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26 gennaio 2020

Apocalisse 5G: fermiamo questo folle esperimento sulla società

Risultati immagini per gif 5g danger

Scienziati, gruppi ambientalisti, medici e cittadini di tutto il mondo fanno appello a tutti i governi affinché fermino il dispiegamento da parte delle compagnie di telecomunicazioni di reti wireless 5G (quinta generazione).


( Articolo ripubblicato da StrangeSounds.org )+
( Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com )


È un esperimento sull'umanità e sull'ambiente definito come un crimine ai sensi del diritto internazionale.
La ricerca ha dimostrato che le radiazioni wireless possono causare danni al DNA, effetti neuropsichiatrici e altri problemi di salute.
Anche se le radiazioni associate alle tecnologie 5G non sono state studiate in modo approfondito come quelle associate alle attuali tecnologie dei telefoni cellulari,  esiste un corpus sostanziale di letteratura e prove che indicano un impatto significativo dell'esposizione sulla salute umana e sullo sviluppo " , ha affermato il dott. Jerry Phillips.

E continua così: “ Qui non ci sono solo i potenziali effetti delle radiazioni associate al 5G, ma ciò che potrebbe derivare dall'impatto combinato delle radiazioni 5G con altre fonti di radiazioni non ionizzanti nel nostro ambiente.  Certamente, è giustificata una valutazione più attenta e approfondita dei rischi per la salute umana e ambientale. 



Man mano che il wireless 5G diventa più popolare, saranno costruite più torri per emettere i segnali per integrare le torri cellulari esistenti. Questo perché il 5G ha bisogno di un hardware diverso per fornire tali segnali.
Tuttavia, il  5G richiede molte di più di queste torri rispetto alle generazioni precedenti di reti - secondo quanto riferito, a una distanza di circa 150 metri in molti quartieri  - a causa della maggiore frequenza che decade più rapidamente nell'atmosfera.
La vicinanza di dette torri è anche motivo di preoccupazione , secondo Sabine El Gemayel, produttrice e direttrice del gruppo di sorveglianza Generation Zapped.

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23 ottobre 2019

5G da incubo, la prova genotossica nello studio americano: rottura del DNA. E’ questa la verità!


 “Ecco la prova provata della tossicità delle radiofrequenze che provocano rottura del DNA negli animali (ratti e topi) sottoposti alle radiofrequenze nell’esperimento del National Toxicology Program, tanto criticato insieme al nostro condotto all’Istituto Ramazzini“, afferma la ricercatrice Fiorella Belpoggi appena pubblicato l’importante studio statunitense sulla genotossicità dell’elettrosmog: “non siamo nè visionari, nè allarmisti, nè diffusori di ingiustificate paure per un’effimera visibilità, come qualcuno ha detto in parlamento, ma svolgiamo il nostro lavoro con serietà ed onestà: diffondiamo la verità”.
Le dichiarazioni della scienziata italiana, impegnata nella denuncia dei gravi rischi del 5G e dell’elettrosmog anche in sede parlamentare, arriva con la pubblicazione dello studio in peer review sulla “Valutazione della genotossicità delle radiazioni di radiofrequenza del telefono cellulare in ratti e topi maschi e femmine a seguito di esposizione subcronica“.
Ecco il testo nell’abstract dello studio americano dell’NTP che adesso fa tremare politici e Governo di mezzo mondo, insensibili alla richiesta di moratoria sul 5G avanzata da ampia parte della comunità medico-scientifica , compresi i relatori attesi nel Convegno internazionale Stop 5G promosso dall’Alleanza Italiana Stop 5G a Roma il 5 Novembre nell’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio.
“Il National Toxicology Program ha testato due modulazioni di radiazione a radiofrequenza comune (RFR) emesse da telefoni cellulari in un biotest di 2 anni sul cancro del roditore che includeva valutazioni intermedie di animali aggiuntivi per endpoint di genotossicità. Hsd maschio e femmina: ratti Sprague Dawley SD e topi B6C3F1 / N sono stati esposti, rispettivamente, dal giorno 5 della gestazione o dal giorno postnatale 35, alla suddivisione in codice di accesso multiplo (CDMA) o al sistema globale per modulazioni mobili (GSM) oltre 18 ore al giorno, a intervalli di 10 minuti, nelle camere di riverbero a velocità di assorbimento specifiche (SAR) di 1,5, 3 o 6 W / kg (ratti, 900 MHz) o 2,5, 5 o 10 W / kg (topi, 1900 MHz). 
Dopo 19 (ratti) o 14 (topi) settimane di esposizione, gli animali sono stati esaminati per prove di genotossicità associata a RFR usando due diverse misure. Utilizzando il test della cometa alcalina (pH> 13), Il danno al DNA è stato valutato nelle cellule di tre regioni cerebrali, cellule epatiche e leucociti del sangue periferico; usando il test del micronucleo, il danno cromosomico è stato valutato negli eritrociti del sangue periferico immaturi e maturi. I risultati del test della cometa hanno mostrato aumenti significativi del danno al DNA nella corteccia frontale di topi maschi (entrambe le modulazioni), leucociti di topi femmine (solo CDMA) e ippocampo di ratti maschi (solo CDMA). 
Sono stati osservati aumenti del danno al DNA giudicati equivoci in molti altri tessuti di ratti e topi. Non sono stati osservati aumenti significativi dei globuli rossi micronucleati nei ratti o nei topi. In conclusione, questi risultati suggeriscono che l’esposizione a RFR è associata ad un aumento del danno al DNA. il danno cromosomico è stato valutato negli eritrociti di sangue periferico immaturi e maturi. 
I risultati del test della cometa hanno mostrato aumenti significativi del danno al DNA nella corteccia frontale di topi maschi (entrambe le modulazioni), leucociti di topi femmine (solo CDMA) e ippocampo di ratti maschi (solo CDMA). Sono stati osservati aumenti del danno al DNA giudicati equivoci in molti altri tessuti di ratti e topi. Non sono stati osservati aumenti significativi dei globuli rossi micronucleati nei ratti o nei topi. In conclusione, questi risultati suggeriscono che l’esposizione a RFR è associata ad un aumento del danno al DNA. il danno cromosomico è stato valutato negli eritrociti di sangue periferico immaturi e maturi. 


I risultati del test della cometa hanno mostrato aumenti significativi del danno al DNA nella corteccia frontale di topi maschi (entrambe le modulazioni), leucociti di topi femmine (solo CDMA) e ippocampo di ratti maschi (solo CDMA). Sono stati osservati aumenti del danno al DNA giudicati equivoci in molti altri tessuti di ratti e topi. Non sono stati osservati aumenti significativi dei globuli rossi micronucleati nei ratti o nei topi. In conclusione, questi risultati suggeriscono che l’esposizione a RFR è associata ad un aumento del danno al DNA. Sono stati osservati aumenti del danno al DNA giudicati equivoci in molti altri tessuti di ratti e topi. Non sono stati osservati aumenti significativi dei globuli rossi micronucleati nei ratti o nei topi. In conclusione, questi risultati suggeriscono che l’esposizione a RFR è associata ad un aumento del danno al DNA. Sono stati osservati aumenti del danno al DNA giudicati equivoci in molti altri tessuti di ratti e topi. Non sono stati osservati aumenti significativi dei globuli rossi micronucleati nei ratti o nei topi. In conclusione, questi risultati suggeriscono che l’esposizione a RFR è associata ad un aumento del danno al DNA.”

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31 maggio 2019

Cellule fetali abortive nei vaccini (In risposta al sito disinformativo "Dottore... ma è vero che??")

Se parliamo di Vaccini e Feti Abortiti.. capiamo che non è più l’opinione di un solo scienziato “anti-vaccinista” mosso da chissà quale desiderio di turbare la quiete pubblica e di minare la salute di migliaia di persone a contestare i vaccini.

Sono diversi i ricercatori indipendenti che giungono alla stessa conclusione: la tecnica di produzione dei vaccini, in particolare quella dei vaccini virali, andrebbe ripensata poiché i “contaminanti” presenti in essi potrebbero provocare effetti collaterali anche molto gravi.

Un dato di fatto che nessuno nega, è che nella tecnica di produzione di alcuni vaccini virali vengano utilizzati terreni di coltura contenenti due linee cellulari umane diploidi, allestite originalmente (1964 e 1970) da tessuti di Feti Abortiti. La prima linea è la WI-38 (Winstar Institute 38), con fibroblasti diploidi di polmone umano derivati da un feto femmina svedese abortito perché la famiglia riteneva di avere già troppi figli, preparata e sviluppata da Leonard Hayflick nel 1964, numero ATCC CCL-75. Questa linea viene utilizzata nei vaccini morbillo + parotite + rosolia, varicella e herpes zoster. La seconda linea cellulare umana è la MRC-5 (Medical Research Council 5, numero ATCC CCL-171), con fibroblasti di polmone umano provenienti da un feto maschio di 14 settimane abortito per “motivi psichiatrici” da una donna ventisettenne nel Regno Unito. La MRC-5 è stata preparata e sviluppata da J.P.Jacobs nel 1966. Viene usato per epatite A, epatite B, tifo, Polio, difterite + tetano + pertosse, vaiolo, rabbia e herpes zoster.

Alcuni virus, come quelli citati, sono ospite-specifici e per sopravvivere creano stretti legami con le cellule in cui penetrano. Quando un virus matura e si divide, acquisisce alcuni frammenti del DNA delle cellule che lo ospitano. Quando il virus viene incorporato nel vaccino porta con sé frammenti del DNA umano delle cellule su cui è stato coltivato. Poiché il nuovo DNA virus/cellula-fetale è almeno in parte della stessa specie del destinatario del vaccino (umano), nel momento in cui DNA virale modificato viene a contatto col DNA umano del soggetto che ha ricevuto il vaccino, si verifica la cosiddetta ricombinazione omologa del DNA. Si vengono cioè a formare cellule con un DNA virus/cellula-fetale/vaccinato che possono venire riconosciute come estranee scatenando una risposta immunitaria volta ad uccidere queste cellule anomale (infiammazione). Essendo l’oggetto di questa battaglia le cellule del soggetto stesso si scatena una “risposta autoimmune”.

Già nel 2011 la dott.ssa Helena Ratajczak fece notare che l’aumento dell’incidenza di autismo in USA avvenne in corrispondenza dell’introduzione della tecnica di coltura che prevede l’utilizzo di cellule fetali per la preparazione in particolare del vaccino MMR e suggerì che i due eventi potrebbero essere collegati. Queste alcune delle sue considerazioni:“Questo DNA umano potrebbe essere la causa di picchi di incidenza (dell’autismo ndt). Un picco ulteriore di aumento dell’incidenza di autismo si è verificato nel 1995 quando il vaccino per la varicella veniva fatto crescere sul tessuto fetale umano.”
“Il DNA umano da vaccino potrebbe essersi inserito in modo casuale tra i geni del destinatario per un processo di ricombinazione omologa, un processo che avviene spontaneamente solo all’interno di una specie. Hot spot (aree del genoma in cui le mutazioni sono più comuni ndt) per l’inserzione del DNA si trovano sul cromosoma X in 8 geni coinvolti nella formazione delle sinapsi delle cellule nervose, dello sviluppo del sistema nervoso centrale e della funzione mitocondriale. Questo potrebbe fornire qualche spiegazione del fatto che l’autismo è una malattia che colpisce in prevalenza maschi. Presi insieme questi dati sostengono l’ipotesi che il DNA umano residuo in alcuni vaccini possa causare autismo.”

A questa voce si associa ora quella della dott.ssa Theresa Deisher la quale prende spunto da tre recenti pubblicazioni in cui viene riporta la presenza di centinaia di mutazioni genetiche ad indicare che il disordine dello spettro autistico (ASD) possa essere una patologia legata ad instabilità genomica con una significativa componente ambientale.
L’aumento di incidenza di casi di autismo è notevole negli anni 1980, 1988 e 1996 in concomitanza con l’introduzione di vaccini per l’infanzia contaminati con retrovirus endogeno umano K (HERVK) e frammenti di DNA fetale umano. “Ci sono un gran numero di pubblicazioni circa la presenza di HERV (retrovirus endogeni umani) e la sua associazione con il linfoma infantile” ha osservato la dottoressa Deisher. “I vaccini MMR II e quello per la varicella oltre a tutti i vaccini che sono stati prodotti utilizzando la linea cellulare fetale WI-38 sono contaminati con questo retrovirus. E sia i genitori che i medici hanno il diritto di saperlo!“

La dott.ssa Deisher ha ipotizzato che sia l’HERVK che il DNA fetale umano presenti nei vaccini somministrati ai neonati possano contribuire all’instabilità genomica dei bambini con autismo causando mutazioni puntiformi de novo nel DNA del bambino.
I frammenti di DNA fetale sono inoltre induttori di reazioni autoimmuni (tra cui diabete giovanile di tipo 1, sclerosi multipla e lupus), mentre entrambi frammenti di DNA e retrovirus sono noti per causare inserimenti genomici e mutazioni.
La Food and Drug Admintration in una sua nota scrive:

“I rischi associati al residuo di DNA del substrato sono stati dibattuti per 40 anni senza risoluzione.
I potenziali rischi sono considerati duplici: in primo luogo il DNA potrebbe avere un potenziale oncogeno; in secondo luogo il DNA potrebbe essere infettivo…Ci sono diversi modi con cui il DNA potrebbe essere oncogeno:
la cellula contenete DNA del substrato potrebbe possedere uno o più geni dominanti oncogeni, oppure potrebbe integrarsi nel cromosoma dell’ospite. Le conseguenze di questa integrazione potrebbe essere: 1. distruggere un gene tumore-soppressore 2. integrarsi nei pressi di questo gene ed alterarne la normale espressione. Il rischio di infettività si pone se il DNA del substrato contiene un genoma di un virus contagioso. Così, se il genoma di questo virus viene inoculato nel vaccinato, potrebbe stabilire un’infezione nell’uomo. Il genoma infettivo potrebbe essere un virus a DNA, sia integrato o extra-cromosomico, o potrebbe essere il provirus DNA di un retrovirus. (Tuttavia, questo meccanismo non è stato considerato probabile per le minime quantità di DNA che si è consentito possano essere presenti nei vaccini).“

Si prega di notare che dichiarano che il meccanismo è ritenuto improbabile perché “hanno permesso” minime quantità di DNA.

La FDA conosce dunque da decenni i rischi della possibile mutagenesi che può avvenire utilizzando le linee cellulari embrionali umane e, invece di promuovere studi per la sicurezza, ha regolamentato la quantità di DNA umano che potrebbero essere presenti in un vaccino (NON più di 10ng)3.

Purtroppo, il team della Dr.ssa Deisher ha scoperto che i livelli del DNA fetali andavano ovunque da 142ng a 2000ng per dose, ben oltre il livello ritenuto “sicuro“.
Certamente queste scoperte dovrebbero generare un’indagine immediata della FDA se non un divieto di utilizzare linee di cellule fetali come substrato per la produzione dei vaccini.

Secondo l’istituto farmaceutico e di ricerca della dottoressa Deisher i seguenti 24 vaccini sono prodotti utilizzando cellule da feti abortiti e/o contengono DNA, proteine o detriti cellulari correlati da colture di cellule derivate da feti umani abortiti:
Polio: PolioVax, Pentacel, DT Polio assorbito Quadracel (Sanofi)

Morbillo, parotite, rosolia: Priorix, Erolalix (GlaxoSmithKline)

Varicella: (varicella e herpes zoster) Varilix (GlaxoSmithKline)

Epatite A: Epaxal (Crucell/Berna)

Rabbia: Imovax (Sanofi)
Le implicazioni morali sono ben descritte dal documento della Pontificia Accademia Pro Vita5 in cui si sottolinea come “permane il dovere morale di continuare a lottare e di usare ogni mezzo lecito per rendere difficile la vita alle industrie farmaceutiche che agiscono senza scrupoli etici” e che “Essi (i genitori) dovrebbero invocare, se necessario, l’obiezione di coscienza rispetto all’uso di vaccini prodotti mediante ceppi cellulari di origine fetale umana abortiva. Ugualmente dovrebbero opporsi con ogni mezzo (per iscritto, attraverso le diverse associazioni, i mass media, ecc.) ai vaccini che non hanno ancora alternative senza problemi morali, facendo pressione affinché vengano preparati vaccini alternativi non collegati a un aborto di feto umano e chiedendo un controllo legale rigoroso delle industrie farmaceutiche produttrici.”
Le implicazioni sanitarie, come abbiamo visto possono essere notevoli e gravi ed occorre riflettere seriamente sul rischio che viene fatto correre ai milioni di bimbi, di adulti e di donne in gravidanza che vengono vaccinati quotidianamente con questi vaccini.

Altri utilizzi di feti abortiti nella produzione di vaccini:
– RA273 (utilizzato in vaccini per la rosolia) coinvolge 28 feti abortiti. Ventisette utilizzati per isolare il virus che poi è stato coltivato in WI-38. L’acronimo significa RA273: R = rosolia, A = Abortus, 27 = 27 feto testato, 3 = 3 ° tessuti espiantati. Il 27 Th feto era da una madre di 25 anni esposta alla rosolia. Il feto è stato chirurgicamente abortito a 17 giorni dopo la malattia materna e dissecato immediatamente. Espianti da diversi organi sono stati coltivati e crescita cellulare di successo è stata ottenuta dal polmone, pelle e reni. Si era poi fatta crescere sul WI-38.
– A.C6 (usato per vaccini per l’influenza, influenza aviaria e influenza suina) è stato sviluppato nel 1995 da “culture della retina embrionale” ottenute nel 1985. Questo aborto è stato effettuato in Francia in un feto a 18 settimane di gestazione (i bambini di questa età si possono allungare, sbadigliare, strofinare gli occhi, aprirli e sono prossimi a poter vivere fuori dall’utero). Secondo un centro FDA “la gravidanza era completamente normale” ed è stato effettuato l’aborto “semplicemente perché la donna voleva sbarazzarsi del feto“. I medici volevano un feto sano come questo perché “un bambino non ancora nato con problemi medici o da genitori con problemi medici o con una storia familiare di problemi medici, non sarebbe stato accettabile come fonte di materiale per linee cellulari che dovevano essere sottoposte all’approvazione della regolamentazione” (Fulwiler).
– HEK293 è una linea cellulare derivata da reni embrionali umani. La linea è stata sviluppata dallo scienziato Alex Van der Eb, nei primi anni settanta, nel suo laboratorio presso l’Università di Leida, Olanda. La fonte delle cellule era un feto abortito, sano. Il HEK293 è denominato così perché era il293° esperimento di Frank Graham.

FONTE: www.assis.it 

Reazioni avverse ai vaccini, la testimonianza di alcuni genitori


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10 gennaio 2019

E quando il Virus del Morbillo è un “Mutante di Fuga”?

E quando il Virus del Morbillo è un “Mutante di Fuga”?


Da uno scritto di Christine Flores

Cosa è successo quando l'attenuazione tecnologica del virus del morbillo e le relative campagne vaccinali in tutto il mondo hanno portato a mutazioni e ad un aumento del numero dei genotipi? 


È un dato di fatto che gli studi sull'evoluzione molecolare del MeV (Measles Virus) sono limitati, dal momento che per la genotipizzazione sono disponibili relativamente pochi ceppi MeV dell'era pre-vaccino. 


La maggior parte di queste sequenze più antiche è il genotipo A, che potrebbe essere stato distribuito globalmente negli anni '50, '60 e '70. Il ceppo vaccinale cinese S191, un membro del genotipo A, fu isolato da un bambino nel 1960 a Shanghai. L'isolamento e la genotipizzazione di routine dei MeV di tipo selvatico non sono iniziati su scala globale fino alla metà degli anni '90, dopo la rinascita del morbillo a fine anni '80, e i pochi ceppi pochi isolati di tipo selvatico sono disponibili da qualsiasi parte del mondo prima del 1990. (1)

I ceppi vaccinali del morbillo sono sequenziati dal genotipo A. Il morbillo è un virus relativamente stabile che ha un solo sierotipo, il che significa che i ceppi vaccinali del genotipo A susciteranno una risposta immunitaria nel corpo che copre tutti i genotipi. Attualmente ci sono 24 genotipi circolanti noti, 19 dei quali sono stati rilevati dopo il 1990.

La letteratura scientifica ha alcuni studi interessanti sulle mutazioni del genotipo del morbillo, come la dichiarazione di apertura di questo articolo: "Gli alti tassi di mutazione tipici dei virus RNA spesso generano una struttura unica della popolazione virale costituita da un gran numero di microvarianti genetiche. Nel caso dei patogeni virali, ciò può comportare una rapida evoluzione della resistenza antivirale o dei mutanti di fuga dal vaccino."(2).


Temporal distribution of measles virus genotypes 1951 – 2004. Summary of distribution of MV genotypes from the prevaccine era to 2004.



Come possono sostenere che non ci sono mai stati casi osservati di trasmissione del ceppo vaccinale?
Considerando che "è difficile distinguere i virus di tipo selvatico nel genotipo A dai ceppi vaccinali, questi rapporti devono essere interpretati con cautela poiché alcune sequenze potrebbero essere derivate da casi associati a vaccino o essere il risultato di contaminazione da laboratorio" (3).

Inoltre, come facciamo ade essere certi che il virus del morbillo non sta mutando in diversi genotipi anche durante la produzione di vaccini? Genotipizzano ogni lotto?

Sembra che le cellule usate per propagare il virus abbiano un peso importante nella sua variazione genetica ...

Un'indicazione che il particolare schema di passaggio della coltura tissutale determina la composizione delle modificazioni del genoma può essere visto nei dati della sequenza quando viene esaminato alla luce dei dettagli del lignaggio MV (4)

Si osserverà che i genotipi rilevati aumentano rapidamente parallelamente all’incremento delle campagne di vaccinazione di massa in tutto il mondo, l'immagine nei commenti. (3) (5)

Ciò è dovuto alla maggiore sorveglianza o all'aumento del potenziale di mutazione? Come possiamo sapere che il virus non sta mutando nell'ospite umano dopo l'inoculazione con un vaccino virus vivo attenuato? 
Dopotutto, "molti vaccini vivi attenuano il ritorno alla virulenza attraverso la mutazione precedente di mutazioni attenuanti, mutazioni compensatorie altrove nel genoma, ricombinazione o riassortimento, oppure attraverso dei cambiamenti nella diversità delle quasispecie." (6)

Sappiamo anche che la letteratura scientifica mostra che lo “shedding” (diffusione) virale è una realtà. 
Tuttavia, alcune osservazioni hanno rilevato solo la presenza dell'RNA del morbillo e non il test genotipico del virus attuale. Il che ci porta a chiederci che cos'è allora il genotipo del morbillo. (6)

L'unica cosa chiara da questa indagine è che la questione scientifica non è risolta. In un ambiente in cui più conoscenza porta a più domande, ci troviamo in un processo scientifico in continua evoluzione.

Special thanks to: Christine Flores

Bibliografia:
(1) Evolutionary genetics of genotype H1 measles viruses in China from 1993 to 2012 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4135087/…

(2) Spontaneous Mutation Rate of Measles Virus: Direct Estimation Based on Mutations Conferring Monoclonal Antibody Resistance 

(3) Review of the temporal and geographical distribution of measles virus genotypes in the prevaccine and postvaccine eras https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1318492/

(4) Comparison of Predicted Amino Acid Sequences of Measles Virus Strains in the Edmonston Vaccine Lineage https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC113987/…

(5) MEASLES VIRUS GENOTYPES - Victorian Infectious Diseases Reference Laboratory http://www.vidrl.org.au/…/measles-…/measles-virus-genotypes/

(6) The double-edged sword: How evolution can make or break a live-attenuated virus vaccine https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3314307/

(7) Detection of measles virus RNA in urine specimens from vaccine recipients. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7494055

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E quando il Virus del Morbillo è un “Mutante di Fuga”?

E quando il Virus del Morbillo è un “Mutante di Fuga”?


Da uno scritto di Christine Flores

Cosa è successo quando l'attenuazione tecnologica del virus del morbillo e le relative campagne vaccinali in tutto il mondo hanno portato a mutazioni e ad un aumento del numero dei genotipi? 


È un dato di fatto che gli studi sull'evoluzione molecolare del MeV (Measles Virus) sono limitati, dal momento che per la genotipizzazione sono disponibili relativamente pochi ceppi MeV dell'era pre-vaccino. 


La maggior parte di queste sequenze più antiche è il genotipo A, che potrebbe essere stato distribuito globalmente negli anni '50, '60 e '70. Il ceppo vaccinale cinese S191, un membro del genotipo A, fu isolato da un bambino nel 1960 a Shanghai. L'isolamento e la genotipizzazione di routine dei MeV di tipo selvatico non sono iniziati su scala globale fino alla metà degli anni '90, dopo la rinascita del morbillo a fine anni '80, e i pochi ceppi pochi isolati di tipo selvatico sono disponibili da qualsiasi parte del mondo prima del 1990. (1)

I ceppi vaccinali del morbillo sono sequenziati dal genotipo A. Il morbillo è un virus relativamente stabile che ha un solo sierotipo, il che significa che i ceppi vaccinali del genotipo A susciteranno una risposta immunitaria nel corpo che copre tutti i genotipi. Attualmente ci sono 24 genotipi circolanti noti, 19 dei quali sono stati rilevati dopo il 1990.

La letteratura scientifica ha alcuni studi interessanti sulle mutazioni del genotipo del morbillo, come la dichiarazione di apertura di questo articolo: "Gli alti tassi di mutazione tipici dei virus RNA spesso generano una struttura unica della popolazione virale costituita da un gran numero di microvarianti genetiche. Nel caso dei patogeni virali, ciò può comportare una rapida evoluzione della resistenza antivirale o dei mutanti di fuga dal vaccino."(2).


Temporal distribution of measles virus genotypes 1951 – 2004. Summary of distribution of MV genotypes from the prevaccine era to 2004.



Come possono sostenere che non ci sono mai stati casi osservati di trasmissione del ceppo vaccinale?
 
Considerando che "è difficile distinguere i virus di tipo selvatico nel genotipo A dai ceppi vaccinali, questi rapporti devono essere interpretati con cautela poiché alcune sequenze potrebbero essere derivate da casi associati a vaccino o essere il risultato di contaminazione da laboratorio" (3).

Inoltre, come facciamo ade essere certi che il virus del morbillo non sta mutando in diversi genotipi anche durante la produzione di vaccini? Genotipizzano ogni lotto?

Sembra che le cellule usate per propagare il virus abbiano un peso importante nella sua variazione genetica ...

Un'indicazione che il particolare schema di passaggio della coltura tissutale determina la composizione delle modificazioni del genoma può essere visto nei dati della sequenza quando viene esaminato alla luce dei dettagli del lignaggio MV (4)

Si osserverà che i genotipi rilevati aumentano rapidamente parallelamente all’incremento delle campagne di vaccinazione di massa in tutto il mondo, l'immagine nei commenti. (3) (5)

Ciò è dovuto alla maggiore sorveglianza o all'aumento del potenziale di mutazione? Come possiamo sapere che il virus non sta mutando nell'ospite umano dopo l'inoculazione con un vaccino virus vivo attenuato? 
Dopotutto, "molti vaccini vivi attenuano il ritorno alla virulenza attraverso la mutazione precedente di mutazioni attenuanti, mutazioni compensatorie altrove nel genoma, ricombinazione o riassortimento, oppure attraverso dei cambiamenti nella diversità delle quasispecie." (6)

Sappiamo anche che la letteratura scientifica mostra che lo “shedding” (diffusione) virale è una realtà. 
Tuttavia, alcune osservazioni hanno rilevato solo la presenza dell'RNA del morbillo e non il test genotipico del virus attuale. Il che ci porta a chiederci che cos'è allora il genotipo del morbillo. (6)

L'unica cosa chiara da questa indagine è che la questione scientifica non è risolta. In un ambiente in cui più conoscenza porta a più domande, ci troviamo in un processo scientifico in continua evoluzione.

Special thanks to: Christine Flores

Bibliografia:
(1) Evolutionary genetics of genotype H1 measles viruses in China from 1993 to 2012 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4135087/…

(2) Spontaneous Mutation Rate of Measles Virus: Direct Estimation Based on Mutations Conferring Monoclonal Antibody Resistance 

(3) Review of the temporal and geographical distribution of measles virus genotypes in the prevaccine and postvaccine eras https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1318492/

(4) Comparison of Predicted Amino Acid Sequences of Measles Virus Strains in the Edmonston Vaccine Lineage https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC113987/…

(5) MEASLES VIRUS GENOTYPES - Victorian Infectious Diseases Reference Laboratory http://www.vidrl.org.au/…/measles-…/measles-virus-genotypes/

(6) The double-edged sword: How evolution can make or break a live-attenuated virus vaccine https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3314307/

(7) Detection of measles virus RNA in urine specimens from vaccine recipients. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7494055

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07 maggio 2018

Studio conferma che il DNA umano assorbe gli alimenti OGM



Gli scienziati hanno scoperto che l'assunzione di alimenti OGM fa sì che i geni del cibo entrino nel flusso sanguigno e vengano assorbiti nel nostro DNA. 
Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com
tratto da: yournewswire.com
Secondo uno studio pubblicato nella Public Library of Science (PLOS), i geni di alimenti geneticamente modificati sono stati trovati in frammenti di DNA prelevati da 1.000 campioni umani.
Rapporti Healthy-holistic-living.com : questi geni sono stati in grado di evitare la degradazione, un processo che il sistema di digestione subisce per abbattere proteine ​​e DNA. 
Infatti, uno dei campioni di sangue mostrava una maggiore concentrazione di DNA vegetale rispetto al DNA umano, il che è abbastanza allarmante per il corpo umano.
Potresti chiedere: "quale pericolo queste informazioni pongono sul mio corpo?" Beh, è ​​importante darti una breve comprensione degli alimenti geneticamente modificati e di quali effetti possono avere sul tuo corpo.
Pericoli di alimenti geneticamente modificati
Probabilmente hai già sentito l'acronimo GMO in passato e potresti persino aver trovato etichette alimentari con "non OGM" stampate sull'etichetta frontale. Molti prodotti alimentari contengono questa informazione specifica perché gli OGM sono una delle maggiori preoccupazioni quando si tratta della nostra salute ed ecco perché.


L'OGM è sinonimo di organismi geneticamente modificati. 
Sono organismi (cioè piante, animali o microrganismi) in cui il loro DNA viene manipolato attraverso metodi di ricombinazione artificiale e incroci. 
Il processo di modifica genetica degli alimenti (alimenti OGM) ha lo scopo di portare vantaggi percepiti ai produttori e ai consumatori di questi alimenti.
Gli OGM hanno la capacità di sviluppare tratti come la resistenza e la durata delle mele. 
Ciò che significa per i produttori è che sono più propensi a proteggere le loro colture usando organismi geneticamente modificati che resistono alle malattie delle piante, e questo a sua volta significa livelli più alti di produzione. 
Per quanto riguarda i consumatori, i prodotti hanno prezzi più bassi, e ci sono affermazioni di valore nutrizionale aggiunto, sebbene molti ricercatori elemosinino le differenze. 
Il progetto non OGM afferma: 
"Nonostante le promesse del settore biotecnologico, non vi è alcuna prova che nessuno degli OGM attualmente sul mercato offra un aumento di rendimento, tolleranza alla siccità, nutrizione migliorata o qualsiasi altro beneficio per il consumatore".
Gli OGM devono essere rivelati sulle etichette degli alimenti in molti paesi
Può essere ingannevole pensare che sia giusto consumare cibi che contengono OGM, soprattutto perché i loro prezzi sono molto più bassi rispetto agli alimenti non OGM e non sono vietati nell'industria alimentare. 
Ma attenzione, non tutto nel mercato alimentare fa bene a voi e gli alimenti geneticamente modificati, in particolare, possono comportare rischi per la vostra salute.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il trasferimento genico e il movimento di geni da piante geneticamente modificate in colture convenzionali o specie affini possono avere un effetto sulla sicurezza alimentare e sulla sicurezza alimentare.


Citazione:
"Questo rischio è reale, come è stato dimostrato quando tracce di tipo mais che sono state approvate solo per l'uso nei mangimi, sono apparse nei prodotti a base di mais dal consumo umano negli Stati Uniti."
Attualmente, 64 paesi in tutto il mondo, tra cui l'Australia, il Giappone e tutti i paesi dell'Unione Europea, richiedono l'etichettatura di alimenti geneticamente modificati. 
Lo stesso non si può dire per gli Stati Uniti e il Canada, anche se un sondaggio della ABC News del 2015 ha rilevato che il 93% degli americani ritiene che gli alimenti geneticamente modificati debbano essere etichettati.
Per quanto riguarda il resto del mondo, ci sono 300 regioni con divieti definitivi di OGM in crescita.
Il genetista, David Suzuki esprime le sue preoccupazioni riguardo agli OGM
Il genetista David Suzuki esprime la sua preoccupazione per il fatto che gli esseri umani sono solo parte di un "massiccio esperimento genetico" nel corso di molti anni, poiché migliaia di persone continuano a consumare OGM. 
Ha anche usato un'analogia per spiegare ulteriormente il processo artificiale di modificazione genetica e che i suoi effetti drastici vanno oltre la comprensione corrente.
Ha detto: 
"Una piccola mutazione in un essere umano può determinare tanto, il punto è che quando muovi un gene, un gene, un piccolo gene da un organismo in uno diverso, cambi completamente il suo contesto. Non c'è modo di prevedere come si comporterà e quale sarà il risultato."
 Continua: 
"Pensiamo di progettare queste forme di vita, ma è come portare l'orchestra di Toronto preparata a suonare una sinfonia di Beethoven, e poi prendere dei tamburini casuali da qui, e accenderli con la Toronto Symphony, e tu dici, Suona la musica! Ciò che uscirà sarà qualcosa di molto diverso. "
"I pubblicitari dicono che dietro gli OGM c'è una buona intenzione, ma il fatto è che tutto questo è guidato dal denaro ".
La preoccupazione di Suzuki è solo una delle tante per quanto riguarda gli OGM. 
La verità è che la sicurezza degli OGM è sconosciuta, e una ricerca rigorosa è ulteriormente necessaria per dimostrare che ci sono benefici per la salute legati agli OGM. Di conseguenza, le persone scelgono sempre più di prendere in mano la situazione scegliendo di acquistare prodotti alimentari che non contengono OGM.
Conclusione
Se sei stato ignaro dei pericoli degli OGM, è ora di prestare attenzione a cosa c'è nel tuo cibo e a come è fatto. Se possibile, sforzati di mangiare cibi non OGM per proteggere la tua salute.
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