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Nella foto il giornalista Nicola Porro.L’assurda storia degli immunologi e della loro associazione contro Tarro e soprattutto contro Giletti |
Scie Chimiche: Una verità contornata da una negazione mercenaria foraggiata dallo Stato.
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26 aprile 2020
La bieca censura contro il Dott. Giulio Tarro organizzata dal regime mediatico prezzolato.
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Dona Ora20 aprile 2020
Roberto Burioni: "Tarro è stato candidato al Nobel quanto io a Miss Italia" La risposta di Tarro.
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| Nella foto la partecipante R. Burioni in "Miss Italia" (Formia) 1981 😅 |
Roberto Burioni: "Tarro è stato candidato al Nobel quanto io a Miss Italia"
La risposta del virologo Tarro:
"Su una cosa ha ragione: lui deve fare solo le passerelle come Miss Italia, ma senza aprire bocca!" 😅
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Dona Ora06 aprile 2020
La denuncia del Prof. Giulio Tarro alle accuse di “Next Quotidiano” e “BUTAC”
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| Nella foto lo stimatissimo Virologo Giulio Tarro |
In risposta alle accuse diffamanti operate da “Next Quotidiano” e “BUTAC”, Tarro ci ha presentato la denuncia in 9 pagine in cui il virologo si difende dalle calunnie a suo danno atte a screditarlo, qui gli stralci più importanti
L’articolo di “Next quotidiano” (https://www.nextquotidiano.it/dieci-cose-da-sapere-su-giulio-tarro/) ha cercato di screditare in maniera “eterodiretta” – come lo stesso Tarro afferma nella sua denuncia – la figura del virologo. Il “noto sito di bufale” BUTAC ha servito l’assist per questa diffamazione a cui è poi seguita la querela del Professore per tutelarsi. La denuncia di Tarro è articolata e ben risponde ad alcuni quesiti resi in maniera poco rispettosa dai due siti online che si sono occupati di infangare la persona e la professionalità del virologo.
Ecco la sua denuncia presentata già nel febbraio 2019 alle autorità competenti:
Lo scorso anno, dopo diverse sollecitazioni, ho scelto di collaborare attraverso la redazione di articoli per il Giornale dei Biologi e la partecipazione a vari convegni, alle attività dell’ONB, Ordine Nazionale dei Biologi. Questa mia scelta non è evidentemente piaciuta a quanti non condividono le scelte dell’ONB in materia di sicurezza dei vaccini e da allora, attraverso i social network, questi signori non hanno perso occasione per infangarmi ed in più di un’occasione di diffamarmi, costringendomi così a rivolgermi all’autorità giudiziaria per veder tutelare il mio buon nome.
Si tratta di gruppi e singoli che non esito a considerare in molti casi eterodiretti che attraverso blog, giornali on line e social network, Facebook su tutti, alimentano un clima di odio nei miei confronti, arrivando ad accusarmi di nefandezze varie, violazione di legge, posizioni antiscientifiche.
In merito alle affermazioni contenute nell’articolo di “Next Quotidiano”, a firma di Giulia Corsini dove si scrive: “Giulio Tarro viene spesso presentato come “il miglior virologo del mondo” o come “il migliore virologo dell’anno”. Il virologo premiato negli USA ma snobbato in Italia. Nel 2018 ha effettivamente ricevuto un premio da un’associazione americana chiamata IAOTP (Associazione internazionale dei migliori professionisti) come”miglior virologo dell’anno”. Peccato che, come ha scoperto il noto sito di bufale BUTAC, la IAOTP sia una sorta di agenzia che vende onorificenze. In ambito scientifico questo tipo di premi sono noti come predatory prize, si tratta di premi che vengono assegnati a persone che in genere ricevono e-mail e telefonate scam di congratulazioni per spingerli a pagare grosse somme per targhe commemorative, copie di souvenir o premi” .
Tarro presenta ulteriori rimostranze e spiega nella denuncia: tale affermazione allusiva e denigratoria per ritenere integrata la fattispecie di cui all’art.595 cp, atteso che una simile presentazione, che va ben oltre il dileggio, lascia intendere al lettore che io mi presti ad operazioni poco trasparenti, addirittura pagando per ricevere onorificenze, come se alla mia età e con il mio curriculum avessi ancora bisogno di riconoscimenti o di celebrità.
“Chi parla di Giulio Tarro, spesso dichiara che sia stato candidato al Nobel una, due o addirittura tre volte. Il “Pluricandidato al Nobel”. Anche i Lions hanno festeggiato la sua candidatura nel 2015. Peccato che le candidature al Nobel in realtà vengano rese pubbliche solo dopo cinquant’anni dall’anno di una premiazione. Il fatto curioso è che le candidature non vengono divulgate a nessuno eccezion fatta per la commissione che deve valutare chi tra i candidati vincerà il prestigioso premio”.
L’articolo continua con le diffamazioni a scena aperta, e nella sua denuncia il professore si trova ancora una volta a doversi difendere così:
… così si è fatto comprendere che la mia fama è non solo immeritata ma per certi versi inventata di sana pianta, dipingendomi dunque come una sorta di mistificatore capace di ingannare opinione pubblica, Lions e quant’altri hanno espresso parole di stima ed ammirazione nei miei confronti. Non paga di tanto fango la signora continua a descrivermi così: “ … Giulio Tarro ha pubblicato in alcuni giornali seri ma anche in numerosissimi predatory open access journal, riviste farsa che non hanno un serio controllo editoriale (…) dichiara di essere editor della rivista Journal of Vaccine Research & Development edita a Singapore, senza impact factor, talmente scalcagnata da non avere nemmeno un comitato editoriale…”, affermazione quest’ultima palesemente falsa e tendenziosa, sempre con il preciso obiettivo di gettare discredito sulla mia persona (cfr. All.). Non ultroneo sul punto sottolineare come la giurisprudenza di legittimità punisca anche le espressioni “insinuanti” ovvero la divulgazione di comportamento (vero o falso che sia; in questo caso palesemente falso) che incontri la riprovazione della “comune opinione” (cfr. Cass. 40359/2008).
Il lungo e diffamatorio articolo continua così: “Tarro afferma di essere stato docente ufficiale dell’Università di Napoli Federico II. Tralasciando il fatto che il titolo di “docente ufficiale” non esista e che si è professori universitari in base a vari inquadramenti (“di ruolo”, “associato”, “a contratto”); Tarro non compare nei registri online dell’Università di Napoli Federico II e in quelli accessibili da Cineca, il portale ufficiale per la ricerca dei docenti. Egli si dichiara Membro del Senato Accademico dal 1990 dell’Università Costantiniana di Providence, Rhode Island e dal 1994 dell’Università Pro Deo di New York, Accademico onorario dell’Università Sancti Cyrilli di Malta dal 2001 e Rettore onorario dal 2003 dell’Università Ruggero II dello Stato della Florida negli USA. La giornalista scientifica Sylvie Coyaud ha scoperto che si tratta di quattro false università che vendono diplomi e onorificenze al miglior offerente. Non compaiono infatti nel database pubblico degli istituti autorizzati a operare negli Usa. Non si trova evidenza della Laurea Honoris Causa in medicina conferitagli dall’Università Cattolica Albany (New York) nel 1989. È presidente della Norman Academy (o Accademia dei Normanni) e dell’Università Popolare Tommaso Moro, sono università non accreditate e non riconosciute dal MIUR che distribuiscono dunque titoli che non hanno valore accademico”.
A prescindere dalle modalità con cui la signora ha effettuato la ricerca giova in questa sede ricordare che all’inizio degli anni 70 diverso era l’inquadramento della docenza universitaria ed il 29 gennaio del 1971 ho conseguito la libera docenza in Virologia, docenza confermata con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione il 15.12.1976. Nel 1972, mi veniva conferito l’incarico di insegnamento di Microbiologia presso la scuola di specializzazione in Nefrologia Medica della prima facoltà dell’Università di Napoli dopo aver, il 24 gennaio dello stesso anno, ricevuto l’incarico dell’insegnamento di Virologia oncologica sempre presso la prima facoltà dell’Università di Napoli. Trovo paradossale dover spiegare tutto ciò, ma visto che la redattrice non ha avvertito il bisogno di chiedermi conto sono costretto a chiarire in questa sede.”
Tra le accuse più infamanti c’è infine quella che così mi descrive: “Giulio Tarro dichiara di aver isolato il Virus Respiratorio Sinciziale nei bambini ammalati durante l’Epidemia del “male oscuro” che ha colpito Napoli verso la fine degli anni Settanta. La sua prima pubblicazione sul tema risulta però essere del 1980 , invece il primo articolo pubblicato dai docenti dell’Università di Napoli del 1979 parla già di isolamento ed identificazione del virus sinciziale. Tarro non è tra gli autori e non compare citato neppure nelle fonti bibliografiche.”
Una affermazione tanto odiosa quanto ridicola: sul punto basti leggere le conclusioni della Commissione Giovanardi pubblicate sul Medical World News del 5 marzo 1979 ed il lungo reportage de L’Europeo del 15.2.1979 (cfr All.) Sorvolando sulle altre meschinerie contenute nell’articolo, che un Direttore prima di pubblicare avrebbe avuto il dovere di verificare, orbene non v’è dubbio che ci troviamo innanzi una violazione del mio diritto alla reputazione, intesa alla stregua di quella considerazione che un individuo gode nell’ambiente sociale in cui vive, atteso che le notizie diffuse sono non vere oltre che non pertinenti.
Nella reputazione la dottrina fa rientrare anche il decoro professionale, ossia l’immagine che un soggetto ha costruito di sé nel proprio ambiente di lavoro (…) Al lettore distratto che ritenesse una mera critica quella testé descritta sovviene la interpretazione che, costante nel tempo, ci offre la suprema Corte di Cassazione che ricorda come in materia di diffamazione a mezzo stampa, non può riconoscersi l’esimente del diritto di critica storica se la ricostruzione dei fatti, contrastante con quella ufficialmente riconosciuta, si fondi su fonti anonime o non riscontrabili, ovvero su voci correnti. (Sez. 3, Sentenza n. 6784 del 07/04/2016 Presidente: Salmè G. Est./Rel.: De Stefano F. P.M. De Renzis L.)
Ed invero, come precisato dalla Cassazione (nella ricordata sentenza 4897/2016 ma anche Cass 04/07/1997 n° 41 e Cass. 25/05/2000 n° 6877), per il legittimo esercizio del diritto di cronaca occorrono tre condizioni: a) la verità della notizia pubblicata; b) l’interesse pubblico alla conoscenza del fatto (c.d. pertinenza); c) la correttezza formale nella esposizione (c.d. continenza). In questo caso mancano tanto la verità della notizia quanto la correttezza della esposizione.
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Dona Ora04 aprile 2020
Dottor Giulio Tarro - Virologo - : La strage? Non è Covid-19
L’Italia è il secondo paese al mondo per decessi da coronavirus, come si spiega?
«Si spiega in modo molto semplice con quello che ha detto l’Istituto superiore di sanità: soltanto il 2% dei decessi italiani è per il coronavirus, il 98% non lo è». È lapidario Giulio Tarro, virologo di fama mondiale, sull’emergenza nel Paese. E numeri alla mano, cerca di ridimensionare la grande paura. Una scossa di terrore che percorre tutta Italia, da nord a sud. «Inutile andare a cercare chissà che cosa – afferma-, quando abbiamo a che fare con pazienti che muoiono di tutto, tranne che di coronavirus»
Secondo lei siamo, quindi, di fronte ad un allarme esagerato?
Sicuramente sì. Tenga presente che se dovessimo fare il famoso tampone a tutti – oggi sono sopraggiunti anche nuovi test molto più veritieri sulla risposta dell’organismo al virus -, sapremmo che, facendo differenze tra contagiati e ricoverati, la mortalità scenderebbe di molto.
Ma allora come si spiega questa paura paralizzante in tutto il Paese?
Abbiamo un bollettino di guerra. Anziché dire cosa è successo e perché è successo, perché non hanno detto che, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, il nostro Paese ha dimezzato i posti letti per la terapia intensiva, passati da 575 per 100.000 abitanti, a 275 attuali? Questo per una politica che ha sbagliato, a livello sanitario, dal 1997 al 2015. Ci si è messi in queste condizioni, come se venisse un terremoto e uno non sapesse cosa fare, perché non ha usato il cemento armato. E lo stesso vale nel nostro caso.
Insomma si poteva fare molto di più, guardandoci indietro. Può fare un esempio di questa nostra impreparazione alla valanga coronavirus?
Nemmeno quando è scoppiata l’epidemia attuale in Cina abbiamo fatto niente per raddoppiare i posti letto, come hanno fatto i francesi. Non è stato fatto niente. La Cina ha fatto tre ospedali in due settimane, noi stiamo ancora a fare distinzioni se dobbiamo soccorrere prima i giovani o gli anziani, che sono pieni di problemi. Abbiamo delle cose a livello non solo culturale, ma etico, proprio indecenti
Per lei il sistema sanitario della Campania come può reggere all’eventuale picco di contagiati?
Se guardiamo a Milano che è sempre stata il fiore all’occhiello della sanità italiana, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Noi dobbiamo sperare da una parte nell’ambiente, sicuramente l’ambiente è migliore e quindi contrario al virus. E soprattutto alle esperienze precedenti, in cui non abbiamo dato i numeri, nel senso che siamo riusciti a passare il colera, il male oscuro, la salmonellosi, l’inizio dell’Aids, e le varie influenze che si sono alternate, in cui a un certo punto abbiamo fatto più diagnosi degli altri, e quindi per questo avevamo più casi.
Professore, però all’inizio si diceva che il coronavirus era solo un’influenza stagionale, un malanno come altri. Non crede si sia esagerato un po’ anche nel sottovalutare il rischio?
Diciamo pure che l’anno scorso abbiamo avuto un’influenza per sei milioni di italiani, con 10.000 morti. Se l’Istituto superiore di sanità dice che praticamente il 98% dei morti sicuramente non muore per il coronavirus, c’è stato un concentrato di pazienti che hanno bisogno di terapie intensive, che ha fatto scoppiare il problema sanitario.
Ma tutto questo quanto durerà?
Dobbiamo avere l’esperienza commisurata altrove. In Cina è iniziata a novembre-dicembre, ed è stata comunicata ufficialmente il 31 dicembre dall’Organizzazione mondiale della sanità. Abbiamo avuto un picco sicuramente che è stato a gennaio, sempre a crescere, e a febbraio. Poi è cominciata a scendere, e ora in Cina l’epidemia non c’è più. Perché noi dovremmo avere un aspetto diverso?
Ce lo dica lei.
Se noi vogliamo conteggiare tutti i necrologi sotto l’etichetta coronavirus, allora non finirà mai.
E per il vaccino, che tempi si aspetta?
Dobbiamo considerare che per la prima Sars il vaccino non è stato fatto. Abbiamo anche quell’altra Sars del medio oriente, in cui non è stato preparato un vaccino, ma sono stati utilizzati gli stessi anticorpi dei soggetti guariti, per andare incontro ai colpiti dalla malattia, visto che quello aveva un’alta percentuale di mortalità. Ora speriamo che arrivi per questo virus, che si sparge molto velocemente. Però dobbiamo aspettare i tempi tecnici, se non è pronto significa che ci sono tempi tecnici.
E quali sono i tempi tecnici?
Secondo l’Oms i tempi tecnici vanno da 12 a 18 mesi, quindi sarà per la prossima stagione. Come succede per i virus influenzali.
Senta, per finire: di tutto quanto si dice sul coronavirus, quale ritiene la più grande delle fake news?
Proprio questo fatto della mortalità così alta.
(Tratto da Il Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)
“Bisognerebbe iniziare a riaprire il Paese” (il virologo Giulio Tarro)
Intervista a Radio Corona Blues del professor Giulio Tarro
Roma, 3 apr. (askanews) – “Presumibilmente siamo arrivati al culmine della curva, è finito l’aumento esponenziale dei contagi, possiamo livellarci come accaduto in Corea grazie ad un numero maggiore di tamponi e ad una corretta valutazione dei casi. Le misure di contenimento sociale italiane sono state prese in ritardo, sicuramente hanno portato ad una riduzione del contagio e quindi hanno indotto allo stesso effetto che si è verificato in Cina dove dalla prima stima di mortalità del 2% si è poi arrivati a meno dell’1%”. Così ha detto il virologo, professor Giulio Tarro, al sito coronablues.org, lanciato da un gruppo di ricercatori europei. Il portale web intende contribuire alla discussione pubblica selezionando e raccogliendo dati, fatti, informazioni ed opinioni di esperti e scoprendo notizie false su COVID-19.
“Vedrete che anche in Italia si arriverà alla stessa percentuale – ha continuato Tarro – C’è una grande discrepanza tra i primi dati e quelli dell’Iss dove avviene un’attenta analisi delle cartelle cliniche dei pazienti e dunque si evidenzia la differenza tra persone morte con coronavirus o di coronavirus. I dati diffusi sulla mortalità in queste settimane hanno creato una sindrome da panico che certo non fa bene al nostro sistema immunitario. Come stiamo vedendo dai report dell’Iss sta accadendo in Italia quello che abbiamo già visto in Cina: tra i deceduti di Coronavirus troviamo persone con gravi patologie come cardiopatie, diabete, malattie epatiche, renali o polmonari”.
E poi “la percentuale di mortalità va calcolata sul numero dei contagiati e non dei ricoverati. Così spieghiamo la differenza con i dati tedeschi, non credo che la loro sanità sia migliore della nostra. Noi abbiamo pagato soprattutto i tagli ai finanziamenti con la conseguenza di meno posti letto nei reparti di terapia intensiva”. Vaccino Inutile? “L’Oms non esce bene da questa faccenda… – sottolinea Tarro – Il vaccino per il coronavirus potrebbe rivelarsi inutile se esiste ad esempio la variante cinese e padana del virus, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi esattamente come avviene per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto. Con il rischio di acquistare vaccini inutili come accaduto in passato quando abbiamo dovuto regalarli all’Africa”.
“Bisogna ricordare che né per la prima Sars né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini, facendo invece ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti.
Abbiamo superato situazione ben peggiori come la prima spagnola che fece più vittime della prima guerra mondiale. Siamo in evoluzione, troveremo i sistemi per difenderci dai nuovi agenti che emergono o che facciamo venir fuori noi. Intanto bisognerebbe cominciare a riaprire il Paese, creando una cortina di protezione per quelle fasce di popolazione più a rischio”.
Tratto da: Attivissimavasto.blogspot.com
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Dona Ora23 dicembre 2018
Analisi choc su due lotti di vaccini! State attenti a quei vaccini! C'è tutto, non quel che serve.
State attenti a quei vaccini. C'è tutto, non quel che serve
Mesi di prove e controprove, poi la risposta dei controlli cofinanziati dall'ordine biologi. Manca la rosolia in quello che dovrebbe debellarla. Dna umano e diserbanti nell'altro
di Franco Bechis 23 Dicembre 2018
f.bechis@iltempo.it
Fonte www.iltempo.it
L’idea era nata durante la scorsa legislatura per i lavori della commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito. Vero che i casi di malattia e morte di tanti nostri militari avevano relazione evidente con le condizioni di impiego sugli scenari delle missioni.
Ma c'era anche un'altra condizione comune fra tutti quei casi: per essere inviati in Afghanistan piuttosto che in Libano o in Iraq e in tutti gli scenari delle missioni di pace, i nostri militari venivano sottoposti a una quantità impressionante di vaccinazioni. E a qualcuno - fra cui l'attuale presidente dell'ordine dei biologi (che allora era parlamentare) Vincenzo D'Anna era venuto un dubbio: non poteva essere anche in quelle vaccinazioni la causa dell'insorgenza di quei mali? Il dubbio dovrebbe essere la strada di indagine maestra per ogni uomo di scienza. In epoca di guerra di religione sulle vaccinazioni obbligatorie, anche quella semplice ipotesi da verificare sembrò scandalosa. Poco conta che D'Anna, come in genere tutti i biologi, non sia affatto un no vax. Anzi, era ed è convintissimo sulla utilità e l'efficacia dei vaccini. E in effetti l'indagine proposta non aveva caratteristiche ideologiche, ma lo scopo di escludere l'ipotesi ad esempio di una partita di vaccini non prodotta a regola d'arte. C'è voluto del bello e del buono per trovare qualcuno disposto ad effettuare quei controlli indipendenti sui vari lotti delle più comuni vaccinazioni. Ma alla fine qualcuno c'è stato. Ed alcuni laboratori indipendenti del Nord Est Italia per mesi e mesi hanno effettuato analisi e controanalisi di laboratorio, più volte ripetute su lotti diversi dello stesso vaccino quando insorgevano anomalie di qualsiasi tipo.
In alcuni casi la prova scientifica ha dato l'esito che ci attenderebbe: vaccini prodotti a regola d'arte. In altri no. Per due di questi i risultati delle analisi biologico-genomiche (i cui referti sono in possesso de Il Tempo) sono stati clamorosi. E preoccupanti, perché i campioni prelevati da diversi lotti tutto sembravano meno che essere confezionati secondo le regole. In un caso, quello del vaccino da impiegare per morbillo, rosolia, parotite e varicella, si è rilevata la totale assenza degli antigeni del virus della rosolia. Quegli stessi lotti sarebbero quindi stati utilizzati per migliaia di vaccinazioni inutili, perché in assenza dell'antigene necessario chiunque sia stato vaccinato può prendersi la rosolia esattamente come non avesse mai visto un vaccino. Nel secondo referto di laboratorio analisi e contro analisi che riguardavano un vaccino multivalente per non contrarre fra l'altro difterite, tetano, pertosse ed epatite B, è stata rilevata la presenza di sostanze che non dovevano esserci (ad iniziare dal dna umano) e sia pure in dosi microscopiche potenzialmente dannose per la salute dell'uomo. Questi clamorosi risultati oltre ad essere pubblicati su riviste scientifiche internazionali, porteranno a un esposto che verrà presentato all'Agenzia italiana del Farmaco, alla sua madre europea Ema, ai nas dei carabinieri e alle competenti procure della Repubblica. Non essendo scienziati abbiamo chiesto quindi al presidente dell'ordine dei biologi, D'Anna, di spiegare in maniera comprensibile anche a tutti i consumatori il preoccupante risultato di quelle analisi.
Il Tempo- Lei è presidente dei biologi italiani. Devo farle la domanda di rito: sarà mica uno di quegli estremisti no vax?
D'Anna- Io? No, assolutamente. Come tutti i biologi credo nella utilità delle vaccinazioni, sono un pro-vax. E non è manco a tema l'utilità o meno dei vaccini in queste analisi di laboratorio. L'indagine è stata sulla qualità della realizzazione dei prodotti messi in commercio, non sull'efficacia o meno teorica del vaccino.
Il Tempo- E i risultati di queste analisi quali sono stati?
D'Anna- Hanno rilevato decine di impurità in più lotti. E al momento sono state individuate 43 sostanze improprie, nel senso che lì non si sarebbero dovute trovare.
Il Tempo- Improprie? Cioè?
D'Anna- Anticrittogamici, diserbanti, glisofato, antibiotici, antimalarici...
Il Tempo- La fermo. Non sono uno scienziato. Se mi dice diserbanti capisco che non dovrebbero esserci. Ma se mi cita gli antibiotici, le chiedo perchè: non devono esserci in un vaccino?
D'Anna- No, un antibiotico non deve stare in un vaccino. Un antimalarico neppure. Come un erbicida. Si è trovata alle analisi tutta una serie di inquinanti che lì non dovrebbero esserci..
Il Tempo-In quantità minuscole, spero...
D'Anna- Certo, parliamo di nanogrammi, di nanoparticelle. Ma tenga presente che non si tratta di sostanze ingerite, ma iniettate, assorbite e in alcuni casi (ad esempio l'alluminio) non smaltibili. Ma non è nostro compito accertare né la nocività, né la tossicità dei materiali. Però da quelle analisi è venuto fuori altro. Come l'assenza del virus della rosolia, che in sé potrebbe configurare una frode in commercio, perché migliaia di bambini che si sono vaccinati con quel lotto non sarebbero coperti verso la rosolia. E poi sono state rilevate quantità improprie di dna fetale...
Il Tempo- Dna fetale?
D'Anna- Sì, perché i virus vengono fatti replicare per fare le dosi occorrenti su materiale fetale da aborto, oppure su uova di galline. Ed è per quello che trovi i diserbanti o il glisofato, gli anticrittogamici e gli antiparassitari...
Il Tempo- Ma in un vaccino non dovrebbero esserci quelle tracce per quanto minuscole, no?
D'Anna- Certo che non devono esserci...
Il Tempo- E non c'è stato un esame pubblico di laboratorio su quelle dosi?
D'Anna- Lei l'ha visto? Ne conosce i risultati? Purtroppo c'è una aporìa giuridica: i test sul prodotto finito non sono obbligatori per il produttore. Li dovrebbero fare le strutture statali che proteggono la salute dei cittadini. Ma io non le ho mai viste. Anche perché qualsiasi risultato è tenuto segreto un po' come la ricetta della Coca Cola, per evitare che qualche concorrente copi la formula industriale di produzione del vaccino.
Il Tempo- Ma se nei laboratori di Stato fossero emersi i clamorosi risultati che stiamo citando, che cosa sarebbe accaduto?
D'Anna- Avrebbero dovuto chiamarsi il produttore dei vaccini e chiedere spiegazioni. Certo dovrebbero chiedere come fanno ad esserci gli anticorpi della rosolia se non c'è l'antigene? Per quanto riguarda il vaccino per tetano, difterite etc... non sono stati trovati quattro distinti tossoidi (che sono antigeni proteici) come dovrebbe essere, ma una sola macromolecola fatta da queste quattro proteine denaturate (quelle del tetano, difterite, etc...) dalla presenza di un conservante come la formaldeide. Questa macromolecola precipita al fondo della provetta e attaccata con tripsina non risponde...
Il Tempo- Qui seguirla diventa difficile. Vado al sodo: non dovrebbe accadere così in quei vaccini. Questo mi vuole dire?
D'Anna- Esatto. Dovrebbero esserci le quattro proteine dei vaccini previsti che se attaccate con tripsina dovrebbero sciogliersi. Questo non accade, e quindi nella macromolecola non ci sono solo proteine. Faremo un esposto all'Aifa e all'Ema per capire se sono a conoscenza di queste cose.
Il Tempo- Nei primi lotti di vaccini doveva esserci la rosolia e non c'è. E mi è chiara l'inutilità. Capisco meno le conseguenze della macromolecola in questi altri vaccini...
D'Anna- Primo: anche tutto fosse lecito ed innocuo al minimo bisognerebbe informarne le autorità ed i cittadini che usano i vaccini. Secondo: in questi vaccini è stato riscontrato un numero significativo di peptidi (cioè frammenti corti di sequenze di aminoacidi) di origine batterica, probabilmente provenienti da batteri avventizi che contaminano le colture. A questi si aggiungono 65 sostanze chimiche contaminanti, 35% note, (finora abbiamo replicato i risultati su un solo lotto, l’unico disponibile tramite le farmacie su tutto il territorio italiano da oltre un anno), di cui 7 sono tossine chimiche, anche questi composti devono essere confermati nella struttura da uno studio con standard di controllo.
Il Tempo- Quindi?
D'Anna- Quindi bisogna che le agenzie ripetano queste analisi, facciano i controlli e rendano pubblici sia i risultati che il loro giudizio. Noi faremo la nostra parte. Ad esempio il prossimo 25 gennaio a Roma dove abbiamo organizzato un grande convegno dal titolo «Vaccinare in sicurezza» con la partecipazione di scienziati italiani, tra i quali Giulio Tarro da poco insignito negli Usa del premio di miglior virologo, e stranieri. Le analisi fatte serviranno anche ad alimentare il dibattito scientifico.
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Dona Ora04 aprile 2018
Per il virologo Giulio Tarro l'obbligo vaccinale è un'operazione di Big Fharma!
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| Nella foto il prestigioso virologo Giulio Tarro,. |
Il virologo Giulio Tarro: L'obbligo vaccinale non ha senso,
è un'operazione di Big Fharma!

Nella recente intervista sul portale Affaritaliani.it il prestigioso virologo Giulio Tarro non le manda di certo a dire...
Afferma il virologo di essere stato candidato al Premio Nobel, ed ha voluto giustamente e aspramente criticare l' obbligo vaccinale e "l'immunologo" Roberto Burioni...
Tutto questo durante l'uscita del volume 10 cose da sapere sui vaccini, in libreria a breve.
Dice il virologo Tarro:
"L'obbligatorietà non è efficace, anzi, rappresenta una sorta di manovra delle grandi case farmaceutiche a danno dei cittadini."
E continua:
"L'obbligo vaccinale di massa non ha alcun senso. E' controproducente.
È chiaro che la vaccinazione è un fatto positivo per la saluta delle popolazioni ma bisognerebbe fare un anamnesi di ogni caso, capire quale è la storia di ogni paziente. Siamo invece al cospetto di campagne di masse e medici che per principio dicono che i vaccini non hanno effetti collaterali.
Ma è assurdo. Il vaccino è di per sé un farmaco e può avere effetti collaterali, anche gravi".
Il dott. Tarro spiega che l'estensione dell'obbligo anche il altri Paesi Europei come la Francia sta portando il numero di vaccini obbligatori a 11, è dichiara:
"E' una manovra di Big Fharma! Probabilmente l'Italia è stata scelta come pacemaker dei vaccini per dare il passo alle altre nazioni. Di recente in Francia ne hanno resi obbligatori 11. Una bella vaccinazione di massa".
Ovvimente lo scontro con il medico Burioni non manca!
Il virologo Tarro si dichiara molto critico contro il "collega" Burioni dichiarando apertamente:
"Penso che Burioni capisca poco, ovvio che i vaccini possono essere utili in alcuni soggetti, inutili in altri e dannosi in altri ancora. Ma non penso ci possa essere un colloquio con persone del genere"
(E lo penso anche io)
Il dott. Tarro chiude in fine parlando dei forti interessi economici dietro la produzione dei vaccini:
"In passato ci fu un grosso calo nella realizzazione di questo tipo di farmaci, in seguito di alcuni danni subiti, si potevano citare in giudizio i produttori.
Ora invece dopo che sono iniziati gli incontri del mondo economico a Davos, i vaccini tornano a essere un prodotto interessante dal punto di vista del mercato.
I vaccini sono diventati il motore dell'industria farmaceutica".
Meditate gente, meditate
PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE
Ippocrate: "Primum non nocere"
PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE
Ippocrate: "Primum non nocere"
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