Visualizzazione post con etichetta Fact Checkers. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fact Checkers. Mostra tutti i post

19 dicembre 2025

L'INQUISIZIONE DIGITALE: Il pericolo dei Fact-Checkers e la soppressione della verità

IL PERICOLO DEI FACT CHECKERS




Redazione

In un mondo che si professa libero, sta nascendo una nuova forma di dittatura che non usa le armi, ma gli algoritmi. Parliamo dei cosiddetti "Fact-Checkers", i nuovi tribunali della verità che, specialmente su piattaforme come Facebook, operano sistematicamente per silenziare le voci fuori dal coro e le inchieste indipendenti.

Il braccio armato del business

Sotto la maschera del "combattere le fake news", si nasconde una realtà molto più inquietante. I fact-checkers agiscono spesso come veri e propri custodi del profitto aziendale. Quando un’inchiesta coraggiosa prova ad avvisare la popolazione su pericoli reali per la salute o l'ambiente — pericoli nati spesso solo per alimentare il fatturato di multinazionali e aziende senza scrupoli — ecco che scatta la scure della censura.

Bloccare un avviso su un potenziale pericolo pubblico non è "moderazione": è un atto criminale. Sopprimere informazioni vitali per il popolo significa rendersi complici di un sistema che mette il denaro davanti alla vita umana.

Una rete globale di controllo

A livello mondiale, i fact-checkers rappresentano oggi uno dei pericoli più grandi per la democrazia. Hanno il potere di decidere cosa puoi leggere, cosa puoi condividere e, in ultima analisi, cosa devi pensare. In Italia, questo fenomeno ha raggiunto livelli insostenibili, con metodi che ricordano pratiche mafiose volte a intimidire chiunque provi a fare informazione libera.

Il risveglio non si può fermare

Ma c'è una verità che questi "architetti del consenso" dimenticano sempre: il popolo non dormirà per sempre. Quando la massa arriverà a capire che la censura non serviva a proteggerla dalle menzogne, ma a tenerla all'oscuro della verità per scopi di controllo e business, non ci sarà posto dove questi manipolatori potranno nascondersi.

È ora di squarciare il velo della propaganda. È ora di far sapere al mondo intero come operano queste organizzazioni in Italia, documentando ogni inchiesta bloccata e ogni voce soffocata. La resistenza informativa è l'unica via per la giustizia.


Sostieni le nostre ricerche indipendenti:

Dona Ora

28 febbraio 2024

Quando i "Fact Checkers" di "Open" Coprono le Notizie Piuttosto che Smentirle: Un'Analisi Critica



Nel mondo travolgente dei media e delle informazioni, ci sono fenomeni sottili ma potenzialmente dannosi che possono influenzare la percezione pubblica delle notizie: i "Fact Chechers" che non smentiscono le informazioni, ma le coprono.

I giullari di corte di Enrico Mentana nell'opera di disinformazione in Italia sono: David Puente,
Juanne Pili, Ludovica Di Ridolfi e Antonio Di Noto. Collaborano o hanno collaborato al bel loro bel progetto: Giada Giorgi, Maria Pia Mazza, Valerio Berra.


Di Antonino Gallo

Questi "Fact checkers", che potrebbero essere definiti come vaghi o ambigui, spesso offuscano la chiarezza e la verità anziché chiarire e confermare i fatti. È essenziale esaminare questo fenomeno e comprendere le sue implicazioni per il nostro panorama mediatico e sociale.

L'Opacità dei "Fact Checkers"

Quando leggiamo o ascoltiamo le notizie, ci aspettiamo una certa chiarezza e precisione. Tuttavia, troppo spesso ci imbattiamo in frasi come "si dice che", "pare che", o "secondo fonti anonime". Questi "Fact Checkers" non smentiscono direttamente le informazioni riportate, ma ne offuscano la veridicità. Invece di confermare o smentire con fatti concreti, introducono un alone di incertezza che può minare la fiducia del pubblico. Basta vedere le loro belle smentite che alle volte si basano soltanto su una foto di repertorio, come l'articolino stupido di Antonio Di Noto , per non parlare di altri sui vaccini contaminati, dove questi 4 buzzurri con stupidità che non stanno ne in cielo e ne in terra cercherebbero di smentire persino delle ricerche scientifiche, come se loro fossero scienziati e investirebbero la loro vita in ricerche scientifiche e biologiche come gli scienziati che cercherebbero di smentire. Semplicemente ridicoli.

L'Effetto Ambiguo

L'ambiguità dei "Fact Checkers" può avere effetti devastanti sull'opinione pubblica. Quando le notizie sono presentate con espressioni incerte o indeterminate, i lettori o gli spettatori possono essere portati a interpretare le informazioni in modi diversi, a seconda delle loro convinzioni preesistenti. Questo fenomeno alimenta l'incertezza e il disaccordo anziché promuovere una comprensione condivisa dei fatti.

L'Impatto sulla Democrazia e sull'Informazione

In una società democratica, l'accesso a informazioni accurate e trasparenti è fondamentale per il funzionamento del processo decisionale. Tuttavia, quando i "Fact Checkers" dominano il discorso pubblico, la democrazia è minacciata. Se le notizie sono costantemente velate da ambiguità e incertezza, i cittadini possono lottare per prendere decisioni informate, e i principi democratici di responsabilità e responsabilità possono essere compromessi.

La Responsabilità dei Media e dei Giornalisti

I media e i giornalisti hanno il compito cruciale di presentare le notizie in modo chiaro, accurato e trasparente. Questo richiede un impegno costante per la ricerca della verità e la presentazione di fatti verificati. Evitare l'uso eccessivo di "cosi" ambigui è essenziale per mantenere l'integrità del giornalismo e preservare la fiducia del pubblico.

Promuovere la Trasparenza e la Chiarezza

Per contrastare l'effetto dei "Fact Checkers" che coprono le notizie, è necessario promuovere la trasparenza e la chiarezza nelle comunicazioni. I giornalisti dovrebbero evitare l'uso di fonti anonime quando possibile e cercare sempre di confermare le informazioni con fonti affidabili e verificate. Inoltre, devono impegnarsi a fornire contesto e chiarezza nel modo in cui le notizie sono presentate al pubblico.

Conclusioni

I "Fact Checkers" che non smentiscono le notizie ma le coprono rappresentano una sfida significativa per il nostro panorama mediatico e sociale. Questi vaghi e ambigui termini possono minare la fiducia nel giornalismo e compromettere il processo decisionale democratico. È essenziale che giornalisti, media e cittadini lavorino insieme per promuovere la trasparenza, la chiarezza e la responsabilità nelle informazioni che consumiamo e condividiamo. Solo così possiamo proteggere l'integrità del nostro dibattito pubblico e preservare la salute della nostra democrazia.

Sostieni le nostre ricerche indipendenti:

Dona Ora