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22 settembre 2018

Uranio e vaccini, 7.000 i militari malati (più 1000 già morti)


 

Linfomi e leucemie: è salito a 7.000 il numero dei militari italiani colpiti da tumori e patologie degenerative, mentre i soldati già morti sono diventati un migliaio, nel 2017.

Una strage silenziosa, che colpisce le nostre forze armate: sono 570 i soli marinai colpiti da mesotelioma pleurico, il cancro provocato dal contatto con l’amianto, mentre a trasformare un ragazzo nel fiore degli anni in un malato grave, spesso terminale, sono l’uranio impoverito e altri materiali letali presenti negli armamenti (e nei poligoni di addestramento) insieme alla somministrazione approssimativa di troppi vaccini, spesso inoculati senza adeguate precauzioni. 
Lo afferma Ivan Catalano, vicepresidente della commissione difesa guidata da Gian Pietro Scanu, protagonista a febbraio di una clamorosa denuncia ampiamente silenziata dai media: il clima della campagna elettorale ha “imposto” il quasi-silenzio sul dramma dei militari italiani, a maggior ragione (dopo il decreto Lorenzin) su quelli colpiti da patologie che la commissione non esclude siano correlate con la somministrazione inappropriata dei vaccini. Risultato: migliaia di militari nei guai, insieme alle loro famiglie. «All’angoscia per la salute del congiunto si somma la sua solitudine di fronte allo Stato, che rifiuta di riconoscere il problema: così, ai soldati ammalatisi “per cause di servizio” non viene assicurato il trattamento cui avrebbero pieno diritto, anche in termini previdenziali».
Inutili le pressioni esercitate sul ministro della difesa Roberta Pinotti, a cui la commissione ha chiesto di fermare l’azione della potentissima avvocatura dello Stato: «Comprensibile che gli avvocati governativi (che dispongono di un budget Ivan Catalanoillimitato) trovino ogni mezzo per evitare esborsi, ma non è giusto che un militare colpito da malattie “professionali” così gravi non venga riconosciuto come vittima da tutelare e risarcire», afferma Catalano, in un incontro pubblico promosso a Torino dal Movimento Roosevelt. «Abbiamo vagliato casi-limite particolarmente eloquenti: sono stati bollati come “renitenti” anche quei giovani ammalatisi improvvisamente, ragazzi che in pochi mesi hanno perso 20-30 chili di peso». Sono in gioco diritti fondamentali, «ed è assurdo che i nostri militari siano considerati cittadini di serie B». Nel settore difesa non esiste terzietà né possibilità di contraddittorio, sono militari anche i sanitari e le commissioni preposte a vagliare i singoli casi. «Chiediamo invece che, ai soldati, i vaccini vengano somministrati dalle autorità sanitarie civili: solo per i carabinieri – afferma Catalano – abbiamo verificato che le vaccinazioni sono correttamente tracciate, mentre nelle altre forze armate non è sempre possibile risalire alla storia vaccinale di ogni militare, col rischio (non infrequente) che allo stesso soggetto vengano inoculate più volte le medesime vaccinazioni, spesso senza precauzioni e magari alla vigilia di missioni all’estero, senza cioè il tempo materiale di verificarne le eventuali reazioni avverse, sul piano della salute».
Proteggere i nostri militari: un impegno per il quale Catalano (eletto nei 5 Stelle, poi passato al gruppo misto) si è battuto come un leone, insieme ai colleghi della commissione difesa: «Tutto inutile, però: non siamo riusciti a ottenere un’apposita legge, né a far inserire nell’ultima finanziaria l’emendamento su “tutela assistenziale, previdenziale e sicurezza sul lavoro del personale militare”». Obiettivo: estendere anche ai soldati e alle forze di polizia le norme “salvavita” (infortuni sul lavoro e malattie professionali) che tutelano i lavoratori civili. «Un militare in missione sa perfettamente di essere in pericolo: fa parte del gioco, a patto che la minaccia provenga da un agente ostile, da un terrorista. Non è accettabile che soldati, avieri e marinai italiani rischino di veder pregiudicata per sempre la loro salute, a vent’anni, dal contatto improprio con armamenti “sporchi” o da vaccinazioni somministrate in modo inadeguato». In 8 casi su 10, poi, per andare incontro a rischi mortali non c’è bisogno di partire per l’Afghanistan: il “fuoco amico” è nettamente più pericoloso delle pallottole dei Talebani. E’ notoriamente scandaloso l’inquinamento permanente di poligoni di artiglieria come quelli del Salto di Quirra e di Capo Teulada in Sardegna. I soldati operano su terreni non bonificati, sui quali cadono migliaia di missili. «Il Movimento Roosevelt nasce per tutelare iPatrizia Scanu diritti dell’uomo», ricorda Patrizia Scanu: «Tra questi, rientrano certamente anche quelli dei nostri militari, non adeguatamente riconosciuti, nonostante l’enorme lavoro di Ivan Calatano e degli altri parlamentari della commissione difesa».
Un impegno che il Movimento Roosevelt provvederà a ricordare al nuovo Parlamento: «L’Italia deve assolutamente cambiare atteggiamento e tutelare nel modo migliore i suoi militari». Ma ad essere in pericolo non sono solo i soldati, sottolineano Patrizia Scanu e Ivan Catalano, perché i vaccini destinati ai militari sono identici a quelli somministrati ai bambini: «E quindi gli effetti di immunosoppressione, iperimmunizzazione, stress ossidativo al Dna e autoimmunità valgono per tutti, anche per i bambini, qualora non vengano rispettate le raccomandazioni che derivano dai risultati del progetto Signum». Ovvero: non più di 5 vaccini, da somministrare «in assenza di grave stress psico-fisico o di patologia al momento delle vaccinazioni». Procedure cautelative rigorose, che imporrebbero «esami pre-vaccinali e post-vaccinali, controllo dei contaminanti nei vaccini e rispetto delle precauzioni d’uso», peraltro segnalate dalle stesse case farmaceutiche. La commissione difesa ha concluso che non si può escludere il nesso causale fra vaccini e gravi patologie. «Questa conclusione – ribadiscono Scanu e Catalano – mette in guardia dalla facile negazione di ogni effetto avverso delle vaccinazioni».
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24 ottobre 2017

Roberto S-Burioni: “Da Mattarella parole chiare e coraggiose in difesa della scienza.” Ma dice davvero???

Roberto Burioni

"Oh professore" Roberto S-Burioni non perde tempo nella sua "opera missionaria" nell'aiuto della campagna promozionale dei vaccini del decreto della Lorenzin per elogiare anche l'altro complice della sponsorizzazione criminale Sergio Mattarella, che ha un passato molto scandaloso già da quando era ministro della difesa.
Ma evidentemente questi signori personaggi soffrono di memoria corta, anche oh professore S-Burioni sarà vittima di qualche forma di demenza senile, visti gli anni, o i troppi libri ammazzettati, lo avranno certamente ubriacato facendogli perdere il lume della ragione. (ammesso che lo abbia mai avuto)




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Vaccini: La sponsorizzazione di vaccini pericolosi arriva fino al presidente Sergio Mattarella che si rende complice di altri crimini! (Certa gente ha proprio la faccia di bronzo!)

Nella foto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella



Il presidente Sergio Mattarella nuovamente si cimenta a sponsorizzare i vaccini con una sicurezza inimmaginabile (come se li fabbricasse lui) si, a sponsorizzare i vaccini adesso non sono solo i medici (corrotti) ma anche il presidenti della repubblica che non ha nessun titolo per farlo, e si arroga comunque a farlo!

Con la faccia di bronzo costui ha anche firmato il decreto che estende da 4 a 12 le vaccinazioni obbligatorie, come se non esistesse l'accumulo e lo stress ossidativo o qualsiasi reazione avversa, secondo loro l'America ci sta vendendo acqua pura!
Il giochetto è stato facile, hanno ingigantito i casi di normale morbillo prima enfatizzando questo semplice caso di infiammazione intestinale che avviene in modo naturale nei cambi di stagione come se fosse una peste bubbonica... poi falsificando come minimo del triplo i dati del morbillo, e da lì l'epidemia scatta, cosi da attuare l'articolo 77 della costituzione italiana (costituzione che validano solo quando gli interessi sono i loro) cosi da far emanare il decreto "in casi straordinari di necessità e urgenza".
La faccia della Boschi era tutto un dire! 
Ricordiamo che è un attimo Mattarella, da li la definizione di (faccia di bronzo) il Mattarella fu quello che assicurò quando ancora era ministro della difesa nel 2000 e nel 2001 fin dall'entrata  dei nostri militari in Kosovo (giugno 1999) che si erano adottate "misure di sicurezza adeguate" contro l'uranio impoverito delineando tra l'altro le aree di inquinamento dichiarando che quelle aree erano al di sotto dei limiti di sicurezza, ebbene, nel maggio del 1995 la corte d'appello di Roma ha condannato il ministero della difesa a risarcire con 1 milione e trecento mila euro i familiari di un ragazzo che si era ammalò e che morì  dopo una missione in Kosovo a cavallo tra il 2002 e il 2003, quindi dopo tutte le rassicurazioni della faccio di bronzo (per non essere volgare) di Mattarella.
La morale è che sia i ministeri che gli apparati militari sapevano dei pericoli che in cui si esponevano i militari,ma hanno taciuto, non gli hanno avvisati, successivamente nel 2016 il ministero della difesa venne condannato nuovamente, e la corte ribadì sia la certezza della connessione tra  i tumori e l'esposizione all'uranio che l'omissione di informare i soldati dei pericoli a cui andavano incontro.

Una salute che i militari hanno rischiato anche tramite la somministrazione di più vaccini (superiori a 5)   per via della modifica del DNA come espone il progetto SIGNUM che fu sempre promosso dal ministero della difesa.
Quest'anno faccia di bronzo Mattarella ha firmato un decreto molto pericoloso per la salute dei bambini, e solo per interessi, dopo la mazzetta della Glaxo del 2016  non curanti delle numerose sentenze che stabiliscono il nesso da danno da vaccino con annessi casi di autismo. 
Mattarella, come fa capire  il tuo fedele complice e lecchino Burioni, "ci vuole proprio un gran bel coraggio" per attuare tali scempi.
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