare."


Vecchie note quinti che il caro Burioni ed i suoi cari collaboratori pennivendoli terroristi che scrivono nel suo illuminante sito amano ricordare solo per ovvi interessi...
Pesce palla Burioni ritenta! Sarai più fortunato.


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06 giugno 2019

Il Patto trasversale per la scienza. Un flop colossale!



Un grosso flop questo Patto per la scienza di Burioni e di Silvestri, che riunisce un'accozzaglia di disinformatori italiani che si pubblicizzano a vicenda.

Il pessimo conduttore Gerardo D'amico noto per essere pappa e ciccia con la mafia medica con servizietti a cottimo ha cercato con impeto anche aggressivo per certi versi di cercare di portare le persone nella disinformazione più totale chiamando addirittura il prof Di Bella criminale, quando invece i veri criminali della disinformazione sono tutti loro.



Una vera vergogna quindi quella che si presenta in un palcoscenico semivuoto, dove persino i politici non sono voluti andare. 
I brillanti ospiti della mafia medica, di cui molti non sono neanche andati.


Il Gerardo D'amico (lecchino) non ha fatto altro che ribadire che gli ospiti li erano entrati gratuitamente, ma perché dovevano anche pagare???
In pratica si sono sempre pubblicizzati tra di loro, come la pubblicizzazione del noto disinformatore Salvo Di-s-Grazia MedBunker, noto cicappino, poi la  Ulrike Schmidleithner di VaccinarSi, e altri bei personaggi che fanno i divulgatori scientifici guardando solo le ricerche che interassano solo allo scopo di vendere i loro amati vaccini sporchi.

Come si nota, la sala è quasi vuota.

Insomma ha presentato tutta la cricca al completo, Riv, Biologi per la "loro" scienza, Silvio Garattini e altri noti e non noti pennivendoli che fanno parte del regime mafioso medico.

Si nota un Gerardo D'amico molto agguerrito, tanto agguerrito che io stesso gli avrei dato tanti di quelli schiffoni da fargli passare tutta quella voglio di convincere con forza dopo essere stato ingrassato economicamente da qualche farabutto più farabutto di lui gli ascoltatori.
Questo miserabile che si autodefinisce giornalista, quando non è neanche un buon pennivendolo convincente, non perde tempo neanche nel menzionare i morti del Madagascar attribuendo tali morti al morbillo, che per tutto sono morti tranne che per il morbillo, data la povertà e la scarsa igiene in cui riversa il paese, ma per loro evidentemente tutto fa brodo! 
Poi adesso che questo losco miserabile ha scritto il libro che ti difende dalle bufale siamo a posto!
Ed a noi chi ci difende dalle tue bufale? 

Come si nota, la sala è quasi vuota.

Comunque il flop è stato evidente e mai nessun pennivendolo si sognerà di riportarlo in qualche giornale, sono tutti asserviti e foraggiati dalle case farmaceutiche che sono quelle che pagano di più, e quindi perché dirlo, meglio un falso ideologico, che magari trovano qualche babbeo che gli crede e che si vaccina schiattando, che la pura verità che gli dimezzerebbe lo stipendio ma che magari salverebbe qualche vita.

Che dire, siamo teleguidati da caproni, da grossi maiali che amano sempre di più la loro pappatoia, anche se questa è sporca di sangue di vittime innocenti.



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12 aprile 2019

Roberto Burioni: la burionata del giorno. (Quando il blastatore si autoblasta!)

Roberto Burioni si autoblasta.


La Burionata del giorno di Roberto Burioni. 

Roberto Burioni si autoblasta! Ma nell'ora di matematica andavi a judo?

250 supposte da UN GRAMMO.
Equivalenze portatemi via.
Forse intravede il suo futuro.
E tra l'altro esiste la Tachipirina 1000mg (1g per Burioni capra)

Dalla "Bubu Po'Mona" in Farmacia.
Leggere attentamente le cazzate del bugiardone.
Aut.minch.Conc. N°6-1-C05210NE

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10 aprile 2019

Burioni nega che esista il vaccino del morbillo. Figuraccia da competente


Fonte: La Verità

ANCHE I COMPETENTI SBAGLIANO, PURE SE SI CHIAMANO ROBERTO BURIONI. STAVOLTA IL VATE DELL'IMMUNOLOGIA, AL CUI COSPETTO OGNI DISSIDENTE VIENE IMMEDIATAMENTE ETICHETTATO COME UN SOMARO O UN BABBEO, HA PRESO UNA BELLA CANTONATA. 

A proposito dell'intenzione espressa dal presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, di modificare il Ddl vaccini introducendo l'obbligo di fornire certificazione scolastica solo per il morbillo, Burioni ha twittato furente: «Da oggi in poi non commenterò più le giravolte politiche sui vaccini, perché cambiare idea due volte al mese va bene, tre volte al giorno no. Ps: informo che il vaccino contro il solo morbillo non esiste, non esisterà mai e se un dì esistesse se lo inietterebbero solo i pazzi». Stravolto dalla linea soft annunciata dalla maggioranza, il prof si sfoga sui social network, cercando conforto tra i suoi fan. Le cose però non vanno esattamente come previsto.

Sorvoliamo per un attimo sul giudizio politico espresso dal professor Burioni. La modifica allo studio della maggioranza, infatti, mette in discussione solo la necessità di presentare la certificazione scolastica. Come spiega lo stesso Sileri, «l'emendamento non toglie l'obbligo di vaccinazione ma lascia solamente la sanzione amministrativa e rimuove l'esclusione da scuola. Ma potrebbe dunque essere necessario, come stiamo valutando, lasciare l'obbligo per il morbillo che pone maggiori problemi in questo momento».

Concentriamoci piuttosto sulla seconda parte del tweet: secondo l'immunologo il vaccino monovalente contro il morbillo «non esiste e non esisterà mai».

Nel profluvio digitale che segue, gli epiteti per i fautori della proposta si sprecano: ignoranti, mentecatti, pazzi, incompetenti, cialtroni, e via dicendo. Qualche coraggioso utente prova a sfidare il dogma dell'infallibilità burioniana e alza la mano per contestare l'affermazione. Più di uno, infatti, ricorda di essere stato vaccinato (o di aver fatto vaccinare i figli) per il solo morbillo. Era forse acqua quella contenuta nella siringa? No, ammette Burioni, quel preparato «esisteva, ora non esiste più».

Come si legge sul sito dell'Agenzia del farmaco, attualmente in Italia non è consentita la commercializzazione dei monocomponenti contro la difterite, la pertosse, la rosolia, la parotite e lo stesso morbillo. Ma stando alla banca dati della stessa Aifa, nel nostro Paese erano in commercio ben quattro farmaci basati sul principio attivo del vaccino morbilloso vivo: l'Attenuvax e il Rouvax (prodotti da Msd), il Morbilvax (Gsk) e il Moraten Berna (Crucell). Oggi questi medicinali risultano revocati, ma almeno fino ai primi anni Duemila erano in vendita. La questione assume già tutta un'altra prospettiva.

Alla domanda circa il motivo medico per cui il monovalente non esista, Burioni si affretta a definire la questione un «discorso complicato» e rimanda alla pubblicazione di un post sul suo sito Medicalfacts.it. Secondo l'americano Center for disease control, la ragione è molto semplice: con l'andare del tempo l'industria farmaceutica si è concentrata sulla produzione dei vaccini polivalenti per diminuire il numero di iniezioni alle quali vengono sottoposti gli infanti ed evitare la diminuzione delle coperture degli altri due vaccini spesso associati con il morbillo, vale a dire l'antiparotite e l'antirosolia.

Una volta appurato che il monocomponente non è un pensiero partorito dalla mente malata di qualche ignorante no vax, bensì un farmaco realmente esistito, facciamo un'altra sensazionale scoperta: il vaccino monovalente per il morbillo esiste ancora! A fare bella mostra di una confezione del Measles vaccine live bp (cioè lo stesso dispositivo di cui stiamo parlando) in un video pubblicato su Facebook è un altro medico, il pediatra Eugenio Serravalle. «Il vaccino monocomponente contro il morbillo esiste», spiega Serravalle, «si trova a Roma alla farmacia internazionale del Vaticano o pochi chilometri dopo aver varcato il confine con la Svizzera. È liberamente in commercio con presentazione di ricetta medica».

Insomma, nell'era della globalizzazione si può dire che basta girare l'angolo per trovare questo prodotto. Un altro utente, su Twitter, posta un link che rimanda a un sito indiano nel quale è possibile acquistare il monovalente del morbillo per 120 sterline. La frittata è fatta. Messo alle strette, il professore reagisce come gli è più congeniale, vale a dire insultando: «Il vaccino monovalente contro il morbillo che qualche babbeo vi mostra trionfante esiste, ma in India. Prodotto dal Cyrus Poonawalla Group. Buon viaggio ai volenterosi». Non vogliamo deludere Burioni, ma la fiala è disponibile per la spedizione intercontinentale, dunque chiunque se la può far recapitare comodamente a domicilio. E non vogliamo entrare nemmeno nella polemica sull'utilità di questa o quella formulazione.

Oltralpe, per esempio, la produzione del Rouvax è stata interrotta nel 2017, ma se ne conservano scorte dal momento la sua somministrazione è addirittura raccomandata per i bambini compresi tra i 6 e gli 8 mesi. La stessa Organizzazione mondiale della sanità, pur precisando che molti Paesi preferiscono la formula combinata con altri vaccini, conferma l'esistenza del monovalente. Babbei anche loro?

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Burioni nega che esista il vaccino del morbillo. Figuraccia da competente


Fonte: La Verità

Anche i competenti sbagliano, pure se si chiamano Roberto Burioni. Stavolta il vate dell'immunologia, al cui cospetto ogni dissidente viene immediatamente etichettato come un somaro o un babbeo, ha preso una bella cantonata. 

A proposito dell'intenzione espressa dal presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, di modificare il Ddl vaccini introducendo l'obbligo di fornire certificazione scolastica solo per il morbillo, Burioni ha twittato furente: «Da oggi in poi non commenterò più le giravolte politiche sui vaccini, perché cambiare idea due volte al mese va bene, tre volte al giorno no. Ps: informo che il vaccino contro il solo morbillo non esiste, non esisterà mai e se un dì esistesse se lo inietterebbero solo i pazzi». Stravolto dalla linea soft annunciata dalla maggioranza, il prof si sfoga sui social network, cercando conforto tra i suoi fan. Le cose però non vanno esattamente come previsto.

Sorvoliamo per un attimo sul giudizio politico espresso dal professor Burioni. La modifica allo studio della maggioranza, infatti, mette in discussione solo la necessità di presentare la certificazione scolastica. Come spiega lo stesso Sileri, «l'emendamento non toglie l'obbligo di vaccinazione ma lascia solamente la sanzione amministrativa e rimuove l'esclusione da scuola. Ma potrebbe dunque essere necessario, come stiamo valutando, lasciare l'obbligo per il morbillo che pone maggiori problemi in questo momento».

Concentriamoci piuttosto sulla seconda parte del tweet: secondo l'immunologo il vaccino monovalente contro il morbillo «non esiste e non esisterà mai».

Nel profluvio digitale che segue, gli epiteti per i fautori della proposta si sprecano: ignoranti, mentecatti, pazzi, incompetenti, cialtroni, e via dicendo. Qualche coraggioso utente prova a sfidare il dogma dell'infallibilità burioniana e alza la mano per contestare l'affermazione. Più di uno, infatti, ricorda di essere stato vaccinato (o di aver fatto vaccinare i figli) per il solo morbillo. Era forse acqua quella contenuta nella siringa? No, ammette Burioni, quel preparato «esisteva, ora non esiste più».

Come si legge sul sito dell'Agenzia del farmaco, attualmente in Italia non è consentita la commercializzazione dei monocomponenti contro la difterite, la pertosse, la rosolia, la parotite e lo stesso morbillo. Ma stando alla banca dati della stessa Aifa, nel nostro Paese erano in commercio ben quattro farmaci basati sul principio attivo del vaccino morbilloso vivo: l'Attenuvax e il Rouvax (prodotti da Msd), il Morbilvax (Gsk) e il Moraten Berna (Crucell). Oggi questi medicinali risultano revocati, ma almeno fino ai primi anni Duemila erano in vendita. La questione assume già tutta un'altra prospettiva.

Alla domanda circa il motivo medico per cui il monovalente non esista, Burioni si affretta a definire la questione un «discorso complicato» e rimanda alla pubblicazione di un post sul suo sito Medicalfacts.it. Secondo l'americano Center for disease control, la ragione è molto semplice: con l'andare del tempo l'industria farmaceutica si è concentrata sulla produzione dei vaccini polivalenti per diminuire il numero di iniezioni alle quali vengono sottoposti gli infanti ed evitare la diminuzione delle coperture degli altri due vaccini spesso associati con il morbillo, vale a dire l'antiparotite e l'antirosolia.

Una volta appurato che il monocomponente non è un pensiero partorito dalla mente malata di qualche ignorante no vax, bensì un farmaco realmente esistito, facciamo un'altra sensazionale scoperta: il vaccino monovalente per il morbillo esiste ancora! A fare bella mostra di una confezione del Measles vaccine live bp (cioè lo stesso dispositivo di cui stiamo parlando) in un video pubblicato su Facebook è un altro medico, il pediatra Eugenio Serravalle. «Il vaccino monocomponente contro il morbillo esiste», spiega Serravalle, «si trova a Roma alla farmacia internazionale del Vaticano o pochi chilometri dopo aver varcato il confine con la Svizzera. È liberamente in commercio con presentazione di ricetta medica».

Insomma, nell'era della globalizzazione si può dire che basta girare l'angolo per trovare questo prodotto. Un altro utente, su Twitter, posta un link che rimanda a un sito indiano nel quale è possibile acquistare il monovalente del morbillo per 120 sterline. La frittata è fatta. Messo alle strette, il professore reagisce come gli è più congeniale, vale a dire insultando: «Il vaccino monovalente contro il morbillo che qualche babbeo vi mostra trionfante esiste, ma in India. Prodotto dal Cyrus Poonawalla Group. Buon viaggio ai volenterosi». Non vogliamo deludere Burioni, ma la fiala è disponibile per la spedizione intercontinentale, dunque chiunque se la può far recapitare comodamente a domicilio. E non vogliamo entrare nemmeno nella polemica sull'utilità di questa o quella formulazione.

Oltralpe, per esempio, la produzione del Rouvax è stata interrotta nel 2017, ma se ne conservano scorte dal momento la sua somministrazione è addirittura raccomandata per i bambini compresi tra i 6 e gli 8 mesi. La stessa Organizzazione mondiale della sanità, pur precisando che molti Paesi preferiscono la formula combinata con altri vaccini, conferma l'esistenza del monovalente. Babbei anche loro?

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Burioni nega che esista il vaccino del morbillo. Figuraccia da competente


Fonte: La Verità

Anche i competenti sbagliano, pure se si chiamano Roberto Burioni. Stavolta il vate dell'immunologia, al cui cospetto ogni dissidente viene immediatamente etichettato come un somaro o un babbeo, ha preso una bella cantonata. 

A proposito dell'intenzione espressa dal presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, di modificare il Ddl vaccini introducendo l'obbligo di fornire certificazione scolastica solo per il morbillo, Burioni ha twittato furente: «Da oggi in poi non commenterò più le giravolte politiche sui vaccini, perché cambiare idea due volte al mese va bene, tre volte al giorno no. Ps: informo che il vaccino contro il solo morbillo non esiste, non esisterà mai e se un dì esistesse se lo inietterebbero solo i pazzi». Stravolto dalla linea soft annunciata dalla maggioranza, il prof si sfoga sui social network, cercando conforto tra i suoi fan. Le cose però non vanno esattamente come previsto.

Sorvoliamo per un attimo sul giudizio politico espresso dal professor Burioni. La modifica allo studio della maggioranza, infatti, mette in discussione solo la necessità di presentare la certificazione scolastica. Come spiega lo stesso Sileri, «l'emendamento non toglie l'obbligo di vaccinazione ma lascia solamente la sanzione amministrativa e rimuove l'esclusione da scuola. Ma potrebbe dunque essere necessario, come stiamo valutando, lasciare l'obbligo per il morbillo che pone maggiori problemi in questo momento».

Concentriamoci piuttosto sulla seconda parte del tweet: secondo l'immunologo il vaccino monovalente contro il morbillo «non esiste e non esisterà mai».

Nel profluvio digitale che segue, gli epiteti per i fautori della proposta si sprecano: ignoranti, mentecatti, pazzi, incompetenti, cialtroni, e via dicendo. Qualche coraggioso utente prova a sfidare il dogma dell'infallibilità burioniana e alza la mano per contestare l'affermazione. Più di uno, infatti, ricorda di essere stato vaccinato (o di aver fatto vaccinare i figli) per il solo morbillo. Era forse acqua quella contenuta nella siringa? No, ammette Burioni, quel preparato «esisteva, ora non esiste più».

Come si legge sul sito dell'Agenzia del farmaco, attualmente in Italia non è consentita la commercializzazione dei monocomponenti contro la difterite, la pertosse, la rosolia, la parotite e lo stesso morbillo. Ma stando alla banca dati della stessa Aifa, nel nostro Paese erano in commercio ben quattro farmaci basati sul principio attivo del vaccino morbilloso vivo: l'Attenuvax e il Rouvax (prodotti da Msd), il Morbilvax (Gsk) e il Moraten Berna (Crucell). Oggi questi medicinali risultano revocati, ma almeno fino ai primi anni Duemila erano in vendita. La questione assume già tutta un'altra prospettiva.

Alla domanda circa il motivo medico per cui il monovalente non esista, Burioni si affretta a definire la questione un «discorso complicato» e rimanda alla pubblicazione di un post sul suo sito Medicalfacts.it. Secondo l'americano Center for disease control, la ragione è molto semplice: con l'andare del tempo l'industria farmaceutica si è concentrata sulla produzione dei vaccini polivalenti per diminuire il numero di iniezioni alle quali vengono sottoposti gli infanti ed evitare la diminuzione delle coperture degli altri due vaccini spesso associati con il morbillo, vale a dire l'antiparotite e l'antirosolia.

Una volta appurato che il monocomponente non è un pensiero partorito dalla mente malata di qualche ignorante no vax, bensì un farmaco realmente esistito, facciamo un'altra sensazionale scoperta: il vaccino monovalente per il morbillo esiste ancora! A fare bella mostra di una confezione del Measles vaccine live bp (cioè lo stesso dispositivo di cui stiamo parlando) in un video pubblicato su Facebook è un altro medico, il pediatra Eugenio Serravalle. «Il vaccino monocomponente contro il morbillo esiste», spiega Serravalle, «si trova a Roma alla farmacia internazionale del Vaticano o pochi chilometri dopo aver varcato il confine con la Svizzera. È liberamente in commercio con presentazione di ricetta medica».

Insomma, nell'era della globalizzazione si può dire che basta girare l'angolo per trovare questo prodotto. Un altro utente, su Twitter, posta un link che rimanda a un sito indiano nel quale è possibile acquistare il monovalente del morbillo per 120 sterline. La frittata è fatta. Messo alle strette, il professore reagisce come gli è più congeniale, vale a dire insultando: «Il vaccino monovalente contro il morbillo che qualche babbeo vi mostra trionfante esiste, ma in India. Prodotto dal Cyrus Poonawalla Group. Buon viaggio ai volenterosi». Non vogliamo deludere Burioni, ma la fiala è disponibile per la spedizione intercontinentale, dunque chiunque se la può far recapitare comodamente a domicilio. E non vogliamo entrare nemmeno nella polemica sull'utilità di questa o quella formulazione.

Oltralpe, per esempio, la produzione del Rouvax è stata interrotta nel 2017, ma se ne conservano scorte dal momento la sua somministrazione è addirittura raccomandata per i bambini compresi tra i 6 e gli 8 mesi. La stessa Organizzazione mondiale della sanità, pur precisando che molti Paesi preferiscono la formula combinata con altri vaccini, conferma l'esistenza del monovalente. Babbei anche loro?

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23 febbraio 2019

Le fake news di Burioni per promuovere i vaccini

Nella foto il Pinocchio Roberto Burioni

Le miserabili dichiarazioni di Burioni all'universita di Parma: “Troppe fake-news, non esistono danni da vaccinazione”.

Ma dico io si può dare credito a uno che paragona l'obbligo vaccinale all'obbligo delle cinture di sicurezza. Il bello che queste miserevole citazioni vengono riprese dai media e trasformate in slogan per convincere il gregge. Io trovo tali affermazioni un insulto all'intelligenza di ogni essere senziente ma dico io si può paragonare un oggetto che finito il suo utilizzo resta al suo posto contro un farmaco che viene iniettato nel nostro organismo che può comportare eventi avversi alla salute ben documentati dai bugiardini? 



Caro Burioni lei è un bugiardo antiscientifico foraggiato per nascondere la verità, nonostante la sua misera propaganda negazionista i danni da Vaccino esistono sono ampiamente dimostrati da diversi studi scientifici e riconosciuti dalla Legge 210/92 . http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1556_allegato.pdf

Per capire quanti sono i danneggiati da vaccino leggiamo questa risposta data al senato dall'ex ministro della sanità Lorenzin. Estratto: "A seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, le funzioni e le risorse in materia di indennizzi sono state trasferite alle Regioni, ad eccezione degli indennizzi riguardanti la Regione Siciliana che rimangono, ad oggi, di competenza statale. Il Ministero della salute gestisce in via amministrativa circa 9.000 indennizzi, mentre le Regioni gestiscono complessivamente circa 16.000 indennizzi."

"Alla data del 31 marzo 2015, i beneficiari dell’indennizzo aggiuntivo, in quanto riconosciuti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, sono 609, mentre vi sono 22 soggetti che ne hanno beneficiato, ma la cui posizione è stata chiusa a seguito di decesso."

Per conferma leggiamo:
Bambina di 9 mesi si ammala per un vaccino. Lo Stato non paga

Resta paralizzata dopo il vaccino, indennizzo di 150mila euro ha vinto due cause contro il ministero della Salute ma non ha mai ottenuto il denaro

Ecco come lo Stato italiano non indennizza i danneggiati da vaccino: ragazza danneggiata dai vaccini a tre mesi di vita attende dallo Stato il risarcimento da 22 anni

Ecco come lo Stato italiano non indennizza i danneggiati da vaccino. Tetraplegico per il vaccino antipolio. "Ora lo Stato mi taglia l’indennizzo"

Contagiato dal vaccino somministrato al figlio: maxi risarcimento dopo 50 anni agli eredi per danno da vaccino

Danni da vaccino, il ministero condannato a risarcire nel novembre 2016

Paralizzata da quando aveva 5 anni dal vaccino, la Regione Piemonte condannata a pagare due milioni https://torino.repubblica.it/cronaca/2014/06/07/news/la_regione_piemonte_deve_pagare_due_milioni_per_il_vaccino_sbagliato

Vaccinato a cinque mesi: resta paralizzato. Risarcimento di oltre 35 mila euro e pensione di invalidità https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2002/04_Aprile/30/vaccinazione.shtml

Ecc. ecc.



Vi rendete conto della falsità di questo burattiino? Burioni e i conflitti con i vaccini e probabile sponsorizzazione delle case farmaceutiche

In base ad un esposto presentato all’anac il "dott". roberto burioni risulterebbe responsabile ed ideatore di una società di ricerca immunologica denominata pomona ricerca srl, la quale avrebbe intrattenuto rapporti con il wellcome trust, soggetto di diritto statunitense che sponsorizzerebbe eventi organizzati dalla novartis, dalla roche (che avrebbe partecipato alla sperimentazione del vaccino per il papilloma virus) e dalla johnson & johnson (la quale, attraverso la crucell, si occuperebbe dello studio e dello sviluppo dei vaccini con anticorpi monoclonali, proprio il campo di studio di burioni, che vanterebbe 8 brevetti per farmaci disegnati principalmente su anticorpi monoclonali).

il "dott". burioni, durante la sua carriera, avrebbe partecipato a studi presso il cdc di atlanta e avrebbe frequentato il wister institute di philadelphia, la cui attività sarebbe sponsorizzata, tra gli altri, dalla glaxosmithkline, dalla pfizer e dalla janssen biotech services, che si occupano di vaccini.

a ciò aggiungasi la circostanza che i brevetti relativi a vaccini, di cui al http://patents.justia.com/inventor/roberto-burioni, risulterebbero registrati a nome di burioni (e di massimo clementi).
Ci auguriamo che le accuse siano smentite dall’autorita’, altrimenti non ci resta che insistere perchè l’ordine dei medici proceda alla radiazione di burioni che omette dolosamente di dichiarare il suo stato di conflitto di interessi, e denunciare per cattiva informazione le testate che ancora lo ospitano senza precisare tale fondamentale circostanza – conclude il codacons.

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