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01 aprile 2026

COVID-19, Silvana De Mari e il "Fact-Checking" di Juanne Pili: Perché la narrazione di Open è scientificamente fallace

 

COVID-19, Silvana De Mari e il "Fact-Checking" di Juanne Pili: Perché la narrazione di Open è scientificamente fallace

Introduzione: Il limite del "metodo Open"

L'articolo a firma di Juanne Pili, pubblicato su Open.online il 6 luglio 2022, pretende di "smontare" le indicazioni della Dott.ssa Silvana De Mari sulla gestione biochimica post-vaccino. Tuttavia, un’analisi dei dati rivela che il sedicente "fact-checking" di Pili non è altro che un esercizio di approssimazione che ignora deliberatamente evidenze cliniche pubblicate su riviste internazionali con peer review. Liquidare la biochimica come "bufala" non è informazione: è oscurantismo.


1. La persistenza della Proteina Spike: I dati di Harvard smentiscono Pili

L'illusione di Pili: Il fact-checker sostiene dogmaticamente che "non c’è niente da eliminare" perché i componenti del vaccino degraderebbero quasi istantaneamente. La batosta tecnica: La tesi di Pili è smentita dai fatti. La proteina Spike non scompare, ma persiste nel plasma per settimane.

  • Riferimento: Ogata, A. F., et al. (2022). "Circulating SARS-CoV-2 Vaccine Antigen Detected in the Plasma of mRNA-1273 Vaccine Recipients", Clinical Infectious Diseases (Oxford University Press).

  • L’affondo: Lo studio ha rilevato la Spike libera nel plasma di 11 soggetti su 13 fino a 15 giorni dopo l’inoculo. Sostenere che non ci sia nulla da gestire biochimicamente significa negare la letteratura di Harvard per difendere un pregiudizio editoriale.

2. NAC: Ridurre la biochimica a "sciroppo per la tosse" è un errore da dilettanti

L'illusione di Pili: Liquida la N-Acetilcisteina (NAC) come un banale "farmaco per la tosse". La batosta tecnica: Ridurre la NAC a un mucolitico tradisce una ignoranza profonda della farmacologia clinica. La NAC è il precursore del Glutatione (GSH), il guardiano supremo contro lo stress ossidativo.

  • Riferimenti: 1. Poe, F. L., & Corn, J. (2020). Frontiers in Medicine. 2. Varikasuvu, S. R., et al. (2025). CoViNAC study, PubMed.

  • L’affondo: Meta-analisi recenti (GRADE compliant) confermano che la NAC migliora gli esiti clinici e inibisce la replicazione virale. Definire "bufala" il suo impiego post-vaccinale significa calpestare decenni di scienza per fare del banale sarcasmo da tastiera.

3. Vitamine D e C: Quando il fact-checking diventa antiscientismo

L'illusione di Pili: Sostiene che l’integrazione vitaminica sia "irrilevante" nella risposta immunitaria. La batosta tecnica: Esiste una mole di studi che Open sceglie di ignorare per non disturbare la propria narrazione.

  • Sulla Vitamina D: * Bassatne, A., et al. (2021), International Immunopharmacology: La Vitamina D potenzia l'immunità innata.

  • Sulla Vitamina C: * Chiscano-Camón, L., et al. (2023), Frontiers in Medicine: L’86% dei pazienti critici ha livelli di Vitamina C non rilevabili.

  • L’affondo: La Vitamina D è un ormone immunomodulatore, non un "optional". Sminuirne il ruolo significa trascurare un supporto terapeutico validato e sicuro. Chi è il vero "complottista": chi cita il BMJ o chi lo ignora?

4. Il concetto di "Detox": L'omeostasi non è un’opinione

Mentre Pili si perde in sterili battaglie semantiche sul termine "disintossicazione", la medicina funzionale lavora sull'omeostasi.

  • Riferimento: Labarrere, C. A., et al. (2022). "Glutathione deficiency in the pathogenesis of SARS-CoV-2...", Frontiers in Microbiology.

  • L’affondo: Lo studio evidenzia che la carenza di glutatione è la chiave della patogenesi grave. Supportare le vie di eliminazione epatica durante la produzione di una proteina estranea è buon senso clinico. Negarlo è accanimento ideologico.


La deriva di Open

L’approccio della testata di Franco Bechis e di Juanne Pili trasforma il fact-checking in una forma di polizia del pensiero scientifico. La scienza non è un dogma statico da difendere con i "bollini rossi", ma un processo dinamico di supporto alla fisiologia umana.

Invitiamo la redazione di Open a una rettifica immediata che tenga conto delle evidenze bibliografiche qui presentate, onde evitare di passare alla storia non come cercatori di verità, ma come semplici censori della biochimica applicata.

Salvatore Calleri Ufficio Stampa

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09 gennaio 2026

David (Sotto Un) Puente: Se il Fact-Checking ignora la Sicurezza Pediatrica

David Puente (Vice Direttore di Open) sui 10 decessi pediatrici


Può un'etichetta di "falso" o "fuorviante" nascondere una realtà documentata dai database ufficiali? Nel recente intervento di David Puente (Vice Direttore di Open) sui 10 decessi pediatrici segnalati in una nota interna della FDA, il confine tra informazione e difesa d'ufficio delle istituzioni sembra essersi assottigliato pericolosamente.

Le falle del "Metodo Puente"

Mentre il fact-checking ufficiale si limita a rassicurare il pubblico, un'analisi tecnica dei documenti rivela tre criticità sistematiche:

  • L'illusione della Causalità: Liquidare un segnale di sicurezza solo perché non è ancora una "sentenza definitiva" viola il principio di precauzione fondamentale in medicina.

  • Il buio sulla Sottosegnalazione: Ignorare che i sistemi di farmacovigilanza passiva intercettano solo una minima frazione degli eventi reali significa offrire una visione distorta della realtà statistica.

  • Giornalismo o Portavoce? Quando un fact-checker si limita a riportare le veline delle agenzie regolatorie senza metterne in dubbio i criteri, smette di indagare per conto dei cittadini.

La sicurezza dei più piccoli non può essere gestita con semplificazioni narrative. È necessario andare oltre la superficie e analizzare i dati grezzi che le agenzie avrebbero preferito mantenere interni.

👇 Scopri l'analisi completa e i documenti nell'inchiesta integrale: https://www.vivereinmodonaturale.com/2026/01/inchiesta-il-metodo-puente-e-i-decessi.html

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21 dicembre 2025

FACT-CHECKERS: L'Invisibile Conflitto d'Interesse che Censura la Verità

 
Inchiesta sulla Deriva del Controllo Informativo Globale


Inchiesta sulla Deriva del Controllo Informativo Globale


Di Salvatore Calleri

Il fenomeno dei Fact-Checkers è passato rapidamente da presunto strumento di "igiene informativa" a una vera e propria scure censoria gestita da entità private. Ma chi sono davvero questi "giudici della verità" che decidono cosa il popolo può o non può leggere? Un’analisi rigorosa rivela una rete di legami economici e finanziamenti occulti che mettono a rischio non solo la libertà di stampa, ma la sicurezza stessa dei cittadini.

Il Paradosso dei Fact-Checkers: Arbitri Pagati dai Giocatori

La più grande criticità risiede nella natura economica di queste organizzazioni. Molte agenzie di fact-checking, incluse quelle italiane come Open, operano all'interno di circuiti internazionali (come l'IFCN) che ricevono finanziamenti diretti dai colossi della Silicon Valley e da fondazioni private con interessi miliardari nei settori della bio-tecnologia e delle telecomunicazioni.

  • Il conflitto è strutturale: Se un'inchiesta indipendente solleva dubbi sui rischi del 5G o sugli effetti avversi di nuovi trattamenti sanitari, i fact-checkers intervengono sistematicamente per bollarla come "falsa".

  • Chi proteggono? Il sospetto, suffragato dai flussi di denaro, è che la loro missione non sia la caccia alle bufale, ma la protezione del fatturato dei loro stessi finanziatori (Big Tech e Big Pharma).

La Scure dei "Controllori" e il Pericolo per la Salute

Quando un Fact-Checker oscura un avviso riguardante la salute pubblica o un rischio ambientale, non sta facendo "informazione": sta esercitando un sequestro preventivo della conoscenza. Questo meccanismo impedisce al popolo di valutare i rischi reali, creando una falsa percezione di sicurezza che può rivelarsi fatale. La verità viene così sacrificata sull'altare del profitto aziendale, trasformando il giornalismo di inchiesta in un nemico pubblico da abbattere.

Riprendersi il Diritto al Dubbio

La democrazia muore dove finisce il diritto di porre domande. Non possiamo permettere che entrate private con palesi conflitti d'interesse si approprino della "Verità". È necessario smascherare i finanziatori dietro queste sigle e restituire ai cittadini la capacità di esercitare il pensiero critico, unico vero antidoto alla manipolazione di massa.

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19 dicembre 2025

L'INQUISIZIONE DIGITALE: Il pericolo dei Fact-Checkers e la soppressione della verità

IL PERICOLO DEI FACT CHECKERS




Redazione

In un mondo che si professa libero, sta nascendo una nuova forma di dittatura che non usa le armi, ma gli algoritmi. Parliamo dei cosiddetti "Fact-Checkers", i nuovi tribunali della verità che, specialmente su piattaforme come Facebook, operano sistematicamente per silenziare le voci fuori dal coro e le inchieste indipendenti.

Il braccio armato del business

Sotto la maschera del "combattere le fake news", si nasconde una realtà molto più inquietante. I fact-checkers agiscono spesso come veri e propri custodi del profitto aziendale. Quando un’inchiesta coraggiosa prova ad avvisare la popolazione su pericoli reali per la salute o l'ambiente — pericoli nati spesso solo per alimentare il fatturato di multinazionali e aziende senza scrupoli — ecco che scatta la scure della censura.

Bloccare un avviso su un potenziale pericolo pubblico non è "moderazione": è un atto criminale. Sopprimere informazioni vitali per il popolo significa rendersi complici di un sistema che mette il denaro davanti alla vita umana.

Una rete globale di controllo

A livello mondiale, i fact-checkers rappresentano oggi uno dei pericoli più grandi per la democrazia. Hanno il potere di decidere cosa puoi leggere, cosa puoi condividere e, in ultima analisi, cosa devi pensare. In Italia, questo fenomeno ha raggiunto livelli insostenibili, con metodi che ricordano pratiche mafiose volte a intimidire chiunque provi a fare informazione libera.

Il risveglio non si può fermare

Ma c'è una verità che questi "architetti del consenso" dimenticano sempre: il popolo non dormirà per sempre. Quando la massa arriverà a capire che la censura non serviva a proteggerla dalle menzogne, ma a tenerla all'oscuro della verità per scopi di controllo e business, non ci sarà posto dove questi manipolatori potranno nascondersi.

È ora di squarciare il velo della propaganda. È ora di far sapere al mondo intero come operano queste organizzazioni in Italia, documentando ogni inchiesta bloccata e ogni voce soffocata. La resistenza informativa è l'unica via per la giustizia.


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